nicola zingaretti fausto bertinotti luigi di maio

“ZINGARETTI DOVREBBE LAVORARE A RICOSTRUIRE IL POPOLO, NON IL GOVERNO” - LE BORDATE DI BERTINOTTI SULL’INCIUCIO PD-5 STELLE: “SE UNA FORZA CHE SI PROPONGA DI FAR RINASCERE LA SINISTRA NON PENSA DI POTER CONTRASTARE LA DESTRA SUL TERRENO DEL CONSENSO ELETTORALE, È GIÀ DIMISSIONARIA” - “NON HO MAII VISTO UNA POLITICA COSÌ. DA UN QUARTO DI SECOLO STIAMO ASSISTENDO ALLA RECIDIVA DEMOLIZIONE DELLA DEMOCRAZIA”

 

 

Pietro Mecarozzi per www.linkiesta.it

 

fausto bertinotti nella sua casa romana sotto i tre quadri di andy warhol

L’impressione è quella di aver riportato le lancette esattamente a un anno fa. O come spiega Fausto Bertinotti a Linkiesta, di essere retrocessi alla casella di partenza, come nel gioco dell’oca. Gli elementi ci sono tutti, onde semplificare la faccenda, i cittadini assistono da testimoni assenti, i peones incrociano le dita e qualcuno da lassù cita Ridley Scott.

FOTOMONTAGGIO – LUIGI DI MAIO NICOLA ZINGARETTI

 

«Credo che se resuscitassimo dall’aldilà un esponente della politica, quando la politica aveva una dignità un peso un ruolo, parlo di quella politica facente parte del periodo delle democrazie costituzionali (nato dopo il fascismo, chiamato dagli economisti i trent’anni gloriosi), ecco, se uno di quegli uomini politici, di qualunque tendenza, da lassù guardasse la scena attuale direbbe la stessa frase di Blade Runner: “ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare”», commenta l’ex segretario del Partito della Rifondazione Comunista.

 

fausto bertinotti a fine anni settanta

Teoria e pratica si incontrano tra le volte di un sigaro, e il risultato è tale. Non c’è deriva, non ci sono compressi che tengono: la politica necessita di un mattatore, di colui in grado di rompere le compatibilità. «Ci sono dei politici che pensano solo alla propria partita a scacchi, quando invece l’unica risorsa della politica sarebbe quella di trovare delle parole così forti da rovesciare quel tavolo su cui si muovono le pedine. Questo è il tempo del rovesciamento del tavolo: la responsabilità è dei movimenti, nelle rivolte, la capacità di interpretare le istanze nascoste e di aggregarle per formulare la rinascita della politica».

salvini conte

 

Fausto Bertinotti, ha mai assistito a crisi politiche simili?

Non ho mai visto una politica così. Tutto questo è un corso, ormai, che si snoda da tempo, peggiora con dei momenti di caduta, ma la tendenza è quella di un’uscita di scena della politica e di una sua sostituzione con materiali di riporto. Che con la politica hanno pochissima relazione. Ricorderà quel film famoso che finisce con la frase “ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare”, io credo che se resuscitassimo dall’aldilà un esponente della politica, quando la politica aveva una dignità un peso un ruolo, parlo di quella politica facente parte del periodo delle democrazie costituzionali (nato dopo il fascismo, chiamato dagli economisti i trent’anni gloriosi), ecco, se uno di quegli uomini politici, di qualunque tendenza, da lassù guardasse la scena attuale direbbe la stessa frase di Blade Runner.

BLADE RUNNERromano prodi fausto bertinotti

 

Può spiegarsi meglio…

Penso che stiamo assistendo, da un quarto di secolo, alla recidiva demolizione della Democrazia. Delle forme che abbiamo conosciuto della democrazia: non è un processo breve. Gli elementi che hanno costituito questa riforma sono cominciate con quello che il grande sociologo italiano Luciano Gallino chiamava il “rovesciamento del grande conflitto di classe”: con la sconfitta delle forze che negli anni ‘70 avevano costruito le basi di un cambiamento di modello economico-sociale.

 

mons giulio dellavite fausto bertinotti

Contemporaneamente c’è il crollo dell’Unione Sovietica, e con essa il Novecento, e l’avvento di una rivoluzione capitalista-conservatrice successivamente capitalista-finanziaria. Questa costruzione, che molti studiosi definiscono post democratica, ha provato in tutto l’Occidente a metter fine alla democrazia costituzionale.

BERTY NIGHTS FEVER

 

Nel nostro caso, tutto questo come ha inficiato sulla situazione che stiamo attraversando?

fausto e lella bertinotti

In Italia questo processo è stato in prima forma graduale, si pensi all’avvento del maggioritario che demolisce il rapporto dei cittadini con i partiti, poi si pensi al progressivo restringimento del ruolo del Parlamento sostituito inesorabilmente dalla centralità del governo, e quindi alla chiusura che si introduce tra l’emiciclo e la vita del popolo.

 

CONSULTAZIONI - LA DELEGAZIONE DEL MOVIMENTO 5 STELLE

Si è poi arrivati alle controriforme che riguardano il governo degli enti locali, per poi attuare le grandi manovre culturali che determinano la personalizzazione della politica. Insomma, tutto questo processo ci conduce alle soglie dell’ultimo periodo. Ovvero all’esaltazione di tutto ciò che di male è venuto accumulandosi. È come se tutte le malattie a lungo riscontrate sulla strada della governabilità si siano accorpate in un mostro.

 

Un conto è la teoria, ma nella pratica quello che lei chiama “mostro” ha governato l’Italia per più di un anno…

luigi di maio nicola zingaretti

Il virus che sta uccidendo concretamente la democrazia è l’influenza del governo: il governo a quanto pare può fare tutto, anche quello che la Costituzione non prevede. L’epilogo di questa lunga gestazione del virus, pertanto, finisce in mano a due populismi di diversa natura, uno trasversale e uno reazionario, la cui combinazione fa emergere una delle tante malattie accumulate: un leader che si crede una nuova divinità politica, Salvini.

 

Tutto nasce, però, da una legge elettorale controversa. Crede ci sia bisogno di rimetterci mano?

CONSULTAZIONI - SERGIO MATTARELLA CON LA DELEGAZIONE DEL MOVIMENTO 5 STELLE

Urge, anche se non vedo chi la possa fare. Bisognerebbe tornare al proporzionale, dopo tutto questo disastro. Così da ristabilire un minimo di rapporto tra il votante e la scelta. In quanto a mio parere abbiamo e stiamo vivendo in un regime che ha l’apparenza di una democrazia e la struttura di una oligarchia. Noi siamo chiamati a votare per chi va al governo, ma non abbiamo nessuna possibilità con il voto di influire sulle sue scelte. Come diceva Draghi, si inserisce il pilota automatico: tutti i governi dentro questa galera sono controllati da una lunga mano che decide altrove. Non è un complotto, ma il sistema economico.

 

matteo salvini deejay al papeete 1

Quale sarà la risoluzione di questa crisi?

Tutte le forze politiche in campo che si propongono di combattere Salvini - cosa buona e giusta - come lo fanno? Esattamente come nel gioco dell’oca, quando si viene penalizzati si torna alle caselle precedenti: i 5 stelle, penalizzati dal fallimento del governo, tornano a subito dopo le elezioni come se questo ritorno potesse ripulirla di tutte le macchie di cui si è macchiata in un anno di governo; il Pd, addirittura, retrocede di due caselle, pensando di tornare a un centro-sinistra organico. Come se non fosse stato proprio quel centro-sinistra a spezzare il legame di fondo tra il popolo e la sinistra che ha aperto il varco alla vittoria del populismo.

 

Non crede in un governo Pd-M5s?

La mia opinione è molto semplice: dentro il recinto della politique politicienne non c’è salvezza. Per la salvezza c’è bisogno di spezzare il recinto. La combinazione di A+B non è diversa da quella di C+D.

 

Come spezzare, però, questo recinto?

francesco d'uva graziano delrio

Ci sono dei tempi in cui tutto diventa incerto, le relazioni sociali, il destino della società. In questo scenario ci sono dei politici che pensano solo alla propria partita a scacchi, quando invece l’unica risorsa della politica sarebbe quella di trovare delle parole così forti da rovesciare quel tavolo su cui si muovono le pedine. Questo è il tempo del rovesciamento del tavolo: la responsabilità è dei movimenti, nelle rivolte, la capacità di interpretare le istanze nascoste e di aggregarle per formulare la rinascita della politica. I gilet jaunes in Francia e i moti che hanno messo in ginocchio un capo come Bouteflika in Algeria: l’Italia è disseminate di questi esempi – dalle occupazioni delle fabbriche, alla resistenza per i campi dei migranti – e proprio da essi deve ripartire.

MATTEO SALVINI NELL'ORTO DI VERDINI

 

Il Movimento ci ha provato, e questi sono i risultati…

Perché i 5 stelle aveva una vera autonomia il sistema politico, ma non aveva come nemico il sistema economico-sociale. Infatti, si è visto che questo non basta successivamente per conquistarsi indipendenza istituzionale; in quanto, e mi chiedo come mai lo capisca solo il Papa, ormai la vera sfida è, per l’appunto, l’applicazione di un nuovo sistema economico-sociale.

 

consultazioni nicola zingaretti 2

Non crede che le istanze del popolo italiano siano cambiate, avvicinandosi a quelle sollevate dal ministro Salvini?

Il 50% della popolazione italiana non vota. Pertanto, in altri tempi con i numeri che ha Salvini si stava condannati all’opposizione. Non posso certo dire che è una tigre di carta, ma se una forza che si proponga di far rinascere la sinistra non pensa di poter contrastare la destra sul terreno del consenso elettorale, è già dimissionaria. Come si pensa di poterla battere? Sul terreno della manovra politica? Questo è improbabile.

 

Come siamo arrivati a questo punto?

consultazioni la delegazione del pd da mattarella paolo gentiloni nicola zingaretti andrea marcucci

Possibile che nessuno si chieda perché siamo arrivati a questa situazione. Perché Salvini è diventato così forte in un Paese in cui il Partito comunista italiano aveva tra il 25 e il 36 per cento e la Democrazia Cristiana aveva una radice popolare straordinaria. Come mai da quell’Italia siamo arrivati all’attuale? Dobbiamo ricostruire un centro-sinistra che ci riporti ad oggi… L’esperienza spagnola dovrebbe insegnarci qualcosa, Podemos, che è una forza consistente, ha provato a uscire dal recinto rompendo le compatibilità: le prime riforme proposte al governo sono state l’aumento del salario minimo e l’aumento delle pensioni. Questo possiamo condividerlo.

GIUSEPPE CONTE MATTEO SALVINI DECRETO SICUREZZA

 

C’è forse bisogno di una nuova spinta da sinistra?

È la chiesa che ha abbandonato il popolo o il popolo che ha abbandonato la chiesa. Zingaretti dovrebbe lavorare a riscostruire il popolo, non il governo. Deve liberarsi dalla suggestione che ci si salva ancorandosi al governo, non c’è salvezza.

 

In un modo o nell’altro, deve far valere il suo peso politico…

fausto bertinotti oliviero dilibertomatteo salvini con mojito

Se la sinistra teme di andare alle elezioni, allora non esiste più. Si può pensare, anche dentro una grande tradizione, a una politica che non è una coazione a ripetere. Questa paura denuncia una mancanza di risorse, nelle forze politiche, in grado di poter cambiare il gioco. Come si è visto l’opposizione non è meccanicamente derivabile dal fatto che non stai al governo. L’opposizione richiede una grande capacità di progettazione: devi sapere dove vai e dove dovrebbe andare il Paese e la società in cui vivi. L’opposizione non si fa al governo ma al sistema. Se no parole come “patrimoniale”, “riduzione delle ore di lavoro”, non devi e non sai neanche pronunciarle, hai paura di farlo. In alternativa ti attacchi ogni volta a una scialuppa che, tuttavia, è già bucata in partenza.

matteo salvini mojito al papeete

 

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