LOTITO NELL'OCCHIO: ORA IL PATRON LAZIALE PUÒ DIVENTARE SENATORE - SUL SEGGIO CONTESO A PALAZZO MADAMA LA GIUNTA ACCOGLIE IL RICORSO DI LOTIRCHIO CONTRO VINCENZO CARBONE (EX FI, OGGI NEL GRUPPO DI RENZI) - ORA DECIDE L’AULA. LA MAGGIORANZA RISCHIA DI PERDERE UN ALTRO SENATORE. POCHI MESI FA IL NOME DI LOTITO È TORNATO A CIRCOLARE COME POSSIBILE CANDIDATO SINDACO DI ROMA...

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Fabrizio de Feo  per “il Giornale”

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Ha giocato sotto traccia per mesi, ma ora a oltre due anni dalle elezioni del 2018 Claudio Lotito potrebbe davvero vincere la sua partita e approdare in Senato. Il suo tentativo di mettere in discussione la decisione della Corte d' appello è nato subito dopo il verdetto che portò all' elezione di Vincenzo Carbone, candidato anche lui con Fi in Campania e poi passato a Iv.

 

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Fedele al suo carattere di combattente il presidente della Lazio denunciò una serie di difformità relative al calcolo dei resti e dei quozienti elettorali. Il suo ricorso è andato avanti e ora è arrivato alla stretta finale, o meglio alla «semifinale» perché manca ancora l' ultimo passaggio, quello dell' aula che dovrà votare tenendo conto delle indicazioni arrivate dall' organo preposto a esprimere il parere tecnico.

 

Ma ieri nella cosiddetta «seduta pubblica» della giunta ha avuto la meglio. Assenti i senatori Crucioli (5S), Giarrusso e De Falco (Misto, ex 5S), hanno votato in favore di Lotito, accogliendo la proposta del senatore Adriano Paroli, i 6 senatori della Lega, i 4 di Fi e l' esponente di Fdi.

 

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Contro i 3 senatori M5s, i 3 Iv e l' esponente Pd. Si è astenuto Pietro Grasso di Leu. Il presidente della Lazio evita di esporsi: «No comment, sono valutazioni endoprocedimentali», dice fedele al suo linguaggio forbito e al suo eloquio vulcanico, costruito su solide reminiscenze del liceo classico.

 

Ora lo scontro si sposta nell' aula dove bisognerà vedere quanto peseranno le considerazioni legate a una maggioranza che continua a restringersi. Lotito ha da sempre accarezzato il sogno della politica. «Sono a disposizione. Come cittadino e quindi espressione della polis. Gli onorevoli sono tali perché dovrebbero essere le persone più autorevoli al servizio della comunità», disse in una intervista. E pochi mesi fa il suo nome è tornato a circolare come possibile candidato sindaco di Roma.

 

Claudio Lotito Foto Mezzelani GMT 14 Claudio Lotito Foto Mezzelani GMT 14

All' indomani del voto Forza Italia, intanto, si interroga sulle prossime mosse. «Il risultato non ci soddisfa e ho già detto che dobbiamo aprire una riflessione - dice Mariastella Gelmini -. Forza Italia è diversa da Lega e Fratelli d' Italia e deve marciare per la sua strada, ma non credo si prendano i voti attaccando gli alleati».

 

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Marco Marin aggiunge: «La nostra appartenenza non è mai stata in discussione. Dobbiamo, però, declinare i nostri valori moderati, cattolici, liberali e riformatori in modo che tornino a essere i più rappresentativi della coalizione». Mara Carfagna, invece, ribadisce che «il sovranismo non è l' unica alternativa alla sinistra». E in Emilia-Romagna la deputata Simona Vietina chiede «una rivoluzione».

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