“ZELENSKY HA CAPITO CHE I POPOLI, E I LORO LEADER, SEGUONO PIÙ LE PASSIONI CHE GLI INTERESSI” – DOMENICO QUIRICO: “IL SUO GRIMALDELLO È STATA LA COLPEVOLIZZAZIONE SISTEMATICA DELL'OCCIDENTE. IL MECCANISMO DELLE PASSIONI INNESCATO DALL'ATTORE-PRESIDENTE È INFERNALE. PIÙ AUMENTA IL LIVELLO DEL NOSTRO AIUTO PIÙ CRESCONO LE SUE AMBIZIONI, PIÙ LA GUERRA SI PROLUNGA PIÙ SI ALLARGANO I CONTORNI DI UNA VITTORIA PER LUI ACCETTABILE. SE CONTASSERO DAVVERO GLI INTERESSI L'OCCIDENTE DOVREBBE CERCARE DI AVERE ECCELLENTI RAPPORTI CON PUTIN. MA ZELENSKY HA COLTO IL FATTO CHE NEI PAESI DEMOCRATICI È LA DEBOLEZZA DELLE IDEOLOGIE E DELLE ISTITUZIONI A RIDAR FORZA ALLE PASSIONI”

-

Condividi questo articolo


DOMENICO QUIRICO DOMENICO QUIRICO

Domenico Quirico per “la Stampa”

 

Dove sta la genialità dell'omaggiatissimo Zelensky? Che cosa ci ha stregato tanto da affidargli una delega in bianco: decida lui quale deve essere la pace che lo accontenta? È forse un condottiero impavido? Un politico implacabile? Un democratico senza macchia e senza paura? Niente affatto. Il suo colpo di genio è nell'aver compreso che nel ventunesimo secolo i popoli, e i loro leader a rimorchio, seguono più le passioni che gli interessi.

 

il videomessaggio di volodymyr zelensky al festival di glastonbury 5 il videomessaggio di volodymyr zelensky al festival di glastonbury 5

Insomma: se contassero davvero gli interessi l'Occidente, e soprattutto l'Europa, dovrebbe a tutti i costi cercare, anche in questo caso come ha fatto per venti anni, di avere eccellenti rapporti con Putin. Perché ne derivano evidenti e immediati vantaggi, ad esempio sul piano dei vitali rifornimenti energetici, e soprattutto dell'evitare una nuova guerra fredda senza assicurazioni sufficienti contro irrimediabili sviluppi atomici.

 

Ma ci sono le passioni, fattore non preventivamente valutabile negli schemi e su cui si può agire più efficacemente e facilmente che con i dati economici, militari o delle alleanze. Attenzione a non confondere: le passioni nulla hanno a che fare con l'etica, tanto è vero che vengono eccitate, create, indirizzate. E questo riesce benissimo soprattutto ad arruffapopoli e dittatori.

VIGNETTA DI VAURO SU ZELENSKY VIGNETTA DI VAURO SU ZELENSKY

 

Passioni: la parola è usurata tanto che resta aperto il problema se il disordine attuale del mondo, di cui la guerra in Ucraina è un capitolo, sia la conseguenza di questo scatenamento emotivo o sia proprio il caos ad aver incendiato le emozioni collettive. Insomma: qual è la gerarchia e l'equilibrio tra lo sfondo politico e la crescita furente delle passioni?

 

Zelensky ha intelligentemente riflettuto che durante le crisi sembra che il tempo cambi aspetto, la durata non è più percepita come nel normale stato delle cose.

Invece di misurare la permanenza essa misura le variazioni. Operano nuove «cause» che turbano l'equilibrio che esisteva prima. Qualcosa che assomiglia molto alla magia del meccanismo teatrale. E lui, in fondo, non è un attore?

 

VOLODYMYR ZELENSKY IN COLLEGAMENTO CON L'ISPI VOLODYMYR ZELENSKY IN COLLEGAMENTO CON L'ISPI

Ha colto il fatto che soprattutto nei Paesi democratici è proprio la debolezza delle ideologie e delle istituzioni a ridar forza alle passioni. Bisogna dunque approfittare, soprattutto nei rapporti con alcuni Paesi da cui dipende la sopravvivenza dell'Ucraina sottoposta all'urto dell'invasore russo, della usura delle dottrine occidentali. Il moltiplicarsi confuso degli obiettivi talora porta all'immobilismo che sarebbe letale per Kiev. Ma talvolta, se ben indirizzato, determina le fughe in avanti. E proprio questo lo ha reso in questi quattro mesi di guerra padrone della situazione.

Ben Stiller con Zelensky Ben Stiller con Zelensky

 

È accaduto che una guerricciola locale per una ammuffita provincia dell'Ucraina è diventata addirittura un confronto per procura di enorme pericolosità tra la Nato e la Russia. Di più: una guerra mondiale in cui (per ora) ci si batte con furore sui terreni della economia, dell'energia e del cibo coinvolgendo ormai milioni e milioni di uomini.

 

Come è successo? Si badi contro la volontà stessa di molti di coloro, come gli europei, che non avrebbero mai accettato alcuni mesi fa di compiere un percorso così duro e pericoloso se avessero seguito le orme della prudenza e dell'interesse.

ZELENSKY E MACRON ZELENSKY E MACRON

Che spingevano semmai sulla via del ridurre lo scontro alla dimensione locale, gettando acqua sulla sanguinaria provocazione putiniana.

 

La colpa, o il merito, è di Zelensky che imponendo la sua immagine e il suo talento di comunicatore ossessivo, martellante, onnipresente ha creato una guerra, non soltanto di cannoni e mosse diplomatiche, ma di emozioni. Il suo grimaldello è stata la colpevolizzazione sistematica e seduttiva dell'Occidente.

volodymyr zelensky volodymyr zelensky

 

L'unico modo per evitare che le potenze democratiche, badando ai loro interessi immediati, si limitassero all'elemosina, come nel 2014, di qualche minuscola, innocua sanzione contro la Russia, era di brandire la disgrazia ucraina per vedersi attribuire il titolo di vittima numero uno. Costringendoci a un atto pratico di costrizione ovvero fare la guerra con lui e se necessario per lui.

volodymyr zelensky a kharkiv 4 volodymyr zelensky a kharkiv 4

 

Fino in fondo. Ci ha intimato fin dal primo giorno, indifferente al mutare della situazione militare, alle ritirate e avanzate, alle stragi e ai modesti tentativi diplomatici: se la Ucraina verrà spazzata via e non uscirà vittoriosa da questa guerra la colpa sarà degli europei e degli Stati Uniti, troppo fragili, vigliacchi e ottusi da non capire che il vero boccone che Putin vuole inghiottire non è Kiev ma il vecchio continente e forse il mondo.

volodymyr zelensky a kharkiv 5 volodymyr zelensky a kharkiv 5

 

Che, dopo aver calpestato sotto i piedi mezza Ucraina, si prepara a calpestarne l'altra metà dell'Europa. Una idea che non ha connessioni con la realtà. Non perché Putin possa aver rimorsi o titubanze di fronte all'abuso della forza. Ma perché, sapendo benissimo di essere una personalità dispotica e crudele, è anche un realista. Quindi conosce i limiti pratici alla sua aspirazione di giustiziere, di esecutore delle sentenze della Storia.

 

il collegamento di zelensky con il festival di cannes 1 il collegamento di zelensky con il festival di cannes 1

Eppure nessuno, in questo parossismo delle emozioni innescato dall'abile mefistofele ucraino, osa dirlo. Temendo di esser travolto dalla riprovazione universale.

Zelensky ha distribuito le parti di un remake. Scegliendo di riproporre un copione che l'Europa purtroppo conosce bene e di cui ha un ricordo orribile, la Seconda guerra mondiale. L'Ucraina aggredita, martoriata, sbriciolata è dunque Londra indomita sotto le bombe tedesche nel 1940.

volodimyr zelensky 3 volodimyr zelensky 3

 

Zelensky ostinato, deciso a non arrendersi mai alla brutalità totalitaria, si è preso la parte di Churchill. A Putin naturalmente tocca la maschera del nuovo Hitler. A Biden ha riservato il costume di Roosevelt che pazientemente, giorno dopo giorno, convince i distratti americani che per loro è vitale distruggere il tiranno. E intanto arma gli ucraini con una replica della celebre legge affitti e prestiti con cui venne tenuta in piedi la Gran Bretagna. E dal 1941 l'Unione sovietica di Stalin.

il video messaggio in bianco e nero di volodymyr zelensky 2 il video messaggio in bianco e nero di volodymyr zelensky 2

 

Operazione perfetta. La volontà di evitare l'ennesima infamia dell'Occidente capitolardo è diventata una verità unica e giusta, immutabile nel divenire della crisi e della guerra quanto la legge della caduta dei gravi. Intellettuali e politici, militanti della guerra giusta ed economisti dalla sanzione facile e indolore, si sono messi al servizio di Zelensky.

Il meccanismo delle passioni innescato dall'attore-presidente è in se stesso infernale.

Più aumenta il livello del nostro aiuto più crescono le sue ambizioni, più la guerra si prolunga più si allargano i contorni di una vittoria per lui accettabile.

 

IL LIBRO SUI GRANDI DISCORSI IL LIBRO SUI GRANDI DISCORSI

L'applauso come accade agli attori lo spinge all'assolutismo del mattatore. Intanto l'Occidente, lavando preventivamente le sue colpe, non si accorge che la guerra diventa mondiale ed è via via più isolato. Quattro miliardi di persone e metà della produzione globale hanno infatti rifiutato di schierarsi con noi.

 

LIBRO DI ZELENSKY LIBRO DI ZELENSKY

Gli zelanti alleati di Zelensky fino a ieri hanno coabitato allegramente con l'indifferenza e il silenzio per malvagità abominevoli subite da popolazioni dei Paesi cosiddetti sottosviluppati. La disgrazia di quegli infelici è che non hanno saputo far cuocere insieme gli ingredienti delle nostre emozioni. E infatti con soddisfazione un po' proterva Zelensky ha festeggiato il sì della Unione alla candidatura ucraina ricordando: noi non siamo un Paese del terzo mondo.

NANCY PELOSI CON ZELENSKY A KIEV NANCY PELOSI CON ZELENSKY A KIEV volodymyr zelensky in copertina su time volodymyr zelensky in copertina su time VOLODYMYR ZELENSKY VOLODYMYR ZELENSKY PUTIN ZELENSKY PUTIN ZELENSKY ZELENSKY E STEINMEIER ZELENSKY E STEINMEIER

 

Condividi questo articolo

ultimi Dagoreport

CSM: IL CONSIGLIO SUPERIORE DI MANTOVANO – AVVISO AI NAVIGATI: SI E' SPEZZATO IL FILO ROSSO CHE DOVEVA COLLEGARE IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO CON IL QUIRINALE - DOPO IL PREMIERATO CHE DIMEZZA I POTERI DEL COLLE, OGGI L'ATTACCO ALLE TOGHE, FREGANDOSENE ALTAMENTE CHE MATTARELLA RICOPRA IL RUOLO DI CAPO DEL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA - ED ORA MANTOVANO CALZA IL FEZ E PIAZZA I SUOI FEDELISSIMI NEI POSTI CHIAVE, A PARTIRE DAL CSM: DA DANIELA BIANCHINI, CONSIGLIERA LAICA IN QUOTA FDI A MIMMO AIROMA – COMUNQUE, FANNO BENE GIORGIA E CAMERATI A PREOCCUPARSI DELLA MAGISTRATURA, PERCHÉ PRIMA O POI TUTTI I FASCI ARRIVANO AL PETTINE…

MILANO E LA “ROMA SANTA E DANNATA” – PROIETTI: “IL FILM DI DAGO & GIUSTI NON È SOLO CAZZEGGIO A TINTE FORTI, MA UN PICCOLO SAGGIO DI “ANTROPOLOGIA SPICCIOLA” SULLA METAMORFOSI DI UNA CITTÀ A MISURA DUOMO CHE NON SA PIU’ RIDERE DI SÉ STESSA DOV’È FINITO LO SPIRITO “SCAPIGLIATO” DI CARLO DOSSI O DI CARLO PORTA, CON LE LORO POESIE OSCENE? - COSA RESTA DEL MONDO DI CAMILLA (CEDERNA) E DELLE “SCIURE” IRRISE DALLA SIGNORINA SNOB DELLA VALERI? - TRA I MERITI DELL’OPERETTA (A)MORALE C’È PURE QUELLO DI AVER SDOGANATO GLI ANNI ’70-’80, CHE NON FURONO SOLTANTO ANNI DI PIOMBO E “MILANO DA BERE” MA SPECCHIO DI UNA NUOVA REALTÀ: DA AVANTI POPOLO AD AVANTI POP, TRA SOGNI SESSO E CONTROCULTURA’’

DAGOREPORT - LA BATOSTA DELL’ITALIA NELLA CORSA A EXPO 2030 È UN BOCCONE AMARISSIMO PER GIORGIA MELONI: ERA CONVINTA CHE ROMA STRAPPASSE ALMENO IL BALLOTTAGGIO, E INVECE L'HANNO ABBANDONATA ANCHE I PAESI UE. A COMPLICARE LA CORSA DI ROMA È STATO ANCHE L’ESPLICITO SOSTEGNO DI ISRAELE – ORA È CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO, CHE A DESTRA VEDONO IN GUALTIERI, L’UNICO INSIEME A MASSOLO CHE SI È SPESO PER LA CITTÀ – PERCHÉ NON È STATO COINVOLTO MATTARELLA? – LO SCARSO SOSTEGNO DEI PAESI UE NON FA BEN SPERARE PER LA PARTITA EUROPEA DEL PATTO DI STABILITÀ – L’ULTIMATUM DEL PPE ALLA DUCETTA...

MELONI? UN “CAMALEONTE”! – MA QUANTO SI E' INCAZZATA LA DUCETTA CON I SUOI GERARCHI DI PALAZZO CHIGI! SULLE PRIME, IL GIUDIZIO DI POLITICO.EU, CHE L'HA ELETTA AL NUMERO UNO DEI “DOERS” (GLI ESECUTORI) IN EUROPA, E' STATO SBANDIERATO DAI SUOI BALILLA COME UN GRAN RICONOSCIMENTO - POI, MELONI HA  SBARRATO GLI OCCHIONI LEGGENDO L'ARTICOLO COMPLETO E HA CAPITO CHE SI TRATTAVA DI UN BEL CALCIO NEL SEDERE – MELONI È SÌ PRIMA, MA PERCHÉ È “CAMALEONTICA”: AD ESSERE APPREZZATO IN UE È IL FATTO CHE STA FACENDO ESATTAMENTE IL CONTRARIO DI QUANTO PROMESSO DURANTE GLI ANNI DELL'OPPOSIZIONE E IN CAMPAGNA ELETTORALE - È LO STESSO ARGOMENTO UTILIZZATO DA SALVINI, CHE STA PROVANDO A FARLA PASSARE DA TRADITRICE DEI SOVRANISTI, LOGORANDOLA DA DESTRA - L'ARTICOLO INTEGRALE DI POLITICO.EU