macron - mattarella

MACRON, CHE DISPETTON – IL PRESIDENTE FRANCESE DIMEZZA LE CATTEDRE DI ITALIANO E SCOPPIA LA PROTESTA DEI PROF - LA RIFORMA DELL'EDUCAZIONE QUEST'ANNO HA TAGLIATO I CORSI NELLE MEDIE E NEI LICEI - CAMILLERI, CANFORA E DACIA MARAINI TRA I SETTEMILA FIRMATARI DELLA PETIZIONE - GLI ITALIANISTI DI FRANCIA CONFIDANO IN MATTARELLA CHE GIOVEDI’ INCONTRERA' MACRON PER CELEBRARE LEONARDO DA VINCI…

Francesca Pierantozzi per “il Messaggero”

MACRON MATTARELLA

 

Cinque secoli fa moriva in Francia Leonardo da Vinci. Giovedì, Sergio Mattarella e Emmanuel Macron si raccoglieranno sulla sua tomba, nel castello di Amboise. Ma secondo gli italianisti francesi, sostenuti da una bella schiera di intellettuali italiani, da Andrea Camilleri a Dacia Maraini, a Luciano Canfora e Emma Dante, ben altro funerale dovrebbero celebrare i due presidenti: quello dell' insegnamento dell' italiano in Francia. Morto e sepolto.

 

Per colpa di tutti: di Macron che è Presidente, del suo ministro dell' Educazione Jean-Michel Blanquer che ha immaginato una riforma che decima le cattedre di italiano alle medie e al liceo, e colpa anche dell' Italia, che non sostiene più la sua lingua e la sua cultura all' estero. Risultato: quest' anno le cattedre di italiano ai due concorsi per diventare insegnante di ruolo (Agrégation, il più prestigioso, e il Capes) saranno in tutta la Francia 21, la metà dell' anno scorso, un terzo rispetto a qualche anno fa. Un disastro.

 

macron

IL CONFRONTO Approfittando dell' anniversario leonardesco e dell' incontro tra Macron e Mattarella, un collettivo di universitari messo insieme da Jean-Luc Nardone, docente all' Università di Tolosa e entusiasta presidente della Società degli italianisti francesi nell' insegnamento superiore, lancia un grido di dolore e di rabbia: mentre celebrate Leonardo e l' eterna amicizia tra Francia e Italia, «il ministro francese dell' Educazione nazionale prepara l' asfissia dell' insegnamento dell' italiano in Francia».

 

EMMANUEL MACRON DA GIOVANE

 In realtà è già qualche anno che gli italianisti di Francia cercano di farsi sentire: le cattedre di italiano nelle medie e nei licei del Paese continuano a diminuire. E senza ragione. Visto che imparare l' italiano (anche se meno necessario dell' inglese, meno diffuso dello spagnolo, meno prestigioso del tedesco, meno utile del cinese) resta un' insana passione per decine di migliaia di ragazzi francesi.

 

may macron merkel

«L' unico problema che non abbiamo è trovare studenti che vogliano studiare la lingua e la letteratura italiana, l' interesse per la nostra cultura non è mai venuto meno negli anni in Francia, dal teatro al cinema, alla letteratura con un numero incredibile di traduzioni», assicura Maria Pia De Paulis, docente di letteratura italiana contemporanea alla Sorbonne Nouvelle-Paris 3, anche lei firmataria della petizione per salvare l' insegnamento dell' italiano in Francia che ha già raccolto settemila firme.

 

andrea camilleri

Per la professoressa De Paulis, che ha appena pubblicato in Italia Curzio Malaparte. Il trauma infinito della Grande Guerra per le edizioni Cesati, l' italiano soffre in Francia l' ingiustizia di essere considerato nei corridoi del Ministero come una lingua minore, secondaria rispetto non solo allo spagnolo, ma anche al tedesco o al portoghese: «Il taglio è stato brutale ed è scandaloso se si considera il numero enormemente più alto di posti riservati al tedesco (50 contro 5 per l' italiano) che pure attira meno candidati. Sono decisioni politiche». Il professore Nardone conferma: «È la politica che deve intervenire».

dacia maraini

 

L' INDIFFERENZA Ieri è stato ricevuto da un consigliere del ministro dell' Educazione nazionale e gli ha chiesto un gesto: aprire nuove cattedre di italiano come seconda lingua straniera nei licei, per compensare la mannaia che si abbatte sull' italiano come terza lingua, che oggi riguarda 45mila studenti francesi: «La riforma declassa totalmente l' insegnamento della terza lingua straniera, per l' italiano è un colpo fatale. Ogni cattedra in meno, sono studenti in meno, che non impareranno l' italiano, che non lo potranno insegnare. Non posso accettare che questo accada in Francia».

LUCIANO CANFORA

 

E un gesto gli italianisti di Francia lo chiedono anche all' Italia: «Per noi c' è un' indifferenza incomprensibile, per esempio è stato diminuito in modo drastico il numero dei lettori nelle università», continua Nardone, che adesso confida in Leonardo da Vinci e nell' incontro tra Macron e Mattarella per salvare l' italiano: «Anche se mi dispiace che nessuno di noi italianisti sia stato invitato a Amboise. A Tolosa avevamo anche inserito Leonardo nel programma per il concorso dell' Agrégation».

MACRON RENZI GOZISANDRO GOZI EMMANUEL MACRONemmanuel macron jean yves le drianfazio macron

Ultimi Dagoreport

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?