LETTA E CALENDA SI SCANNANO NON SOLO SUL REBUS DEI VOTI A LA RUSSA MA ANCHE SUI SIT-IN DELLA PACE – ENRICHETTO APRE ALLA PIAZZA DI CONTE DEL 5 NOVEMBRE (“L'INIZIATIVA INTERESSA IL PD”) – IL CHURCHILL DEI PARIOLI PRENDE ANCORA UNA VOLTA LE DISTANZE DA “GIUSEPPI” IN MODO NETTO: “NON CI PENSO PROPRIO AD ANDARE ALLA MANIFESTAZIONE DI NOVEMBRE. ANZI NE ORGANIZZEREMO UN'ALTRA. IN SOSTEGNO AGLI UCRAINI. LA RESA SULLE SPALLE DEGLI UCRAINA NON ESISTE”

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Flavia Amabile per “La Stampa”

 

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Continua lo scontro all'interno dei partiti di opposizione sulla pace. Ieri in piazza c'erano alcune centinaia di persone, tutti i partiti che non appartengono alla maggioranza tranne i Cinque Stelle. Il movimento guidato da Giuseppe Conte ha annunciato di voler partecipare a una manifestazione senza bandiere politiche, molto probabilmente sarà quella organizzata da Acli e Arci il 5 novembre a Roma.

 

Anche allora l'opposizione non riuscirà ad essere insieme in piazza contro la guerra in Ucraina. Enrico Letta, segretario del Pd, ha spiegato così la presenza del Pd ieri in piazza insieme alle centinaia di persone che si sono radunate davanti alla Biblioteca Nazionale di Roma, a pochi metri da un'ambasciata russa protetta da un cordone di forze dell'ordine. «Sono qui perché noi partecipiamo a tutte le manifestazioni che vogliono la fine della guerra e vogliono la pace e che non siano equidistanti.

 

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Tutte le manifestazioni che dicano con chiarezza che c'è un aggredito che è il popolo ucraino e che c'è un aggressore, che è la Russia». Il leader del Pd andrà anche alla manifestazione del 5 novembre?

 

Letta non si è sbilanciato, ha risposto che l'iniziativa «interessa» il Pd. Accanto a lui, invece, Carlo Calenda ha preso ancora una volta le distanze da Conte in modo netto: «Non ci penso proprio ad andare alla manifestazione di novembre. Anzi ne organizzeremo un'altra. In sostegno agli ucraini. La resa sulle spalle degli Ucraina non esiste».

 

È Emma Bonino a chiarire chi sono le persone che ieri sera hanno partecipato al sit-in «Noi non siamo pacifisti neutrali che manifestano purché ci sia la pace - dice -. Noi siamo non-violenti. Io prendo una parte, so dove sto e con chi sto.

 

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È necessario prendere posizione, non è tutto grigio, c'è un aggredito e un aggressore». E - aggiunge - «non ci si può rifugiare nelle solite frasi di chi dice che ci sono cose più importanti di cui occuparsi. È vero, ci sono le bollette ma, oltre le bollette, c'è anche la libertà».

 

Erano decine i politici che hanno aderito a questa formula di pacifismo non neutrale proclamato durante la manifestazione organizzata da una piattaforma di associazioni - dal Movimento europeo azione nonviolenta a LiberiOltre, a Base Italia, l'associazione dell'ex segretario generale della Cisl Marco Bentivogli. È la prima delle numerose manifestazioni che si terranno nelle prossime settimane contro la guerra in Ucraina. C'erano Emma Bonino, Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova di +Europa.

 

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Una notevole rappresentanza del Pd, da Pierferdinando Casini a Lia Quartapelle, Laura Boldrini, Michele Boccia Piero De Luca, Gianni Cuperlo, Debora Serracchiani, Marina Sereni. E Massimiliano Iervolino (Radicali Italiani), Roberto Giachetti (IV), Mariastella Gelmini (Azione). Anche quella di ieri era una piazza senza colori politici come sarà quella del 5 novembre. Le uniche bandiere presenti erano quelle dell'Ucraina e dei dissidenti russi o quelle dell'Unione europea portate dall'associazione «EuropaNow!», sui cartelli era scritto «Putin togli le mani dall'Ucraina» e ogni intervento è stato concluso dal grido «Slava Ukraïni! Gloria all'Ucraina!».

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