gommone libia

LIBIAMO! - SI MOLTIPLICANO GLI SBARCHI IN ITALIA, A GENNAIO INCREMENTATI DEL 1000%: OLTRE 1.200 GLI ARRIVI (UN ANNO FA ERANO STATI 155). I NUMERI PREOCCUPANO IL VIMINALE, TRATTATIVA SEGRETA CON TRIPOLI SUI FLUSSI LAMORGESE:”C' È UNA SITUAZIONE DI INSTABILITÀ, E QUESTO DETERMINA ANCHE UN AUMENTO DEI FLUSSI” - IN BILICO GLI ACCORDI DI REDISTRIBUZIONE IN EUROPA

Francesco Grignetti per “la Stampa”

 

migranti

I crudi numeri dicono che nel mese di gennaio sono ricominciate alla grande le partenze dalla Libia. In un mese sono sbarcate in Italia 1.273 persone; un anno fa, in piena era Salvini, erano stati 155. Un incremento del 1000 per cento che spaventa il ministero dell' Interno. Anche perché non finisce qui.

 

C' è in navigazione la «Open Arms» con altri 282 naufraghi a bordo, che finora non ha chiesto all' Italia l' indicazione di un porto sicuro, ma domani chissà. E dopodomani? Al Viminale non si fanno illusioni, ma nemmeno pensano di essere alla vigilia di una nuova catastrofe, ossia di un nuovo 2015, quando arrivarono quasi 200mila migranti.

 

luciana lamorgese

E comunque il Viminale si sente rassicurato perché sta tenendo l' intesa con Francia e Germania, che sulla base della bozza di Malta si fanno carico realmente di una quota di ricollocamenti: il 21 gennaio, per dire, è partito da Roma un volo diretto a Parigi con a bordo 68 richiedenti asilo accettati dalla Francia. Sono stati 464 i migranti redistribuiti in Europa da settembre in poi. Ma al Viminale sanno anche che l' intesa potrebbe traballare se arrivassero a migliaia.

 

salvini sull aereo militare verso la libia

Certo, la situazione in Libia è malmessa. La tregua regge a malapena e i due schieramenti stanno approfittando della pausa per rafforzarsi. La guerra continua con piccole scaramucce, con il blocco dei pozzi, e forse anche con qualche spregiudicata spintarella alle partenze. La Libia, insomma, è in cima alle preoccupazioni del governo italiano. La ministra Luciana Lamorgese ha raccontato ieri di essere in contatto con il ministero dell' Interno libico e lì «c' è una situazione di instabilità, e questo determina anche un aumento dei flussi».

 

Dicono fonti del ministero che in effetti la settimana scorsa, subito dopo la Conferenza di Berlino, c' è stata una «falla» nel meccanismo che aveva retto negli ultimi due anni. Un eufemismo per dire che la Guardia costiera libica stavolta non ha fatto il suo dovere. Complice la guerra, ma non solo, i clan che dominano il mercato dei flussi illegali nelle cittadine di Zuara e Zawaya hanno subito approfittato del calo di tensione.

 

Dalla Libia, però, si allude anche a un ostentato disinteresse del governo Sarraj per il problema migratorio. Una rappresaglia visto che il governo italiano ha cambiato linea e ora ostenta una totale equidistanza tra i due schieramenti?

 

Potrebbe essere.

 

corpi migranti in mare libia 1

Il ministro Luigi Di Maio, però, ieri in Parlamento ha spiegato che sono in corso «trattative». A dispetto di quanto vuole la vulgata dei social, infatti, non è vero che il 2 febbraio sarà rinnovato tacitamente il memorandum tra i due governi, stipulato ai tempi di Marco Minniti, che regola la cooperazione con Tripoli su molti piani, contrasto all' immigrazione clandestina compreso. Il nostro governo ha rispettato i tempi per presentare alla controparte le sue richieste. Lo stesso ha fatto Tripoli. E ora si discute.

migranti

 

Lo si fa in segreto, perché non è materia da farci sopra i comunicati. Da quel poco che si sa, l' Italia ha chiesto di rivedere il trattamento dei migranti, gli standard dei centri di accoglienza, il controllo in mare. Il governo di Tripoli, a sua volta, chiede aiuti materiali, specialmente per le forze di sicurezza. Ma come è noto, ci si scontra con i termini dell' embargo imposto dall' Onu.

 

Lunedì sarà a Roma il ministro libico Fathi Bishaga. Nelle more della trattativa, però, si è inserita la variabile turca. È Erdogan ora il gran protettore di Tripoli e di Misurata. Uno che non si fa scrupoli a schierare navi, batterie missilistiche, droni e anche mercenari. Potrebbe avere interesse a far naufragare questo riavvicinamento. A Roma si rendono conto che la situazione si è ulteriormente complicata.

migrantiLUCIANA LAMORGESE

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?

2026rinascita rinascita goffredo bettini massimo dalema elly schlein nicola fratoianni andrea orlando roberto gualtieri

DAGOREPORT - SINISTRATI, NATI PER PERDERE: INVECE DI CORRERE A DAR VITA A UNA COALIZIONE DELLE VARIE ANIME DEL CENTROSINISTRA, PROPONENDO UN'ALTERNATIVA A UN ELETTORATO DISGUSTATO DALLA DERIVA AUTORITARIA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE DEL 2027, I SINISTRATI CONTINUANO A FARSI MALE E CIANCIANO DI PRIMARIE – ALL'APERITIVO ORGANIZZATO PER LA NUOVA "RINASCITA" DI GOFFREDONE BETTINI, IMPERA L'EGOLATRIA DI SCHLEIN E CONTE: VOGLIONO BATTAGLIARE COL COLTELLO TRA I DENTI, DI GAZEBO IN GAZEBO, PER CHI SARA' IL CANDIDATO A PALAZZO CHIGI, CONFERMANDO LO STATO DI UN CENTROSINISTRA DIVISO E LITIGIOSO – NON SAREBBE MEGLIO ACCORDARSI PRIMA SU 4-5 PUNTI DI PROGRAMMA E, DOPO IL VOTO, NELLA REMOTA IPOTESI DI UNA VITTORIA, SEDERSI AL TAVOLO E SCEGLIERE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO? CHE COMUNQUE, VIENE NOMINATO DA SERGIO MATTARELLA…