enrico letta ue bruxelles

"NON C'E' ALCUN NESSO TRA LE VOCI DI UN INCARICO DI ENRICO LETTA IN EUROPA E LA NON CANDIDATURA ALLA GUIDA DI "SCIENCES PO" CHE HA LASCIATO NEL 2021 PER FARE IL SEGRETARIO PD" – LA PRECISAZIONE DELL'ENTOURAGE DI ENRICHETTO - “REPUBBLICA” LANCIA L’IPOTESI CHE L'EX PREMIER (IN BUONI RAPPORTI COL PPE FIN DA RAGAZZINO QUANDO FU CAPO DEI GIOVANI POPOLARI EUROPEI) SIA IN PISTA PER IL RUOLO DI PRESIDENTE DEL CONSIGLIO EUROPEO AL POSTO DEL PORTOGHESE ANTONIO COSTA. LA PARTITA È COMPLICATA, ANCHE PERCHÉ IL PD, NONOSTANTE SIA LA PRIMA DELEGAZIONE DEI SOCIALISTI, CONTA POCO IN UE. SPAGNOLI E TEDESCHI SI SONO GIÀ SPARTITI LE POLTRONE SENZA AVVISARE ELLY SCHLEIN…

enrico letta

Letta non in corsa per Sciences Po, "incarichi Ue non c'entrano" Lasciò la guida dell'Istituto nel 2021 e assunse quella del Pd

(ANSA) "Non c'è alcun nesso tra le voci di un incarico di Enrico Letta in Europa e la non candidatura alla guida dell'Istituto di studi politici di Parigi Sciences Po, che ha tra l'altro lasciato a marzo del 2021".

 

Lo precisa, interpellata dall'ANSA, la portavoce dell'ex presidente del Consiglio e segretario del Pd, Monica Nardi, spiegando che la decisione di Letta di rinunciare all'eventuale incarico (c'era stato nei mesi scorsi un interessamento in tal senso dai vertici parigini dell'istituto e in ambienti della politica d'oltralpe) "era già stata manifestata pubblicamente ad alcuni organi della stampa francese".

enrico letta charles michel

 

Letta si dimise dalla Scuola di affari internazionali nel marzo 2021 dopo sei anni di mandato per assumere l'incarico di segretario del Partito Democratico ed allora definì quella parigina "una delle più belle esperienze della mia vita". Ma, dopo aver portato l'istituto dal tredicesimo al secondo posto nel rating mondiale, aveva considerato concluso quel lavoro. Sciences Po sta oggi rinnovando la propria governance che è in scadenza a fine giugno. (ANSA)

 

ENRICO LETTA

Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco e Anais Ginori per “la Repubblica”

 

 

Un viaggio a Bruxelles. Per far pesare il Pd nel Pse. Perché socialisti spagnoli e tedeschi avevano già deciso di spartirsi gli incarichi parlamentari di vertice senza il Nazareno. Lo avevano fatto prima delle elezioni. Adesso però i dem sono la delegazione più numerosa.

enrico letta regala una melagrana a elly schlein 4

 

Chiedono di contare. Elly Schlein incontra le delegazioni nazionali. E alla fine strappa almeno […] la riapertura della trattativa su un punto: nella seconda parte della legislatura un eurodeputato democratico dovrebbe guidare l’Europarlamento o diventare capodelegazione del gruppo dei socialisti.

 

Da una segretaria a un ex segretario, Enrico Letta. La notizia, a sorpresa, è che l’ex premier rinuncia a correre per la direzione di Sciences Po. Una decisione che alimenta domande su un suo ruolo nel risiko delle nomine europee in corso a Bruxelles.

 

Di certo, c’è che l’ex premier italiano si è ritirato dalla corsa per guidare la cosiddetta “fabbrica delle élite” che in centocinquant’anni ha lanciato la carriera di presidenti e ministri. Letta si era fatto avanti qualche settimana fa, quando si è aperta la battaglia alla successione di Mathias Vicherat. Chi lo conosce, sa quanto l’ex premier abbia amato il suo periodo nell’ateneo parigino, atterrando nella Ville Lumière dopo aver perso Palazzo Chigi e dirigendo la scuola per gli Affari internazionali dal 2015 al 2021. «Venire a Sciences Po è stata una delle scelte più intelligenti della mia vita», aveva detto, salutando gli studenti e trattenendo a stento le lacrime.

CONFRONTO LETTA MELONI

 

La sua candidatura era sostenuta da una parte dell’establishment e presentata come favorita dalla stampa francese. Eppure ieri, a ridosso del termine ultimo per dichiararsi, il suo nome non appariva più nella lista. A chi lo ha chiamato, Letta ha confidato di voler continuare la sua “missione europea”, sulla scia del report sul Mercato Unico. ARepubblica […] ha precisato che la questione universitaria e quella di un eventuale futuro a Bruxelles non vanno sovrapposte: «Non c’è alcun legame tra i due dossier».

 

L’ex premier ha girato le cancellerie d’Europa per stilare questa voluminosa riflessione. Il rapporto - di cui è stato tratto anche il libro “Molto più di un mercato” (il Mulino) che Letta presenterà martedì a Bologna in anteprima con Romano Prodi e Ignazio Visco - è già entrato nel lessico di Bruxelles. […]

 

ENRICO LETTA - MOLTO PIU DI UN MERCATO

La rinuncia a correre per un incarico accademico di prestigio internazionale […] viene quindi interpretato a Parigi come la voglia di Letta di sfruttare l’attuale ribalta a Bruxelles. La prima strada sarebbe quella della presidenza del Consiglio europeo. È una casella che spetta al Partito socialista europeo, al momento. Sarebbe riservata, secondo il pacchetto originario di nomine, all’ex capo del governo socialista Antonio Costa. Ma i popolari hanno messo in discussione questa scelta.

 

Ecco, in questo varco potrebbe inserirsi Letta. Sia detto a scanso di equivoci: non è una grande notizia per Giorgia Meloni. Né basta il rapporto personale con l’ex segretario del Pd, con cui l’attuale inquilina di Palazzo Chigi ha un’antica consuetudine ([…]   lui su quella poltrona riduce naturalmente il peso del portafoglio del commissario del governo italiano.

 

E perché, infine, se è vero che alla presidente del Consiglio può comunque risultare utile avere un connazionale in una casella del genere, è altrettanto vero che questa opzione elide in partenza uno schema su cui invece Meloni continua a lavorare: quello che porta Antonio Tajani alla guida della Commissione europea.

antonio tajani ursula von der leyen manfred weber donald tusk

 

L’eventuale “caduta” di Costa, infatti, metterebbe ancora più a repentaglio la già complessa partita di Ursula, che rischia di finire vittima dei veti incrociati nel Ppe e di numeri risicati nell’eventuale conta all’Europarlamento. Ecco, dovesse saltare von der Leyen, il Ppe avrebbe poche alternative. Una, per curriculum, è proprio quella di Tajani, se non fosse che proprio i socialisti non vedono di buon occhio questo scenario e sarebbero orientati a opporsi a causa del solido legame tra il ministro degli Esteri e Meloni.

 

enrico letta

[…] E d’altra parte, lo stesso ex segretario del Pd rinuncia al suo incarico universitario perché sente di avere comunque un percorso europeo da seguire, indipendentemente dalle chance di successo della sua corsa alla guida del Consiglio. Non può rischiare un salto nel buio  […] non a caso trapela che sarebbe indicato in ogni caso per un ruolo di responsabilità dalla nuova commissione. Tra le opzioni, la più quotata quella dell’inviato speciale europeo in Medioriente, dunque per la crisi di Gaza e l’eventuale allargamento del conflitto.

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