conte merkel juncker

MA LE REGOLE VALGONO SOLO PER L’ITALIA? - LA LETTERA CHE CONTE INVIERÀ A BRUXELLES STIGMATIZZA I DUE PESI E DUE MISURE  DELLA COMMISSIONE - IL CAPO DEL FONDO MONETARIO, CHRISTINE LAGARDE, CI DÀ UNA MANO METTENDO NEL MIRINO GERMANIA E OLANDA, CHE “FRENANO LA CRESCITA” (IN ALTRI PAESI DELLA ZONA EURO) NON RISPETTANDO LA REGOLA UE DI NON SUPERARE IL 6 PER CENTO DI SURPLUS NELLE PARTITE CORRENTI - NEL RAPPORTO FMI L'AZIONE UE CONTRO QUESTO “SQUILIBRIO” VIENE GIUDICATA INSUFFICIENTE…

1 - CONTE HA SCRITTO LA LETTERA TONI FERMI CON BRUXELLES: NO A DUE PESI E DUE MISURE

Monica Guerzoni per il “Corriere della sera”

 

jean claude juncker

Cara Europa ti scrivo. La lettera di Giuseppe Conte è pronta e oggi, se tutto va bene, approderà sui tavoli che contano a Bruxelles. Il presidente del Consiglio confermerà la determinazione a scongiurare la procedura di infrazione per debito, ma a quel che trapela da Palazzo Chigi non rappresenterà un governo «col cappello in mano», pronto a rispondere sì a tutte le richieste dei vertici della Ue.

 

«Sarà molto tosta», preannunciano i collaboratori del premier. No alla manovra correttiva chiesta dal commissario Pierre Moscovici e no alle «correzioni sostanziali della traiettoria fiscale» invocate da Valdis Dombrovskis. Il governo italiano non imporrà patrimoniali e userà per ridurre il disavanzo i tre miliardi risparmiati da Quota 100 e reddito di cittadinanza. Ma per i fatti, i dati e le cifre che l' Europa ci chiede, bisognerà attendere.

 

jean claude juncker giuseppe conte 3

La lettera, dal contenuto più politico che numerico, ribadirà la volontà di rivedere le regole europee e stigmatizzerà la tendenza della Commissione a usare «due pesi e due misure». Se le indiscrezioni saranno confermate, la posizione di Conte apparirà meno conciliante e prudente rispetto ai giorni scorsi e a tratti convergente con la linea barricadera di Di Maio e Salvini. Il segretario del Carroccio si aspetta da Conte «un messaggio coraggioso all' Europa, giù le tasse e investimenti per la crescita».

 

Ieri il premier ha parlato al telefono con i due «vice», anche per placare la crisi di nervi innescata dalla vicenda di Radio Radicale, che ha spaccato la maggioranza: la Lega ha votato con il Pd, sollevando le ire e i sospetti dei 5 Stelle. Il resto lo ha fatto il sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti paventando elezioni a settembre.

«Sono molto dispiaciuto, queste uscite creano instabilità - è il monito di Di Maio -. Se la Lega deciderà di staccare la spina, se ne assumerà la responsabilità».

 

jean claude juncker giuseppe conte 1

Per qualche ora il governo è tornato nel caos e i parlamentari sono entrati nel panico, anche sull' onda della baruffa in Vigilanza Rai tra Lega e M5S sul doppio incarico al presidente Marcello Foa. Ma a sera il mandato degli spin doctor era rassicurare: «Si va avanti, la sintonia tra Conte e i due vicepremier è assoluta».

 

Parole distillate per coprire le scorie lasciate anche dal vertice di due giorni fa sulla manovra, in cui si è cercato invano uno straccio di intesa. Eppure Conte continua a dirsi «fiducioso, convinto di riuscire a scongiurare ancora una volta le sanzioni». Il premier ha limato la lettera di suo pugno, stando bene attento a smentire, tra le righe, la tentazione di ritagliarsi un ruolo tecnico alla Mario Monti.

christine lagarde

 

«È stato tutto un equivoco», spiegano a Palazzo Chigi. Conte non ha mai pensato di doversi piegare ai diktat della Ue e «metterà i puntini sulle i». Il tempo stringe e l' avvocato degli italiani, che oggi a Malta vedrà il presidente francese Emmanuel Macron, vuole usarlo per trattare e negoziare a oltranza. Anche se Salvini e Di Maio non gli hanno ancora affidato quella delega piena che gli darebbe un po' più di forza in questo difficile negoziato.

 

2- «AGITE SUL DEBITO CON IL GENIO ITALIANO» E LAGARDE BOCCIA I «BIZZARRI» MINI-BOT

I.C. per il “Corriere della sera”

 

may macron merkel

Il direttore operativo del Fondo monetario internazionale di Washington, la francese Christine Lagarde, ha esortato i ministri finanziari dell' Eurogruppo e la Commissione europea a concordare con l' Italia un percorso di riduzione del maxi debito pubblico nazionale. Dopo aver presentato alla riunione dell' Eurogruppo a Lussemburgo un rapporto con le proposte Fmi per la zona euro, ha spiegato di aver chiesto che le «istituzioni Ue si impegnino in un dialogo per arrivare a un risultato favorevole» e a «un percorso appropriato nei conti» con «i Paesi ad alto debito», come l' Italia, che sono per lo più nel Sud Europa.

 

commissione europea 5

Lagarde si è detta fiduciosa sulla capacità italiana di affrontare le difficoltà. «Credo che tutti quei Paesi con un alto debito, e l' Italia occupa una posizione piuttosto importante in questa categoria, abbiano strumenti e politiche per affrontare la situazione attuale - ha affermato -. Come membro dell'Unione monetaria, insieme ai colleghi (ministri, ndr) e alle istituzioni, dovrebbe trovare il percorso di bilancio e avere il coraggio politico di attuare le riforme che liberino il genio italiano». Altrimenti si aprirebbero preoccupanti rischi di «bassa crescita, assenza o blocco delle riforme strutturali» e di perdere «la fiducia degli investitori».

 

CHRISTINE LAGARDE

Lagarde, come il presidente della Banca centrale europea Mario Draghi, si è mostrata decisamente critica verso la proposta, avanzata dalla Lega del vicepremier Matteo Salvini, di introdurre i «mini-Bot» destinati ai fornitori della pubblica amministrazione. Li ha definiti «bizzarri strumenti finanziari» e sostanzialmente inutili.

 

«Ci sono molti modi migliori per affrontare i pagamenti, che non richiedono la creazione di questi strumenti - ha detto la numero uno del Fmi -. Bastano i titoli di Stato italiani, che sono ben conosciuti, identificati in un contesto legale ben compreso, e possono fare lo stesso lavoro. Quindi a che pro farli?». In ogni caso i mini-Bot per il Fmi sarebbero comunque «titoli di debito».

 

Ma la numero uno del Fmi ha messo nel mirino anche Stati del Nord come Germania e Olanda, che «frenano la crescita» (anche in altri Paesi della zona euro) non rispettando la regola Ue di non superare il 6 per cento di surplus nelle partite correnti. Investendo questi capitali si potrebbe rilanciare la ripresa anche di Stati esportatori come l' Italia.

commissione europea 4

 

Nel rapporto Fmi l' azione Ue contro questo «squilibrio» viene giudicata insufficiente in quanto risulta «leggera» la riduzione nei «pochi Paesi» con surplus eccessivi. Lagarde, rispondendo al Corriere , ha chiamato in causa specificamente «la Germania». Altri rischi per la crescita li ha individuati nelle tensioni nei rapporti commerciali internazionali e nell' eventualità di una Brexit attuata senza accordo con l' Ue. Varie debolezze vengono segnalate in parti del settore bancario europeo ((crediti deteriorati, insufficienti requisiti di capitale, bassa redditività, necessità di centralizzare l' azione contro il riciclaggio di denaro sporco).

 

MERKEL E MACRON SGHIGNAZZANO

Lagarde, però, non intenderebbe impegnarsi direttamente per l' Europa. Davanti alle voci di essere una possibile candidata dalla Francia negli imminenti rinnovi dei vertici delle istituzioni Ue, si è detta «onorata», ma intenzionata a completare «il mandato» a Washington.

Ultimi Dagoreport

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?

alfredo mantovano

DAGOREPORT - ALLA MALCONCIA MELONI NON BASTAVA L'''EMINENZA NERA'' FAZZOLARI: DIAMO IL BENVENUTO ALL'"EMINENZA BIANCA", ALFREDO MANTOVANO - IL PIO SOTTOSEGRETARIO DI PALAZZO CHIGI È STATO SILENTE PER DUE ANNI E MEZZO, POI IMPROVVISAMENTE HA APERTO LE VALVOLE: SABATO È ARRIVATO PERFINO A MINIMIZZARE IL VIAGGIO DI PAPA LEONE A LAMPEDUSA (MELONI CI E' ANDATA PRIMA!) – L'EX MAGISTRATO HA RITROVATO LA FAVELLA QUANDO E' FINITO SOTTO SCHIAFFO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI PER LA DISASTROSA GESTIONE DEL CASO ALMASRI, SEGUITA DALLA PRIMA E PESANTISSIMA BATOSTA SUL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, DI CUI MANTOVANO ERA L’ARCHITETTO – IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO È RIUSCITO A ENTRARE IN ROTTA DI COLLISIONE CON TUTTI: DAL VATICANO AL QUIRINALE, FINO AL  DEEP STATE (CORTE DEI CONTI) - E QUANDO ARRIVA IL MOMENTO DELLA REGIA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, MANTOVANO RIESCE A SCAZZARSI CON CROSETTO, SALVINI, PIANTEDOSI, ABODI, GIULI...

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…