foto di giorgia meloni bruciata in piazza duomo a milano

MA COME SONO DEMOCRATICI QUESTI STUDENTELLI DI SINISTRA – DURANTE LA PROTESTA A PIAZZA DUOMO, A MILANO, ALCUNI RAGAZZI SI SONO MESSI A DARE FUOCO ALLE FOTO DI GIORGIA MELONI E MARIO DRAGHI, AL GRIDO DI “FASCISTI AL GOVERNO, COLPIRNE UNO COLPIRLI TUTTI” – LA MELONI CONTRO I CORTEI: “LA SINISTRA VA IN PIAZZA CONTRO UN ESECUTIVO CHE NON C’È”, POI PRECISA DI NON RIFERIRSI ALLA MANIFESTAZIONE DELLA CGIL, ALLA QUALE SI È PRESENTATO A SORPRESA CONTE

 

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1 - GOVERNO, MELONI: “SINISTRA IN PIAZZA CONTRO ESECUTIVO CHE NON C’È”

Da www.lapresse.it

 

“Stiamo vivendo un paradosso in cui la sinistra – attualmente al Governo – scende in piazza contro ‘le politiche del Governo Meloni‘ non ancora formato“. Lo scrive su Facebook la leader di Fratelli d’Italia. “Comprendo la voglia di protestare dopo anni di Esecutivi inconcludenti che ci hanno condotto nell’attuale disastrosa situazione, ma il nostro obiettivo sarà restituire futuro, visione e grandezza all’Italia. A breve volteremo finalmente pagina”, aggiunge.

 

 

maurizio landini manifestazione cgil

Fratelli d’Italia ha poi precisato che “non c’è alcuna relazione tra il post pubblicato questa mattina su Facebook da Giorgia Meloni e la manifestazione della Cgil di oggi a Roma, che a quanto risulta non è stata organizzata per protestare contro Meloni.

ll post del presidente di FdI si riferisce, infatti, alle manifestazioni organizzate nei giorni scorsi in varie città italiane, in cui tra le altre cose sono state bruciate in piazza delle immagini di Meloni”. Lo precisa in una nota l’ufficio stampa di Fratelli d’Italia.

 

2 - BRUCIANO LE FOTO DI GIORGIA IN PIAZZA

Enrico Paoli per “Libero quotidiano

 

GLI STRISCIONI DEGLI STUDENTI A MILANO

E siamo solo all'inizio. Chissà cosa accadrà nelle prossime settimane quando la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, traslocherà a Palazzo Chigi. Perché bruciare in piazza le foto della premier in pectore, assieme a quelle del presidente del Consiglio uscente, Mario Draghi, e inveendo contro tutti, come hanno fatto a Milano i bravi studenti de' sinistra, sentendonsi anche un po' fighi nel fare tutto ciò, non è solo un pessimo segnale per la democrazia, ma è, soprattutto, la dimostrazione di come ci sia chi vuole avvelenare il clima. Innescando una sorta di caccia alle streghe, senza le streghe, ma con i roghi già accesi. E poi parlano di allarme fascismo, loro.

 

 

FOTO DI GIORGIA MELONI BRUCIATA IN PIAZZA DUOMO A MILANO

A mettere in scena la barbarie delle foto bruciate, in piazza Duomo, a Milano, gli studenti del capoluogo lombardo, scesi in strada per protestare contro l'alternanza scuola-lavoro e il nuovo governo (che ancora non c'è).

 

Insomma, una manifestazione preventiva, quella degli studenti lombardi, che arriva a poco più di una settimana dalla breve occupazione del liceo classico Manzoni, sempre a Milano, messa su per contestare l'esito delle elezioni politiche dalle quali Fratelli d'Ialia ne è uscito come primo partito del Paese.

 

giuseppe conte in piazza con la cgil

Eppure cori e slogan contro la Meloni, con le foto bruciate, hanno caratterizzato la mattinata di protesta. «Chi non salta la Meloni è», hanno intonano gli studenti, soddisfatti e contenti della loro piazzata. Il corteo ha preso forma in Largo Cairoli, di fronte al Castello Sforzesco, e ha marciato fino a piazza Fontana. Il tutto è durato poco più di un paio d'ore, quasi fosse una sorta di prova generale per le prossime settimane.

 

CONTRO TUTTI

Sui volantini distribuiti o affissi sulle pensiline dei tram le ragioni della contestazione: «Fascisti al governo; morti e sfruttamento in alternanza; repressione e carovita».

 

Insomma, di tutto di più, mescolando bene le carte insieme, in modo da creare il solito mix ideologico. E poi l'esortazione: «Non stare a guardare: ribelliamoci!». In altri manifesti, sotto la scritta «colpirne uno, colpirli tutti», sono ritratti i volti di varie personalità e leader politici tra cui Matteo Salvini, Enrico Letta e il sindaco Giuseppe Sala. Perché nel mirino mica c'è solo la Meloni.

 

maurizio landini manifestazione cgil 2

In testa al gruppo, con il megafono d'ordianza, si alternano gli studenti che ribadiscono la necessità di «dire no al governo neofascista di Giorgia Meloni; dire no alle istituzioni politiche che non pensano agli studenti; dire no all'alternanza scuola-lavoro». Poche idee, ma confuse benissimo. Immancabile il flash mob dedicato agli studenti rimasti uccisi durante le ore di alternanza: i ragazzi si siedono a terra e osservano un minuto di silenzio per ricordare Giuseppe Lenoci, Lorenzo Parelli e Giuliano De Seta, l'ultimo morto in provincia di Venezia.

 

maurizio landini manifestazione cgil 3

Sono le stesse istanze che, all'indomani della vittoria del centrodestra al voto del 25 settembre, avevano portato i liceali del Manzoni ad occupare l'istituto: «Ci prepariamo ad entrare in una fase politica pericolosa e repressiva», avevano scritto gli studenti in un comunicato in cui spiegavano le ragioni del gesto. L'agitazione si era esaurita nel giro di 24 ore dopo la minaccia della preside del liceo, Milena Mammani, di dare 5 in condotta agli studenti che sarebbero rimasti a dormire nelle aule di via Orazio. «Abbiamo iniziato per non fermarci», si legge su molte delle felpe sfoggiate in Duomo, e uno striscione già annuncia una nuova manifestazione per il 18 novembre: il «No Meloni Day».

 

GLI STRISCIONI

maurizio landini manifestazione cgil 4

«Dirsi dalla parte della democrazia e poi protestare contro al nuovo governo perché il risultato delle elezioni non coincide con ciò che si sarebbe desiderato, non è propriamente coerente», afferma l'onorevole di Fratelli d'Italia, Riccardo De Corato, commentando la protesta degli studenti milanesi di diversi istituti, tra cui Agnesi, Tenca, Tito Livio e Varalli. a Colpire, però, è quel gesto inutile quanto stupido, ovvero «bruciare in piazza le foto di Giorgia Meloni nel silenzio assordante delle istituzioni. È gravissimo che sia stato lasciato fare loro tutto questo», sostiene l'esponente di FdI, «l'ennesima dimostrazione che per alcuni la democrazia va bene solo se le cose vanno come vogliono loro. Come dimostrano gli striscioni si stanno preparando già alla resistenza con il 'no Meloni day' previsto per il 18 novembre. Si mettano tutti l'anima in pace: il nuovo governo è stato eletto democraticamente dagli italiani».

LO SCIOPERO GENERALE DI CGIL E UILmaurizio landini manifestazione cgil 1

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