ebrahim raisi joe biden

“LA VITTORIA DI RAISI RIVELA LA GRANDE DEBOLEZZA DEL REGIME IRANIANO” – IL POLITOLOGO GILLES KEPEL: “GLI AYATOLLAH SENTONO PIÙ CHE MAI CEDERE IL TERRENO SOTTO I PIEDI, SONO ISOLATI. RAISI NON HA NULLA DI CARISMATICO, MA IL REGIME NON PUÒ RISCHIARE. BIDEN INSISTESULLA MINACCIA CINESE, MA PER NOI EUROPEI I PROBLEMI MAGGIORI CONTINUANO A VENIRE DAL MONDO ISLAMICO” – L’ANALISTA AARON MILLER: “AUMENTERÀ LA REPRESSIONE, MA L’ACCORDO SUL NUCLEARE SI FARÀ…”

1 - Kepel: «Poco carisma, è un vincitore che rivela la debolezza del regime»

Lorenzo Cremonesi per il “Corriere della Sera”

 

ebrahim raisi

«L' elezione di Ebrahim Raisi a fronte di una bassa partecipazione al voto, probabilmente molto minore di quanto annunciato ufficialmente, è rivelatrice della grande debolezza del regime iraniano.

 

In passato gli Ayatollah cercavano di mantenere una qualche forma di modus vivendi pacifico con la società civile, permettendo la nomina di un presidente moderato e riformista. Ma oggi sentono più che mai cedere il terreno sotto i piedi, sono isolati, hanno bisogno di fare quadrato».

gilles kepel 5

 

A pochi giorni dalla pubblicazione in Italia del suo nuovo libro, «Il ritorno del Profeta.

Perché il destino dell' Occidente si decide in Medio Oriente», Gilles Kepel analizza le elezioni in Iran e gli ultimi sviluppi internazionali.

 

Ma la nomina di un presidente falco non rischia di riaccendere gli scontri di piazza in Iran?

«Diventa molto più possibile. Raisi non ha nulla di carismatico, nessuno dimentica le sue responsabilità nell' esecuzione di migliaia di oppositori politici, non sarà capace di fare digerire agli iraniani i sacrifici imposti dal radicalismo ideologico degli Ayatollah. D' altro canto, il regime non può rischiare, non può più permettere divisioni interne.

 

ali khamenei ebrahim raisi

Sul tavolo ci sono i negoziati sul nucleare con l' America di Joe Biden. Ma oggi Teheran è a mal partito. L' Iraq sta fuggendo fuori controllo per la prima volta dal 2003. In Siria i russi esigono una rinascita economica, che necessita di aprire all' Europa a scapito della presenza iraniana. Il disastro libanese è colpa degli sciiti di Hezbollah, protetti da Teheran.

 

mario draghi e joe biden 3

Persino il rapporto con Hamas appare incrinato. Sei anni fa noi europei cercavamo la collaborazione con l' Iran per battere Isis. Ora non serve più».

 

Un giudizio sull' ultimo vertice Nato?

«Biden ha un bel insistere sulla minaccia cinese, però per noi europei i problemi maggiori continuano a venire dal mondo islamico».

 

ebrahim raisi qassem soleimani

I più pressanti?

«Gli stessi degli ultimi anni. Prima di tutto, quelli dei migranti illegali, che fanno da corollario al problema jihadista: resta grave ed è destinato a farsi presto ancora più esplosivo.

 

Il permanere dei prezzi bassi del petrolio, la crisi economica tunisina, algerina, libica, egiziana, la destabilizzazione del Sahel, sono tutti fattori che incrementeranno i flussi delle partenze dal Mediterraneo meridionale verso le nostre coste. Mi attendo in particolare un maggior numero di barconi dalla Tunisia. Rischiamo di litigare tra di noi partner Ue. E ciò, se non viene regolato presto, porterà alla crescita del peso politico delle destre e dai partiti xenofobi».

 

recep tayyip erdogan

Conseguenze?

«Gli estremisti islamici e le organizzazioni caritative dei Fratelli Musulmani approfitteranno della generosità ingenua delle sinistre europee e dei movimenti di accoglienza cattolici per accrescere la loro presenza nelle nostre società.

 

Già al vertice Ue di Ajaccio l' anno scorso avevano prevalso gli interessi particolari. I partiti al governo in Germania temono l' influenza di Erdogan sull' elettorato d' origine turca. L' Italia non intende litigare con Putin per salvaguardare l' arrivo del gas e gli scambi economici. Ognuno pensa per sé e perdiamo tutti».

 

C' è però un atlantismo di ritorno che aiuta a cementare le relazioni con gli Usa.

donne iraniane con la foto di ebrahim raisi

«Certamente, con Biden si ricompatta la Nato. Ma adesso gli interessi europei rischiano di diventare ancillari rispetto a quelli americani. Washington sottolinea la minaccia cinese e insiste sul contenimento di Putin.

 

Non capisce la centralità del Mediterraneo per noi. È sufficiente analizzare come Biden si sia ritrovato spiazzato di fronte alla recente crisi di Gaza per vedere quanto per lui il Medio Oriente sia uno scenario secondario, come del resto lo era per Obama e Trump».

 

Può spiegare?

ERDOGAN MACRON 1

«Gli Stati Uniti non erano pronti per mediare tra Israele e Hamas. Tanto che Biden ha dovuto telefonare in fretta e furia ad Al Sisi ed Erdogan, due dittatori con cui non voleva avere a che fare, se non per denunciare le violazioni dei diritti umani. Ma alla fine sono stati loro a garantire il cessate il fuoco».

 

Nel suo libro non c' è capitolo che non menzioni quanto sia pericolosa la politica di Erdogan per l' Europa.

«Erdogan si proietta come Mehmet II, il Sultano della conquista di Costantinopoli nel 1453. Lo si è visto benissimo a Istanbul nella scelta della restaurazione a moschea di Santa Sofia il 24 luglio 2020.

 

hamas

Una mossa simbolica: Erdogan diventa una sorta di Ataturk nazionalista e però religioso, un Sultano allo stesso tempo del suo popolo e di tutto l' Islam, che mira a ricostruire l' antica potenza imperiale, sino alle porte di Vienna».

 

Il 23 luglio a Berlino si tiene una nuova conferenza sulla Libia. Cosa cambia?

«Per fortuna Italia e Francia abbandonano le vecchie lotte suicide e decidono di agire assieme. Sino a poco fa proprio Turchia e Russia avevano approfittato del nostro braccio di ferro per dividersi il Paese.

MARIO DRAGHI Abdulhamid Al Dabaiba

 

Berlino potrebbe diventare il simbolo di una nuova politica europea comunitaria. Dobbiamo sperarlo. La cooperazione italo-francese potrebbe garantire una Libia unita sotto la guida del nuovo premier Abdul Hamid , Abdul Hamid Dabaiba».

 

 

2 - «AUMENTERANNO DISSENSO E REPRESSIONE, MA ADESSO L’ACCORDO SUL NUCLEARE SI FARÀ»

Anna Guaita per “il Messaggero”

 

L' accordo sul nucleare si farà, e presto, ma non bisogna sperare in altro, con il nuovo presidente iraniano. Il Messaggero parla a Aaron David Miller sul risultato delle presidenziali in Iran. Miller è stato consigliere delle Amministrazioni Usa sul Medio Oriente per 25 anni. E' stato al fianco di sei segretari di Stato, sia democratici che repubblicani, e di recente è diventato vicepresidente del think tank Woodrow Wilson International Center for Scholars.

ebrahim raisi.

 

Che significato ha la vittoria di Ebrahim Raisi in politica estera?

«Stiamo assistendo a una concentrazione del potere non solo nelle mani del leader supremo, ma in quelle di una forza milItare in crescita veloce e dell' intelligence. Questa concentrazione fa sì che un nuovo presidente non avrà una ricaduta sensibile sulla politica estera».

 

La traiettoria non cambia?

Hassan Rohani

«La protezione del regime rimane la principale filosofia della politica di Teheran. Vedremo che la repressione del dissenso aumenterà, e il dissenso chiaramente esiste come ci prova l' affluenza alle urne così bassa. In politica estera vedremo che l' Iran continuerà a gettare la sua ombra sull' area, dal Libano all' Iraq alla Siria».

 

E cosa succede della riconferma dell' accordo sul nucleare che è in fase di negoziato a Vienna?

«Sono persuaso che il rientro nell' accordo avverrà nelle prossime settimane. Ma questa nozione che qualcuno ha nel mondo diplomatico che dopo la riconferma del Joint Comprehensive Plan of Action, l' Iran sarà più mite e amichevole nei confronti degli Stati Uniti è del tutto infondata».

ayatollah ali khamenei

 

Non pensa che ci sarà un ulteriore negoziato, per un accordo più duraturo e più forte come spera Biden?

«Un negoziato può avvenire, possono sedersi a un tavolo, ma se speriamo in ulteriori concessioni dobbiamo essere pronti a farne anche noi.

 

Ci chiederanno di sicuro qualcosa in cambio. Magari di tornare a commerciare direttamente con noi, di cancellare l' embargo commerciale, qualcosa di politicamente impossibile. Ma non c' è da illudersi su ipotetici futuri negoziati. Gli iraniani vogliono solo ritornare all' accordo sul nucleare perché così verranno cancellate le sanzioni che strangolano la loro economia».

 

HASSAN ROUHANI

Come vede il futuro fra l' Iran e il mondo occidentale?

«Guardi, è vero che l' accordo sul nucleare è lungi dall' essere perfetto. È vero che anche quando sarà rifirmato, qui negli Usa nessuno stapperà lo champagne. È vero che i repubblicani lo odiano e anche molti democratici non lo amano.

 

Ma non possiamo non ammettere che è il meglio che si può ottenere ora, se non vogliamo che fra due anni Teheran abbia la prima bomba nucleare. Stiamo guadagnando tempo. Non è la soluzione ideale, ma per ora noi in Occidente dobbiamo accontentarci. Senza questo accordo, non avremmo nessun modo per impedire che l' Iran costruisca armi nucleari».

manifesti con ebrahim raisi

 

Intanto cosa ci si aspetta in questo tempo così guadagnato, che quel 52% che si è astenuto, riesca a organizzare un' opposizione?

«Non c' è un' opposizione organizzata adesso in Iran. Certo, ci sono state proteste e manifestazioni. Ma io penso che avremo un Iran autoritario ancora per un lungo tempo. Ma sempre più disposto ad aprire l' economia».

 

Cioè un Iran sul modello cinese?

«Sì, esatto. Tutti questi poteri autoritari, dalla Cina a Cuba alla Russia hanno dimostrato disponibilità ad aprire l' economia al mondo, pur mentre all' interno seguono una politica repressiva».

sostenitori di ebrahim raisi

 

Non crede nella possibilità di una rivoluzione? Dopotutto ne hanno già fatta una!

«Ma anche tutte le rivoluzioni della primavera araba, le rivoluzioni dal basso, sono finite con regimi autoritari con l' eccezione della Tunisia. I poteri autoritari durano a lungo, si aggiustano, si adattano, adesso in Iran i poteri forti sono più uniti che mai».

Lei è molto pessimista.

«E' la realtà. E tuttavia penso che se Rouahni avesse potuto ripresentarsi, chissà... Se non ci fosse stata l' interferenza del leader supremo e delle Guardie della Rivoluzione, forse l' uomo che aveva impersonato le speranze e le aspirazioni di milioni di iraniani sarebbe stato rieletto.

ebrahim raisi 2

 

Invece abbiamo un autoritario, che sbloccherà l' accordo sul nucleare e quindi le sanzioni, e così farà credere che solo gli autoritari possono avere successo. E in parte dobbiamo ringraziarne Trump, la sua uscita dall' accordo e l' imposizione di sanzioni che hanno prostrato il Paese, senza ottenere nulla in cambio».

 

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…