rocco casalino

MAI DIRE RAI? MAI DIRE CONFRONTI TV! - I CINQUE STELLE LIGI AL CODICE ROCCO (CASALINO) NON VOGLIONO I FACCIA A FACCIA ELETTORALI E VOGLIONO AFFOSSARE LA PROPOSTA DEL FORZISTA BARACHINI. LA LEGA SI SCHIERERA’ CON GLI ALLEATI DEL GOVERNO PRESENTE O DI QUELLO FUTURO? TRA STASERA E DOMANI IL VOTO IN VGIILANZA

Stefano Caviglia per "Lettera43.it"

 

filippo roma rocco casalino

C'era una volta la classica Tribuna elettorale capace di tenere incollati al video milioni di italiani, curiosi di vedere come il politico, amico o nemico, se la sarebbe cavata di fronte alle domande dei giornalisti.

 

Ma quella è finita con la Prima Repubblica. Poi hanno cominciato a prendere piede i confronti diretti nei talk show. Da allora alle trasmissioni istituzionali di Rai parlamento è rimasto uno spazio doveroso ma ormai di routine, che va in onda a orari improbabili e raccoglie percentuali di share del tutto residuali.

 

LA RIVISITAZIONE DELLA TRIBUNA ELETTORALE DI BARACHINI

ROCCO CASALINO ANNUNCIA VIA SMS CHE DI MAIO SARA ALL OPERA CON LA NUOVA FIDANZATA

Per questo diversi componenti della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai si sono rallegrati il 27 marzo quando il presidente Alberto Barachini (Forza Italia) si è presentato con una proposta innovativa: sostituire alla formula del politico intervistato da tre giornalisti in perfetta solitudine una versione leggermente più in linea con la comunicazione degli ultimi 20 anni, cioè tre giornalisti e due politici che rispondono alle domande ma anche discutere fra loro.

 

LA RESISTENZA DEL M5S

Non avevano però fatto i conti con la strenua resistenza dei 5 stelle in commissione, capeggiata dal vicepresidente Primo Di Nicola, senatore del Movimento e già giornalista dell’Espresso e del Fatto Quotidiano. Con lui ha subito cominciato a duellare Michele Anzaldi (deputato del Pd, giornalista anche lui, storico portavoce di Francesco Rutelli, ex ministro e uomo chiave della comunicazione del partito durante il governo di Matteo Renzi), che della proposta di Barachini è divenuto il più fervido sostenitore. Con quali argomenti? Il sacro rispetto dell’autonomia della Rai e dei suoi giornalisti, per Di Nicola, il risveglio di una trasmissione sonnacchiosa a beneficio dei telespettatori italiani per Anzaldi.

barachini

 

«Non abbiamo alcuna preclusione verso la formula in sé», spiega Di Nicola a Lettera43.it ma non può essere decisa da noi. Stupisce che il Pd sia incorso nel clamoroso errore di voler dettare ai giornalisti le regole di una trasmissione televisiva», aggiunge. «La libertà non c’entra nulla», replica Anzaldi, «perché le regole delle trasmissioni elettorali sono per definizione stabilite dal parlamento. Non stiamo mica parlando di Porta a porta. E rimettere la questione alla Rai è solo un escamotage, visto che i vertici sono stati scelti da loro. Stupisce che proprio il partito che ha fatto dello streaming una bandiera si arrampichi sugli specchi per evitare il libero confronto di fronte ai telespettatori».

 

I NUMERI IN COMMISSIONE RAI

Non è difficile vedere nel botta e risposta un nuovo episodio della competizione elettorale fra grillini e democratici, ormai quasi appaiati secondo molti sondaggi. La filosofia comunicativa dei 5 stelle, infatti, non prevede confronti, specie per il leader Luigi Di Maio (che nel novembre 2017 ne annullò all’ultimo momento uno già fissato con Matteo Renzi a Dimartedì di Giovanni Floris). Il Pd lo ricorda molto bene e cerca di far emergere la contraddizione dell’avversario. A prendere la decisione sarà, fra la sera del 2 e la mattina del 3 aprile, la stessa Commissione parlamentare di vigilanza (dove 14 seggi sono del Movimento 5 stelle, sette ciascuno di Forza Italia, Lega e Pd, due di Fratelli d’Italia e Leu, uno del Gruppo per le Autonomie, rappresentato dall’ex presidente della Camera Pierferdinando Casini).

michele anzaldi

 

Numeri alla mano, il Movimento 5 stelle dovrebbe riuscire a spuntarla visto che, dopo le prime dichiarazioni possibiliste, anche la Lega manifesta riserve sulla proposta di Forza Italia. «È vero che il sistema attuale è noioso», dice il leghista Massimiliano Capitanio, «ma con gli incontri a due i giornalisti che decidono le coppie hanno un grande potere di determinare anche l’orientamento del confronto. Meglio una formula con quattro o cinque politici insieme. Spero che in commissione si trovi un accordo su questo». Altrimenti dovremo tenerci le tribune elettorali alla vecchia maniera.

Ultimi Dagoreport

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…