de luca meloni renzi

“TUTTI SI CHIEDONO: È DE LUCA O È CROZZA CHE LO IMITA?” – RONCONE INFILZA IL GOVERNATORE “CAMALEONTE” CHE TROVA L’INTESA SUI FONDI CON LA MELONI DOPO GLI INSULTI (“LAVORA TU, STRONZA”): “CON LA PREMIER GRANDE RISPETTO. E POI AGGIUNGO IL MIO FORZA FITTO!” – "DIETRO LA MUTAZIONE IL FATTO CHE L’AYATOLLAH DI SALERNO VOGLIA CANDIDARSI PER LA TERZA VOLTA ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE - ELLY? RIFLETTE. È ARRIVATA ANCHE LA BENEDIZIONE DI RENZI. MA MAGARI DOMANI MATTEO CAMBIA IDEA, SE GLI CONVIENE” - VIDEO

 

 

Fabrizio Roncone per il Corriere della Sera - Estratti

 

(...)

 

meloni de luca

Presidente De Luca, che succede? Perché questi lampi di pace? S’intrecciano ipotesi e sospetti, è un noto maestro di intrighi sulfurei e accordi bizantini. Ha in testa un piano preciso, questo è sicuro. Ma ci arriviamo tra un po’.

 

Cominciamo restando alle cronache recenti. E da una foto opportunity. A Palazzo Chigi, l’altro giorno. Con De Luca (rilassato, quasi ammiccante) e Giorgia Meloni che si stringono la mano dopo aver firmato un accordo notevole: la Campania riceverà risorse economiche dal Fondo di Sviluppo e Coesione, quasi 3 miliardi e mezzo di euro per investimenti sul territorio. «Con la premier grande rispetto...». Pausa: «E poi aggiungo il mio forza Fitto!». Bene. Solo che tutti si chiedono: è lui o è Crozza che lo imita?

 

meloni de luca

Flash back (così diamo una rinfrescata alla memoria). De Luca sempre a Roma, in piazza Santi Apostoli, è il 17 febbraio scorso: ha portato i sindaci della sua regione a protestare contro l’Autonomia differenziata, ci sono i cronisti delle agenzie e dei talk che vanno in diretta e allora lui ha un guizzo, sa ingolosirli, e perciò parte, guida un corteo sbilenco e improvvisato come un Vannacci qualsiasi, puntando diritto il portone di Palazzo Chigi. Lì davanti urla, arringa, detta le sue condizioni. La Meloni resta nel suo ufficio, e lascia filtrare solo un commento: «Lavori, anziché manifestare».

 

De Luca a quel punto entra a Montecitorio, e sprofonda su un divanetto. C’è un fuori onda, gli rubano un paio di frasi: «Ma è tollerabile questo atteggiamento?... Lavora, dice... Lavora tu, stronza!» (bum!) Tre mesi dopo. A Caivano, nell’hinterland napoletano.

VINCENZO DE LUCA GIORGIA MELONI - BAGNOLI NAPOLI

Visita al nuovo centro sportivo del Parco Verde, simbolo della lotta alla criminalità giovanile.

 

La Meloni scende dall’auto blindata e a passo deciso (il suo passo, avete presente?), si avvicina a De Luca. E gli fa: «Presidente De Luca, quella stronza della Meloni... Come sta?». E lui, di stoccata: «Benvenuta... bene, di salute».

 

Capito? Poi De Luca te lo ritrovi in quella serie di foto, piene di smorfiette dolciastre. No, forse la metafora del babà era sbagliata: il governatore della Campania è un meraviglioso camaleonte. Ed è in piena mutazione. Appunto: ma perché?

 

Alcuni osservatori forniscono una spiegazione banale (non necessariamente la politica deve averne sempre di sofisticate): perché da governatore — spiegano — doveva portare in Campania soldi, fondi, risultati. Vuole candidarsi per la terza volta e ha già cominciato la sua personale campagna elettorale. E così arriviamo alla pace (apparente) con la Schlein.

MEME SUL VIDEO DELLE CILIEGIE DI GIORGIA MELONI

 

Tutti sanno che il giorno in cui Elly si prese il Pd, la prima dichiarazione forte fu per denunciare la malvagia presenza di certi «cacicchi» all’interno del partito. Descrisse la loro attività come un’autentica tigna.

 

E ne annunciò, quindi, la necessaria eliminazione. L’operazione — sia pure con modalità articolate — le sta riuscendo. Ma la partita più complicata è proprio con il cacicco più potente: cioè lui, De Luca. Che non è soltanto uno degli ultimi ras delle tessere e del consenso. È molto di più: è il Granduca della Campania. Parecchi anni dopo la scomparsa dei Borbone, in quelle terre, si è insediato lui: spavaldo e pittoresco, ruvido e arrogante, cinico e furbo, ferocemente sempre in carriera, notte e giorno, d’estate e d’inverno, un anno dopo l’altro.

 

VINCENZO DE LUCA CONTRO GIORGIA MELONI: LAVORA TU, STRONZA

È il grigio dirigente comunista che inizia la scalata al potere riuscendo a prendersi Salerno per quattro volte, sindaco con effetti speciali, i manganelli ai vigili urbani («Il manganello — disse — è un commovente oggetto di persuasione»), le fontane nelle piazze e poi sempre un sorrisetto di scherno per ogni inchiesta giudiziaria, per ogni soprannome che si porta addosso: Fidel, Sceriffo, ‘O Faraone. Lo sfidano, e lui si eccita.

 

Lo attaccano, e lui gode.

 

de luca schlein

(...)

Elly? Riflette. Lo lascio candidarsi per un terzo giro perdendo la faccia, o glielo impedisco perdendo le elezioni in Campania?

 

È arrivata anche la benedizione di Renzi. «De Luca ha ragione: devono riconfermarlo» (ma magari domani Renzi cambia idea, se gli conviene).

de luca melonimeloni sangiuliano de lucagiorgia meloni parla di vincenzo de luca a porta a porta renzi de luca

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