MADURO A MORIRE – L’ITALIA CERCA DI RITAGLIARSI UN RUOLO DA PACIERE PER LA CRISI VENEZUELANA: IL CONSIGLIERE DIPLOMATICO DEL PREMIER CONTE ATTOVAGLIA L’INVIATO USA, ELLIOTT ABRAMS, E IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI RUSSO SERGEI RYABKOV – PERCHÉ A ROMA? SEMPLICE, NON AVENDO RICONOSCIUTO GUAIDÓ L’ITALIA È CONSIDERATA "NEUTRALE", MA IL DITTATORE NON HA INTENZIONE DI FARE PASSI INDIETRO...

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Marco Ventura per “il Messaggero”

 

nicolas maduro nicolas maduro

L' Italia getta sul tavolo la carta della mediazione tra il presidente-dittatore venezuelano Nicolas Maduro e il capo dell' Assemblea nazionale e leader dell' opposizione, Juan Guaidó. Proprio a Roma, infatti, si confronteranno oggi e domani l' inviato statunitense per il Venezuela, Elliot Abrams, pro-Guaidó, e il viceministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov, pro-Maduro.

 

Pietro Benassi Pietro Benassi

Padrone di casa l' ambasciatore Pietro Benassi, consigliere diplomatico del premier Giuseppe Conte. L' obiettivo: trovare la quadra nel braccio di ferro che oppone i contendenti dallo scorso 23 gennaio, giorno in cui Guaidó ha denunciato l' illegittimità di Maduro e si è autoproclamato presidente (ad interim, di transizione) per portare il Venezuela al voto.

juan guaido juan guaido

 

LA POSIZIONE DI MOSCA

«Non è un caso che l' incontro avvenga a Roma», spiega al Messaggero il rappresentante in Italia di Guaidó, Rodrigo Diamanti. «In questo momento, l' Italia viene percepita come un punto neutrale». Ryabkov mette però le mani avanti: «Abbiamo portato avanti e continueremo a promuovere una cooperazione normale, assolutamente naturale, vantaggiosa per entrambi e legittima con il Venezuela in diversi settori come l' energia, il petrolio, il comparto minerario e la cooperazione tecnico-militare».

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A parole, quindi, nessuna concessione. «Minacce di vario genere o l' applicazione di misure pratiche non influiranno sulla nostra linea. Abbiamo imparato a vivere in mezzo alle sanzioni e abbiamo partner, Paesi che hanno posizioni simili alle nostre e che condividono l' opinione che la pressione statunitense sotto forma di sanzioni è categoricamente inaccettabile».

Pietro Benassi Pietro Benassi

 

Perciò gli americani «possono minacciare quanto vogliono, la Russia li metterà in guardia dall' intervento militare e da altre forme di interferenza illegale contro le legittime autorità di Caracas. Certo, è necessario impegnarsi per rilanciare del dialogo inter-venezuelano». Ma dietro le quinte si tratta, anche a livello internazionale. Il ministro degli Esteri di Guaidó, Jorge Arreaza, ieri era in visita in Europa.

 

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In Grecia. Già alla fine di febbraio era atterrato ad Atene da Abu Dhabi. Il partito d' opposizione greco Nuova Democrazia aveva chiesto chiarimenti perché dietro la versione ufficiale del rifornimento di carburante sospettava il trasferimento in Europa di denaro, oro e parenti di alti funzionari di Caracas. Buona parte dei giochi passa ora per la finanza, il petrolio, le banche. Guaidó ha fatto sapere che tutti i contratti economici con il Venezuela d' ora in poi non avranno valore senza l' approvazione dell' Assemblea nazionale.

 

OPERAZIONE LIBERTÀ

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La Banca interamericana dello Sviluppo (Bid) ha scelto come rappresentante del Venezuela Ricardo Hausmann. Indicato da Guaidó, non da Maduro. E mentre il leader dell' opposizione inaugura una nuova campagna itinerante Operazione libertà in Venezuela, la banca russa Gazprombank cede la sua partecipazione nella Evrofinance Mosnarbank, colpita dalle sanzioni volute dagli Usa per la presunta assistenza alla compagnia petrolifera statale venezuelana Pdvsa. Una trama, e un confronto, che da oggi avranno come snodo Roma.

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