matteo salvini open arms

I MAGISTRATI ASPETTANO SALVINI CON ''OPEN ARMS'' - DOMANI LA GIUNTA PER LE IMMUNITÀ DECIDE SE SALVARE IL LEGHISTA DAL RINVIO A GIUDIZIO, E I VOTI SONO PARI. SARÀ DECISIVO IL GRILLINO FRESCO DI ESPULSIONE MICHELE MARIO GIARRUSSO. GASPARRI GUIDA LA GIUNTA E PORTA COME MOTIVO DEL ''NO'' LA LETTERA DI CONTE CHE CHIEDE DI FAR SBARCARE I MINORENNI. CHE SOTTINTENDE IL CONSENSO DEL GOVERNO SUL FAR RESTARE A BORDO TUTTI GLI ALTRI…

Carmelo Lopapa per “la Repubblica

 

la risposta di salvini a richard gere 1

Il pallottoliere dice pareggio. Ed è dunque l' ormai ex Cinque stelle Mario Giarrusso a poter "salvare" in giunta per le Immunità del Senato Matteo Salvini dal rinvio a giudizio nel processo Open Arms. E conquistare così i galloni per l' ingresso a pieno titolo nella Lega, dopo aver votato la sfiducia al ministro Bonafede nei giorni scorsi. La stessa cosa, stando alle voci sempre più insistenti, potrebbe fare a stretto giro un altro ex grillino di prima fila come Gianluigi Paragone. La campagna acquisti leghista due giorni fa il passaggio della senatrice forzista Elena Testor - è ripresa ormai a spron battuto.

 

Dopo i tre mesi di sospensione causa Covid-19, oggi pomeriggio la giunta presieduta da Maurizio Gasparri a Palazo Madama riesaminerà la richiesta di processo a carico dell' ex ministro dell' Interno per la terza ipotesi di sequestro di persona, dopo i casi Diciotti e Gregoretti (nel primo caso respinta, sotto il governo gialloverde, nel secondo accolta lo scorso febbraio dalla maggioranza giallorossa). Domattina il voto.

MICHELE GIARRUSSO

 

 La vicenda stavolta è quella della nave della Ong spagnola, bloccata in mare lo scorso agosto con 150 migranti recuperati in mare. In undici voteranno in favore del leghista: i 5 leghisti, i quattro forzisti tra i quali il presidente Gasparri, l' autonomista Durnwalder («Come nelle precedenti occasioni», spiega). Voteranno per il processo invece i 5 del Movimento, la dem Rossomando, i tre di IV e poi Grasso di Leu e De Falco del Misto. Undici a undici, appunto. E il catanese irrequieto Giarrusso? «Valuterò in giunta, dopo aver sentito le parti», taglia corto. Inutile dire che in Lega lo considerano acquisito alla causa.

 

In ogni caso una vittoria di bandiera: il responso finale spetterà come sempre all' aula, entro fine giugno.

open arms.

Ed è molto probabile che lì si ripeta il copione andato in scena tre mesi fa col voto sulla Gregoretti, quando l' ex capo del Viminale è stato giudicato meritevole del processo.

 

Inutile dire che la principale carta difensiva che il leader leghista intende giocarsi è la "persecuzione" e i "pregiudizi" dei magistrati, alla luce delle intercettazioni Palamara, già oggetto del colloquio di venerdì scorso con il capo dello Stato Sergio Mattarella. Su questa vicenda e sull' eventuale nuovo rinvio a giudizio Salvini intende imbastire la campagna elettorale che comunque ripartirà da luglio in vista delle regionali. Nei panni a lui ormai congeniali della «vittima delle giustizia » per aver «difeso i confini nazionali ».

 

 

salvini migranti

Al di là della propaganda, tuttavia, il timore c' è e lo stesso "indagato" non ne fa mistero coi suoi: «Faranno di tutto nei prossimi mesi per condannarmi in un processo qualsiasi, sanno che al voto vinciamo e vogliono farmi fuori dal prossimo governo di centrodestra». Se continua così «rischio l' ergastolo», esagerava ieri a modo suo nell' intervista alla Verità . Di certo, in cima alle preoccupazioni c' è il processo per sequestro della Gregoretti: il 4 luglio la prima udienza di fronte al Gup di Catania. Una prima condanna - questo l' incubo dei suoi - potrebbe trascinarne dietro altre.

 

Domani in giunta si voterà sulla proposta di rigetto del giudizio avanzata da Gasparri. «Riapriamo prima noi dei tribunali, che resteranno chiusi per chissà quanto ancora. Propongo il no al processo spiega il presidente della Giunta - perché stavolta c' è perfino una lettera del premier Conte nella quale il ministro dell' Interno veniva invitato a far scendere i minori, cosa che poi è stata fatta. A conferma della consapevolezza del governo, il ministro insomma agiva d' intesa».

 

maurizio gasparri con la mascherina

La tesi dell' accusa è diametralmente opposta: il ministro, in questa come nelle precedenti circostanze, ha agito in autonomia. Salvini guarda avanti, si sente già in campagna elettorale - non vede l' ora - e torna a cavalcare l' onda della guerra all' immigrazione clandestina. Protesta contro il «record di sbarchi in una giornata con più di 400 arrivi, colpa del governo e della sanatoria Bellanova». E sogna di tornare presto a governo, magari a Palazzo Chigi, con un obiettivo nel mirino: le toghe, la magistratura, «La giustizia va riformata, per ristabilire i diritti degli italiani perbene », scrive a sera su Twitter.

OSCAR CAMPS FONDATORE DI OPEN ARMS

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)