emmanuel macron olaf scholz mario draghi

MACRON FACEVA TANTO L’AMICON. E INVECE… - LO SGARBO DEL TOYBOY DELL’ELISEO A DRAGHI: NELLA CONFERENZA CONGIUNTA CON IL NEO-CANCELLIERE TEDESCO OLAF SCHOLZ SI È SCAGLIATO CONTRO I TAMPONI ALL’INGRESSO PER I VACCINATI, E POI SU TWITTER HA INVITATO TUTTI AD “AGIRE DA EUROPEI”. IL RIFERIMENTO OVVIAMENTE È ALLE RESTRIZIONI IMPOSTE DA “MARIOPIO”. CHE PERÒ TIRA DRITTO (I SORRISONI DEL TRATTATO DEL QUIRINALE SONO GIÀ UN RICORDO…)

 

 

Ilario Lombardo per “La Stampa”

 

emmanuel macron 1

La macchina è pronta davanti all'hotel Amigo. Sono le dieci del mattino di ieri, Mario Draghi è chiuso nella sua stanza, nell'albergo del centro di Bruxelles. Lo staff aspetta che il presidente del Consiglio scenda, per dirigersi all'aeroporto e tornare a Roma. Nella sala delle colazioni si fa cenno a quello che nella notte ha detto Emmanuel Macron, durante la conferenza notturna congiunta con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, contro i tamponi all'ingresso tra i Paesi dell'Ue anche per i vaccinati.

 

emmanuel macron olaf scholz

Frasi che non si possono definire esattamente in sintonia con la linea espressa dal premier italiano. Il tentativo di minimizzarle e di mascherare l'irritazione, all'interno dell'entourage, non cancella lo stupore di aver letto su Twitter il presidente francese smarcarsi ulteriormente da Draghi dopo il Consiglio europeo, invitando tutti ad «agire da europei» per combattere le varianti.

 

È inequivocabilmente una frase che suona ancora più brutale se diretta al premier italiano, che ha sempre rivendicato multilateralismo e coordinamento europeo come fondamenta della sua azione. Anche perché Macron non si limita a dire che la Francia non adotterà la stessa strategia italiana, ma usa un verbo, riferito alle persone vaccinate - «non dovranno fare il test» - che è di sfida verso la scelta del governo di Roma.

emmanuel macron mario draghi trattato del quirinale 3

 

D'altronde, segnali di un certo nervosismo tra i francesi c'erano già stati nella tarda serata di giovedì, quando viene annunciato che Macron e Scholz, nonostante l'ora tarda, avrebbero tenuto una conferenza stampa congiunta. Solo loro due. È il primo Consiglio europeo del cancelliere socialdemocratico, il primo senza Angela Merkel.

 

Macron fa il padrone di casa. Presentarsi davanti alla stampa insieme è un modo per rivendicare quel rapporto, tra Francia e Germania, che salda il progetto europeo e viene prima di tutto e di tutti, anche se a guidare l'Italia è Mario Draghi. L'ex banchiere, invece, poco dopo mezzanotte va dritto in albergo. E, come previsto, non tiene una conferenza stampa.

emmanuel macron mario draghi trattato del quirinale

 

Quello che sentiva di dover dire, lontano dalle domande dei giornalisti, lo dice al tavolo dei leader, durante il summit, quando si parla di Covid e della travolgente avanzata della variante Omicron. Draghi non cambia la sua tesi nemmeno di fronte ai tentativi di Macron e di Scholz di isolarlo. Sul tema, confermano fonti di Palazzo Chigi, non c'è stata una operazione concordata.

 

L'Italia si è mossa in autonomia perché sulle misure di contenimento sanitario è possibile farlo: «Ciascuno adotta le misure che ritiene più opportune». Draghi è convinto della sua scelta perché vuole «mantenere il vantaggio» sulla Omicron «a ogni costo», rallentarne «il più possibile» il dilagare in Italia dove è meno diffusa, in un momento, ha spiegato ai collaboratori, in cui stanno scadendo gli effetti delle due dosi di vaccino e c'è da intraprendere una nuova campagna sulle terze dosi.

 

emmanuel macron

Se il ritmo delle immunizzazioni procede con i numeri degli ultimi giorni, «in dieci giorni è possibile arrivare a proteggere 5 milioni di persone». Draghi vuole evitare a tutti i costi che quest' obiettivo venga affossato dall'ingresso in Italia di chi non si è vaccinato o chi viene da Paesi dove il virus circola di più perché i controlli sono meno rigidi.

 

emmanuel macron 1

Decidere che ognuno può imporre o meno restrizioni ai confini ulteriori a quelle comuni è «il compromesso», così lo definiscono a Palazzo Chigi, tra leader con posizioni e strategie lontane tra loro. Macron, come altri partner europei, avrebbe però gradito che il governo italiano avesse informato la Commissione Ue prima di adottare la decisione di imporre i tamponi.

 

Alla fine, per evitare questa dissonanza non è bastata l'armonia del Trattato del Quirinale, che pure Draghi e Macron hanno siglato tra grandi manifestazioni di stima e di affetto per curare le ferite del passato. Nemmeno è sufficiente il progetto comune, di imminente pubblicazione, di revisione radicale del Patto di stabilità, che di sponda con Scholz servirà a cambiare la cornice delle regole finanziarie europee. Qui si tratta di vedute, sulle misure sanitarie, che appaiono irrimediabilmente distanti.

emmanuel macron mario draghi trattato del quirinale 2olaf scholz emmanuel macron

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)