salvini meloni letta

DI LETTA E DI GOVERNO - ENRICHETTO E SALVINI CONTINUANO A SCAZZARE E IL SEGRETARIO DEM EVOCA LA MAGGIORANZA URSULA: “SE DAVVERO INSEGUISSE L'ESCALATION E MOLLASSE IL GOVERNO, ANDREMO AVANTI CON FORZA ITALIA, CHE NON LO SEGUIREBBE” - LA STRATEGIA DEL MURO CONTRO MURO SERVE A ENTRAMBI PER ALZARE LA TENSIONE E PROVARE A RECUPERARE CONSENSI, VISTO CHE “FRATELLI D’ITALIA” HA ORMAI SUPERATO IL PD E LA MELONI HA MESSO NEL MIRINO IL “CAPITONE”

Carlo Bertini per “La Stampa”

 

ENRICO LETTA E MATTEO SALVINI

«Se Salvini davvero inseguisse l'escalation e mollasse il governo, andremo avanti con Forza Italia, che non lo seguirebbe». È questa la previsione ai piani alti del Pd, dove pur leggendo sulla Stampa le rassicurazioni di Salvini, («la Lega non ha intenzione di creare dei problemi a questo esecutivo»), non si fidano.

 

Sorpasso di Fdi, primo partito

MATTEO SALVINI

I dem vedono il Capitano accecato dal timore della Meloni, esasperato dalle voci dei sondaggisti, che già darebbero Fratelli d'Italia primo partito, con un sorpasso decisivo.

 

Voci avvalorate dalla frase, «mi preparo a governare la nazione», buttata lì nello studio tv di Lucia Annunziata, insieme alla presa di distanze da Salvini su Draghi prossimo capo dello Stato, «non ho elementi per decidere». Come di chi non vuole correre alle urne prima di aver consolidato la sua leadership nella coalizione di centrodestra.

 

Forza Italia resta al governo

MATTEO SALVINI GIORGIA MELONI

Fibrillazioni a destra che il Pd sfrutta appieno. La frenata di Salvini (aggiustata ieri) alle riforme chieste dal Pnrr, per i dem, «è un frontale con Draghi» dovuto ad un «errore di metodo»: per provare ad addossarne agli altri il fallimento, se ne intesta il sabotaggio. «Ma che problemi ha Salvini con i fondi europei?», lo provoca Beppe Provenzano, numero due del Pd. «Sabota le riforme per ottenerli.

 

Se non li vuole, si dimettano i ministri leghisti chiamati a gestirli». Salvini dice che su una «buona riforma della giustizia» sarebbero Pd e 5s a bloccare tutto, seguito da Antonio Tajani, che vuol vedere cosa faranno i giallorossi.

MATTEO SALVINI GIORGIA MELONI ANTONIO TAJANI

 

Garantendo però che Forza Italia non si tira indietro. E la dem Rossomando subito bolla come «isolato» dai suoi il Capitano.

 

Draghi infastidito

Ma il problema non scuote il premier, consapevole che i partiti sono portati a scontrarsi in vista del voto nei comuni: Draghi è infastidito da queste diatribe, ma è altrettanto certo che tiri dritto senza curarsene.

 

salvini europeista meme 2

Tanto per capire: la ministra Cartabia ha presentato i suoi progetti ai membri della commissione Giustizia della Camera, dove è già incardinata la riforma del processo penale e del Csm. Agli interventi di esponenti dem e 5stelle, ha fatto da contraltare il silenzio prudente della Lega. «Come a volersi tenere le mani libere - racconta uno dei partecipanti - in attesa di ordini».

 

Atteggiamento che non impensierisce il governo, che già sta predisponendo emendamenti e una serie di testi, sulla base del lavoro di commissioni di esperti incaricate dalla Guardasigilli. Pesa l'assenza del Cavaliere Il Parlamento procede dunque sulle riforme di giustizia e fisco chieste dall'Europa per concedere i soldi del Recovery. E nessuno fermerà questo treno.

ENRICO LETTA E MATTEO SALVINI

 

Primo, «perché Draghi ci ha messo la faccia e andrà fino in fondo», scommettono i dem. Secondo perché, anche senza il Carroccio, il governo andrebbe avanti con la cosiddetta «maggioranza Ursula», di giallorossi insieme agli azzurri. «Sulle intemperanze di questi giorni pesa anche l'assenza di Berlusconi dal proscenio», scuotono la testa i parlamentari del Pd.

 

MATTEO SALVINI NO COPRIFUOCO

In ogni caso ai voleri di Bruxelles sulle riforme bisogna sottostare. «Ci sono increspature nella maggioranza - conviene l'ex ministro Gualtieri - Salvini dice di no alle riforme. Forse non ha capito che così perderemo i soldi, ma il Pd è il baricentro e la garanzia che l'Italia non perderà la straordinaria chance del Pnnr».

salvini europeista meme 6

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…