viktor orban ursula von der leyen

LOST AND “FUND” – IN EUROPA SI PENSA AL PIANO B PER AGGIRARE IL VETO DI UNGHERIA E POLONIA E SALVARE LA FACCIA SUL RECOVERY FUND: L’IPOTESI È DI CREARE UN MECCANISMO PONTE CON LE GARANZIE DIRETTE DEGLI ALTRI 25 PAESI E FAR PARTIRE SUBITO LE SOVVENZIONI E I PRESTITI, IN ATTESA DI TROVARE UN ACCORDO SUL BILANCIO – ORBAN E I POLACCHI SAREBBERO INGUAIATI, PERCHÉ I SOLDI ANDREBBERO SOLO A CHI CI STA, E LORO RINUNCEREBBERO A UN BEL PO’ DI MILIARDI…

VIKTOR ORBAN MATEUSZ MORAWIECKI

Antonio Pollio Salimbeni per “il Messaggero”

 

C'è un piano B per aggirare lo stop di Polonia e Ungheria all'accordo definitivo sul bilancio UE 2021-2027 al quale è strettamente legata l'operazione anticrisi Next Generation EU. A tempo quasi scaduto per chiudere tutta la partita e in un crescendo di tensione politica, Commissione e Consiglio stanno studiando una soluzione per procedere senza i due Stati a guida sovranista, che vogliono impedire uno stretto legame tra uso dei fondi europei e rispetto delle regole dello Stato di diritto (a partire dall'indipendenza della magistratura).

URSULA VON DER LEYEN

 

Si lavora su un meccanismo-ponte che permetta di lanciare la più importante emissione obbligazionaria mai effettuata dalla Commissione 750 miliardi di euro sulla base delle garanzie dirette dei 25 Stati. In attesa che si trovi un accordo su bilancio e aumento del tetto delle risorse proprie Ue che dovrebbero costituire l'assicurazione stabile dell'operazione anticrisi.

 

viktor orban ursula von der leyen

Il piano B permette da un lato di assicurare la partenza di Next Generation Eu: non ci sarebbero ritardi nei primi esborsi in termini di sovvenzioni e prestiti agli Stati, sempre previsti da giugno-luglio. Viene esclusa, invece, la soluzione intergovernativa: tempi più lunghi e obbligo per gli Stati di mettere sul tavolo delle risorse conteggiate come debito.

 

ursula von der leyen mateusz morawiecki

Dall'altro lato, la soluzione-ponte depotenzierebbe l'opposizione polacco-ungherese dal punto di vista politico: presumibilmente, Next Generation Eu partirebbe solo per chi ci sta anche se non ci sono conferme a tal proposito. Va sempre ricordato che sovvenzioni e prestiti per Polonia e Ungheria valgono circa il 14% del Pil nazionale, più di quanto pesi per la Spagna e per l'Italia.

 

charles michel ursula von der leyen david sassoli christine lagarde come le ragazze di porta venezia

La Polonia è il terzo Paese che beneficerebbe di più degli aiuti di Next Generation Eu dopo Italia e Spagna. I TEMPI Una fonte Ue spiega che si tratta di «replicare gli effetti di quanto concordato a luglio, il ponte servirà fino a quando non sarà trovato un accordo tra i 27». Il tempo stringe. Entro il 7 dicembre governi e parlamento UE devono trovare un accordo sul bilancio 2021, il primo della serie di 7 anni.

 

Nel caso in cui nella riunione del Consiglio europeo il 10 dicembre davvero non si trovasse un accordo, la Commissione dovrà formulare una nuova proposta. Se si trovasse un'intesa a Ventisette, si potrebbe anche riuscire a chiudere la partita entro l'anno, pochi credono che sarà il caso. Varsavia e Budapest continuano a dare segnali negativi.

conte rutte merkel ursula

 

Senza il bilancio 2021-2027 si passa ai dodicesimi: le spese mensili per capitolo non possono superare un dodicesimo degli stanziamenti aperti nel bilancio dell'esercizio precedente. In sostanza, non possono essere onorate nuove spese perché non hanno una base legale.

 

La Commissione calcola che la base legale per la maggior parte dei programmi scade a fine 2020 per cui i nuovi impegni continuerebbero per un numero limitato di programmi. Per tutti gli altri, continuerebbero solo i pagamenti per impegni definiti fra il 2014 e il 2020. E scomparirebbe lo sconto sul contributo al bilancio di cui godono i frugali e la Germania.

Inoltre, senza accordo a 27 la UE non può chiedere agli Stati di contribuire di più al bilancio e senza una decisione sul tetto massimo nel 2021 i pagamenti subirebbero un taglio di 25-30 miliardi.

conte rutte merkel michelviktor orban ursula von der leyen 1

 

merkel rutte

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)