giulio regeni al sisi giuseppe conte carlo massagli

‘’IL PREZZO DEL SANGUE È QUESTO CHE PAGA L’EGITTO’’. CONTE E L’AMMIRAGLIO MASSAGLI NELLA BUFERA PER LA VENDITA DELLE 2 NAVI MILITARI DESTINATE ALLA MARINA MILITARE ITALIANA AD AL SISI CHE COSÌ PAGA IL SUO ‘’DEBITO’’ PER LE MENZOGNE SUL CASO REGENI - MENTRE IL PD HA UN SOPRASSALTO DI VERGOGNA, IL M5S LA BUTTA IN CACIARA (CRIMI: “E’ SOLO UN FATTO ECONOMICO”), MA TUTTI INSIEME LASCIANO IL CERINO TRA LE MANI DI CONTE -  SUL VERGOGNOSO BARATTO - SOLDI IN CAMBIO DEL SILENZIO SUL CADAVERE DI GIULIO REGENI - IL TRAVAGLIO DEL CONTISMO SENZA LIMITISMO SE LA SBRIGA CON UN MISERO TRAFILETTO

 

1 – DAGONOTA

CARLO MASSAGLI GIUSEPPE CONTE

‘’Il prezzo del sangue è questo che paga l’Egitto’’. Conte e l’ammiraglio Massagli nella bufera per la vendita delle 2 navi militari destinate alla Marina Militare italiana ad Al Sisi che così paga il suo ‘’debito’’ con l’Italia per le menzogne sul caso Regeni.

 

Le trattative di Massagli con l’Egitto, prossimo ad essere premiato da Conte con un posto ai servizi segreti, sono state sollecitate anche nei giorni dell’anniversario dell’assassinio del ricercatore.

 

 

Mentre il Pd, da Pisapia a Cuperlo, ha un soprassalto di vergogna e chiede con un filo di voce che venga stracciata l’operazione con Al Sisi, il M5S la butta in caciara (Crimi in modalità ragioniere: “E’ solo un fatto economico”), anche se il cosiddetto ministro degli Esteri, tale Luigi Di Maio, ha fatto una figura da idiota, dopo le promesse reiterate ai poveri genitori di Giulio Regeni. Ma tutti insieme lasciano il cerino tra le mani di Conte e del suo fedelissimo Marinaio.

giulio regeni

 

 

La notizia della convocazione dell’Avvocato di Padre Pio(tutto) da parte della Commissione Regeni per dare spiegazioni sulle navi all’Egitto è stata sparata con titoloni su tutti i quotidiani, tranne uno: il premiato house-organ del contismo senza limitismo, alias “Il Fatto Quotidiano”. Travaglio e i suoi travaglini sul vergognoso baratto - soldi in cambio del silenzio sul cadavere di Giulio - se la sono sbiragata con un misero trafiletto.

AL SISI GIUSEPPE CONTE

 

2 – LA COMMISSIONE REGENI CONVOCA CONTE "DIA SPIEGAZIONI SULLE NAVI ALL'EGITTO"

Giuliano Foschini per “la Repubblica”

 

Il Pd contro il Pd. 5 Stelle contro 5 Stelle. Tutto mentre l' ufficio di presidenza della commissione parlamentare d' inchiesta blocca i lavori e convoca il premier Giuseppe Conte: «La scelta del governo rischia di pregiudicare la ricerca della verità» dice il presidente, Erasmo Palazzotto. La decisione del Governo italiano di vendere all' Egitto di Al Sisi le due navi Fremm già consegnate alla Marina militare italiana spaccano il governo Conte.

IL TRAFILETTO DEL FATTO QUOTIDIANO SU GIUSEPPE CONTE CONVOCATO DALLA COMMISSIONE REGENI

 

 

Da una parte chi - come Gianni Cuperlo, Lia Quartapelle, Giuliano Pisapia o il 5 Stelle Gianluca Ferrara - chiede un ripensamento immediato. Dall' altro chi invece antepone la realpolitik: su tutti il capo politico del Movimento 5 Stelle, Vito Crimi, che ieri ha sostenuto che «non vendere le fregate all' Egitto non avrebbe portato nessun valore aggiunto nel percorso per raggiungere la verità sulla morte di Giulio».

 

La famiglia Regeni non la pensa così. Ieri Paola e Claudio, insieme con il loro avvocato Alessandra Ballerini, hanno affidato proprio a Repubblica un lungo sfogo, sdegnato, davanti alla decisione del Governo. «Questo governo ci ha traditi» hanno detto. Perché «tirano in ballo il nome di Giulio come a volersi lavare la coscienza» ogni volta che c' è da chiudere un accordo con l' Egitto. E perché «le navi e le armi che venderemo serviranno per perpetuare quelle violazioni dei diritti umani contro le quali abbiamo sempre combattuto».

 

giulio regeni 1

Una posizione durissima raccolta ieri dalla commissione parlamentare creata per aiutare a raggiungere la verità sulla morte, le torture e il sequestro di Giulio. «Il compito della Commissione - ha spiegato il presidente, il deputato di Leu Palazzotto - è quello di ricostruire le circostanze e la cause della tragica morte di Giulio e di indagare su qualsiasi atto o omissione abbia ostacolato o ostacoli la ricerca di verità e di giustizia. La scelta del governo di autorizzare un' imponente vendita di armamenti rappresenta più di una normalizzazione dei rapporti bilaterali tra Italia ed Egitto».

 

giulio regeni paola regeni

 

Da qui la decisione di convocare Conte in commissione, entro due settimane. «Ci dovrà spiegare il senso di questa decisione, con un' apertura a un paese che noi riteniamo stia nascondendo la verità» aggiunge Palazzotto. «È una questione preliminare, sotto il profilo politico ed istituzionale, al proseguimento di ogni altra attività d' indagine».

 

giulio regeni

Palazzotto parla a nome della commissione, visto che in ufficio di presidenza hanno votato trasversalmente per la convocazione di Conte. Del suo partito, Leu, che ieri ha presentato un' interrogazione a Conte. E di ampi pezzi della maggioranza. Nel Pd Boldrini, Pollastrini, Quartapelle e Cuperlo hanno fatto sapere al ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, come la pensano. «Una decisione incomprensibile e inaccettabile » ha detto Cuperlo. «L' Egitto non è un nostro alleato» ha aggiunto Quartapelle. «Nel Mediterraneo abbiamo interessi diversi, con gli egiziani che fanno parte di un' asse reazionario che in Libia sostiene Haftar, mentre l' Italia quello internazionalmente riconosciuto di Serraj ». Di contro il capogruppo in commissione Difesa al Senato, Vito Vattuone, ha detto che non «può venir meno la cooperazione con un Paese importante in un' area strategica tra nord Africa e Vicino Oriente».

travaglio conte

 

 

All' interno della maggioranza la spaccatura più profonda è però nei 5 Stelle dove inevitabilmente esiste un problema tra il presidente della Camera, Roberto Fico. E il ministro degli Esteri, Luigi di Maio. Il primo è l' esponente politico più vicino alla famiglia Regeni. Ha garantito per il governo ed, evidentemente, anche per il Movimento. Ha tenuto una linea molto dura con il parlamento egiziano.

 

roberto fico

Ma i Regeni aspettano da 8 mesi i risultati dell' ultimatum di Di Maio ad al Sisi, dell' ottobre scorso, che, al momento, però non ha dato frutti. Visto che la collaborazione giudiziaria è ferma da più di un anno. A rendere ancora più evidente la spaccatura interna ai 5 Stelle ieri è arrivata la posizione di Crimi. Mentre il capogruppo al Senato in commissione Esteri, Ferrara, «auspicava un ripensamento sulla vendita delle fregate», C rimi dava la linea: «Quella delle navi è soltanto una manovra economica. Nessuna relazione con il caso Regeni».

 

 

AMMIRAGLIO CARLO MASSAGLI

3 – LE BUGIE DELLO STATO SU REGENI

Domenico Quirico per “la Stampa”

 

Se corri all' indietro lungo l' arco del tempo che ci divide ormai dall' assassinio di Giulio Regeni e indaghi fra le voci di questi quattro anni non sai dire nulla che non sia una terribile parola: bugie. Le bugie di coloro che l' hanno ucciso, le bugie di coloro che per una fetida ragion di Stato nascondono i suoi assassini. Ma soprattutto le bugie di coloro che in Italia, alternandosi al governo, da quattro anni, giurano, pretendono, proclamano di volere la verità. Abbiamo sbagliato ad attendere, a sperare.

 

Giulio Regeni

L' accusa doveva esser formulata subito, urlata a voce alta e piena: non mentite con il dolore, non violate con la falsità la tenerezza indifesa di chi ha perso tutto. Bisogna recidere con le parole il bene dal male. Guardo i genitori del ragazzo italiano affacciarsi, illusi e delusi, avvolti nel gomitolo della loro speranza, ad ogni anniversario, ad ogni incontro politico con gli egiziani, ad ogni nuovo annuncio di contratto miliardario (ora è la volta delle navi da guerra) e la bugia si ripete, si allunga: non faremo sconti, vogliono la verità. Già. La verità. Almeno quattro governi si sono "occupati" del caso Regeni.

 

giulio regeni

Tutti hanno egualmente mentito. Mentito con la monotonia che è la cifra della miseria dei bugiardi: perché tutti hanno proclamato davanti a quelle due figure dolenti e indifese che non avevano dimenticato, stavano cercando senza sosta la verità. Facevano la ronda agli egiziani, perseveravano con pazienza, volevano scovarla la verità, farli confessare. Torna il conto? Non torna. Solo una somma di dilatorie furbizie.

 

Bisogna dirlo: nessuno di costoro ha mai cercato la verità che peraltro diceva di conoscere, ovvero il delitto di Stato. Perché nessuno dal primo giorno ha fatto l' unica cosa che si doveva fare. Se la giustizia e la morale hanno ancora un senso. Ovvero rompere le relazioni diplomatiche con gli assassini e i bugiardi del Cairo e portare davanti alla giustizia internazionale non solo lo "sbirrume" che ha ucciso materialmente il ragazzo, ma coloro che ne sono egualmente responsabili: il presidente padrone, il ministro degli Interni, il capo dei mukhabarat funebri assassini di regime. Perché questo è il diritto internazionale: lo Stato ha colpa per le turpitudini di coloro che agiscono comunque in suo nome.

 

massagli

Il resto è ridicola farsa: le richieste di inchieste furibonde, l' invio di magistrati che pietivano collaborazione, gli incontri tra diplomatici e ministri, le vacanze grottesche dell' ambasciatore.

Non si poteva fare questo? Bisognava chiamare i genitori e dir loro: rassegnatevi, l' Egitto è troppo grande e importante per noi, le conseguenze della rottura diplomatica sarebbero insopportabili per un piccolo Paese come il nostro che ha bisogno dei miliardi delle forniture militari, dei contratti petroliferi, della lotta al terrorismo. Rassegnatevi.

 

Questa era la verità. Giulio Regeni era passato senza accorgersene con un breve volo aereo dal mondo del diritto in cui era cresciuto al terribile mondo del non diritto a cui appartiene a pieno titolo l' Egitto: uno dei tanti Paesi del mondo dove fare una ricerca universitaria può costare la vita, dove i servizi di sicurezza possono prelevare la gente senza alcuna spiegazione, torturarla, ucciderla, gettarla in un fosso in una oscena irridente dichiarazione di colpa.

AL SISI DI MAIO

 

Perché tanto nessuno chiederà loro conto. Sono il Potere.

GIULIO REGENI CON LA FAMIGLIA

 

Credo che con quella bugia inferta da quattro anni e con i baratti che la gonfiano continuamente (le fregate, i miliardi, la geopolitica) anche noi siamo scivolati lentamente in questo mondo del non diritto. Abbiamo le mani sporche.

Ultimi Dagoreport

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…