salvini giorgetti

NELLA LEGA QUALCOSA E’ CAMBIATO - CHI PER 14 MESI HA OBBEDITO A SALVINI SENZA FIATARE, ORA MUGUGNA PER LE ULTIME SCELLERATE MOSSE DEL “CAPITONE” - LO STESSO GIORGETTI È CONVINTO CHE SALVINI “NON PUÒ PIÙ FARE TUTTO DA SOLO” MA E’ INFASTIDITO DAL RITORNO IN AUGE DEI CONSIGLIERI BORGHI E BAGNAI CHE LUI CONSIDERA “ECONOMISTI IMPROVVISATI”

Adalberto Signore per “il Giornale”

 

matteo salvini giancarlo giorgetti 1

Da ieri Matteo Salvini non è più Re Mida. Almeno nella percezione dei suoi deputati e senatori, sempre devoti al culto del leader al punto di celebrarne lodi e gesta in ogni dove. A taccuini aperti, infatti, negli ultimi 14 mesi non c'è stato leghista che si permettesse solo di dubitare delle capacità quasi divinatorie del Capitano. Fino a ieri, dicevamo. Quando complici forse i 30 gradi che picchiavano su piazza Montecitorio a ora di pranzo qualche mugugno s' è iniziato a sentire.

 

matteo salvini giancarlo giorgetti

Salvini, infatti, dopo aver incontrato alla Camera i suoi deputati li ha voluti tutti fuori per un bel selfie di gruppo e la solita diretta Facebook. Giacche in spalla per il caldo e facce scure, in tanti non sembravano entusiasti di aver «alzato il culo» (copyright Salvini) ed essere tornati a Roma in pieno agosto. C' è chi si lamenta per la vacanza in Corsica già pagata e andata ovviamente a farsi benedire. E chi invece è stato costretto a lasciare moglie e figli dall' altra parte d' Europa, con buona pace della serenità familiare.

 

Per non parlare della folta pattuglia ministeriale, intenta a fare gli scatoloni. Tornano a casa non solo ministri e sottosegretari, ma anche decine di assistenti, consiglieri e uffici stampa che ora sono a spasso e senza uno stipendio. Insomma, tutt' altro che un clima di festa.

matteo salvini giancarlo giorgetti

 

«Questa operazione scellerata aveva un senso se fossimo tornati al voto, ma a meno che Renzi non ne combini una delle sue, ormai parliamo di uno scenario lontanissimo», sbotta un sottosegretario così contrariato che martedì ha preferito non presentarsi in Senato per assistere all' ultimo atto dell' autoproclamato «governo del cambiamento».

 

Tutte perplessità e obiezioni che, ci mancherebbe, nessuno riferisce a microfoni accesi. Serpeggiano, però, sotto traccia. E il dubbio che Salvini abbia perso il tocco magico si va insinuando anche nei fedeli più osservanti. Sul banco degli imputati c' è soprattutto la sua conduzione solitaria del partito.

 

GIORGETTI E SALVINI

Certo, il leader della Lega è stato capace di trascinare il suo movimento dal 4% delle politiche 2013 al 34% delle ultime Europee, un trend senza precedenti in Italia. Ma forse, continua il sottosegretario di cui sopra, se si fosse fatto consigliare dalle persone giuste non si sarebbe infilato in una crisi che «rischia di consegnare al Paese uno dei governi più di sinistra della sua storia».

 

E questo del «gabinetto di guerra» di Salvini è un tema che nei giorni scorsi, nei suoi colloqui privati, ha sollevato pure Giancarlo Giorgetti. Ieri il sottosegretario alla presidenza del Consiglio era anche lui in piazza e smentiva incomprensioni con il leader. «Guardate che è stato lui a dirmi di andare davanti ai giornalisti a dire che aveva sbagliato i tempi della crisi. È una strategia studiata a tavolino», la butta lì Giorgetti. La verità è però un'altra. Perché sono davvero troppi gli interlocutori non solo in Lega, ma pure in Forza Italia e Fratelli d'Italia con cui il sottosegretario ha manifestato i suoi dubbi.

 

goofy 7 alberto bagnai claudio borghi

Non a caso, dopo il voto sul calendario in Senato la scorsa settimana, i due sono stati giorni senza sentirsi. Anche Giorgetti, peraltro, è convinto che «Matteo non può più fare tutto da solo». Non è più il tempo, insomma, del «one man show» ma c' è bisogno di consiglieri seri che lo aiutino in certe scelte. Magari si sarebbe potuto evitare di aprire una crisi suicida che, è la convinzione del sottosegretario già da giorni, non porterà alle urne.

 

borghi salvini bagnai

E forse si sarebbe potuto gestire l' intervento in Senato non tarando la comunicazione sulla contemporanea diretta Facebook, perché una cosa è parlare alla piazza, altra al Parlamento. Lo stesso Luca Morisi, l'uomo web della Lega che ieri era alla Camera con Salvini, con un big del Carroccio si è lasciato scappare che «l' intervento in Senato non è andato bene come pensavamo» sotto il profilo dell' impatto mediatico. Ma il ragionamento di Giorgetti riguarda anche chi è tornato a sussurrare a Salvini consigli sul fronte economico, come il no euro Alberto Bagnai o l' inventore dei Mini bot Claudio Borghi. Secondo il sottosegretario, «economisti improvvisati».

Ultimi Dagoreport

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...