robert de niro donald trump

“TRUMP? O LO MALMENIAMO O LO MANDIAMO IN GALERA” – MONDA INTERVISTA DE NIRO: “IL PRESIDENTE È UN GANGSTER E UN INETTO, PROFONDAMENTE CORROTTO, CHE CORROMPE IL TESSUTO DEL NOSTRO PAESE” – “HA VINTO LE ELEZIONI PERCHÉ ABBIAMO UN SISTEMA ELETTORALE FOLLE, LA MAGGIORANZA DEGLI AMERICANI NON È CON LUI…” – LA SCELTA DI LEONARDO DA VINCI PER LA LETTURA AL FESTIVAL “LE CONVERSAZIONI”: “SE VUI FARE UN OMAGGIO, DEVI FARLO FINO IN FONDO”

 

 

 

Antonio Monda per “la Repubblica”

 

robert de niro 4

Fino all' ultimo momento, Robert De Niro aveva deciso di leggere un brano di Harry Mencken per il progetto Writers on Writers delle Conversazioni ma poi, a sorpresa, ha trovato una citazione di Leonardo da Vinci che ha voluto recitare in italiano e mi chiede di non rivelare.

 

ROBERT DE NIRO NEI PANNI DEL PROCURATORE SPECIALE MUELLER AL SNL

«Se vuoi fare un omaggio, devi farlo fino in fondo» mi dice nella sua splendida casa affacciata su Central Park West, «citare Leonardo in inglese mi sembrava snaturarlo. Sono orgoglioso delle mie origini italiane, e orgoglioso di appartenere a un popolo che ha dato i natali al più grande genio di tutti tempi».

 

Come mai ha rinunciato a Mencken?

leonardo da vinci

«Mi è sembrato più importante celebrare l' Italia in un momento difficile. Il brano di Mencken era pessimista e fatalista: due caratteristiche che in questo momento storico non voglio sentire né propagare».

 

Da quando Donald Trump è diventato Presidente degli Stati Uniti lei è stato uno degli oppositori più duri ed espliciti: in un video si è spinto a minacciare di malmenarlo.

henry mencken

«Ritengo che Trump non meriti altro, l' unica alternativa è mandarlo in galera: è un gangster, profondamente corrotto, che corrompe il tessuto del nostro paese.

Inoltre ha dimostrato di essere un inetto e ha enormi responsabilità morali: anche nella gestione della pandemia ha compiuto errori gravissimi, parlando per molto tempo di una bufala. Mi chiedo quanti morti si sarebbero potuti evitare: è arrivato a dire "se siamo bravi moriranno 100.000 persone", e nel giorno in cui si è raggiunta quella tragica cifra si è fatto fotografare mentre giocava a golf. Rappresenta un' enorme vergogna per gli Stati Uniti, e ha fatto crollare la credibilità dell' intero paese, riuscendo a far rivalutare George W. Bush».

donald trump si toglie la mascherina 1

 

Eppure questo paese lo ha eletto

«Perché abbiamo un sistema elettorale folle e antiquato: Hillary Clinton avrà pure commesso molti errori, ma nel conteggio del voto popolare ha ottenuto tre milioni di voti in più, la maggioranza degli americani non è con Trump. Mi rifiuto però di continuare a lamentarmi su quel risultato infausto: ora bisogna fare di tutto per vincere le prossime elezioni e gli ultimi sondaggi sono incoraggianti. Tuttavia, da gangster quale è, Trump farà qualunque gioco sporco pur di rimanere al potere: ci aspettano mesi difficili, ma speriamo di festeggiare anche noi la liberazione».

DONALD TRUMP E' UNA BISTECCA

 

Ritiene che Trump rappresenti uno sbocco inevitabile dell' America contemporanea o invece un' eccezione?

«L' America contemporanea ha tante personalità di altissima qualità sia a livello culturale che artistico che politico. Se andiamo nel passato basti citare Franklin Delano Roosevelt, o Lyndon Johnson, che ha posto fine alla segregazione rinunciando all' elettorato del sud: gesti come questi mostrano uno statista e non un politicante.

 

donald trump hillary clinton 1

Riguardo a Trump è corretto parlare di degenerazione, perché è radicato in quel sottogenere televisivo - non solo americano - che è la reality TV. Chi non conosce quel sottobosco lo prende per quello che è, una barzelletta, ma esiste un mondo che apprezza la semplificazione volgare e violenta di ogni cosa. Devo ammettere che, come molti americani, non mi sarei mai aspettato un' evenienza di questo tipo, e l' aver ignorato quel mondo è un elemento sul quale siamo costretti a riflettere: è insufficiente limitarsi a deriderlo e a condannarlo».

 

Cosa può fare l' arte, in particolare il cinema, per combattere questa battaglia?

robert de niro 3

«Il cinema è una grande arte, e come tale racconta l' esperienza umana. Inoltre è un' arte popolare, che coinvolge la gente per farla sognare. Il modo più immediato per combattere sarebbe quello di realizzare opere d' attacco, in qualche modo di propaganda ma questo è forse sbrigativo, e non so quanto efficace.

 

Il cinema, ma vale per ogni altra forma d' arte, ha ottenuto i maggiori risultati artistici e politici quando ha raccontato indirettamente un clima o un dramma: pensa ai grandi film sul Vietnam. Oppure quando ha proposto alternative positive, e mi viene in mente l' ottimismo di Frank Capra. I registi americani hanno dentro di sé un mondo interiore molto più nobile di quello rappresentato da Trump: già raccontare questo mondo è un atto di opposizione».

donald trump con la visiera

 

Lei però lo ha personalmente sfidato a cazzotti

TRUMP COMEY

«Ho utilizzato il suo linguaggio. Mi è capitato di leggere un articolo a firma di Roxana Robinson, il cui titolo era "Trump e la cultura criminale". È un' analisi di come questo vergognoso presidente abbia in tutto e per tutto un linguaggio e una "cultura" criminale. C' è l' analisi del suo rapporto con il suo mentore Roy Cohn, avvocato di molti gangster. E poi il modo in cui costringeva Comey, allora direttore dell' FBI, ad inchinarsi ogni volta che parlava con lui, come atto di sottomissione.

donald trump e roy cohn

 

Per non parlare dell' incontro con Vladimir Putin a Helsinki, dove, ignorando ogni protocollo, ha chiesto che non fosse presente nessuno tranne il traduttore e poi ha preteso di controllare personalmente le sue note prima che fossero date alla stampa: la prima regola dei gangster è quella di non avere testimoni e occultare le prove.

TRUMP PUTIN PALLONE

 

Ci sono molti altri esempi che ribadiscono un' attitudine puramente criminale: Comey venne licenziato perché nel primo incontro il presidente gli chiese di giurargli fedeltà. Da buon servitore dello Stato, Comey si rifiutò, dicendogli tuttavia che era pronto a giurare onestà. Racconto questi episodi per ribadire come sia lui l' eccezione a quello che è l' America: esiste per fortuna un mondo onesto che sta cercando riscatto».

 

Chiudiamo tornando all' Italia: che impressione ne ha guardandola oggi dall' America?

robert de niro e catherine scorseseITALIA Coronavirus

«Rimane il paese più bello del mondo, e quello che storicamente ha dato più di ogni altro in termini culturali e artistici. Oggi mi sembra che viva un momento molto caotico ma ho l' impressione che questa sia una costante della sua storia e che forse proprio da questo caos nasca la sua bellezza».

robert de niroItalia coronavirusItalia, seriate - coronavirusAL PACINO E ROBERT DE NIRO

Ultimi Dagoreport

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"? 

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)