luigi di maio nicola zingaretti

DI MAIO HA CHIESTO PER SÉ IL GLI INTERNI E VUOLE ''INCASTRARE'' ZINGARETTI NEL RUOLO DI VICEPREMIER. MA DOVREBBE MOLLARE LA REGIONE LAZIO, COL RISCHIO DI PERDERLA - PERCHÉ ZINGA HA CEDUTO SUL CONTE BIS? SI È TROVATO LA PRESSIONE DI QUASI TUTTO IL PARTITO, DEI SINDACATI, DELLA CHIESA, DI BRUXELLES. E IL PREMIER AVEVA SCARICATO LA LEGA - NEL M5S SCONFITTI CASALEGGIO E DI BATTISTA, ASSENTE AL VERTICE. IL VOTO SU ROUSSEAU SI PREANNUNCIA MOLTO PERICOLOSO, E NON SI SA QUANDO FARLO: VA ANNUNCIATO 24 PRIMA E I DUE PARTITI ANDRANNO AL COLLE DOMANI POMERIGGIO. OGGI ALLE 11 NUOVO INCONTRO PD-M5S

 

  1. DI MAIO HA CHIESTO PER SÉ IL MINISTERO DEGLI INTERNI

Dall'articolo di Roberto Giovannini per ''la Stampa''

 

NICOLA ZINGARETTI ARRIVA A PALAZZO CHIGI PER L'INCONTRO CON LUIGI DI MAIO

Di Maio aveva chiesto per sé il ministero degli Interni, proposto la nomina di due vicepremier dei due partiti (considerando il premier Conte «terzo»), possibilmente «incastrando» in questo ruolo lo stesso Zingaretti. E, infine, rivendicando per i Cinque Stelle il nome del Commissario europeo italiano.

 

 

  1. ZINGARETTI, QUANTI DUBBI SUL GOVERNO CHE NON VOLEVA

Estratto dall'articolo di Goffredo De Marchis per ''la Repubblica''

 

FOTOMONTAGGIO – LUIGI DI MAIO NICOLA ZINGARETTI

"Mezza Italia mi ha chiesto di fare questo governo con Conte premier. Ho ascoltato tutti e ho capito che dovevo arrendermi". Figuriamoci se un segretario per il quale il bene principale di un partito è l'unità, poteva rimanere sordo al coro quasi unanime: fermare Salvini e il voto anticipato. "Mi hanno chiamato persino i cantanti, gli attori, gli scrittori. Volevano solo una cosa". Niente nomi, ma non è difficile immaginare che il pressing sia arrivato da quel gruppo di artisti che lo aveva sostenuto pubblicamente alle primarie: Monica Guerritore, Fiorella Mannoia, Alessandro Gasmann, Maurizio De Giovanni, Tommaso Paradiso e tanti altri.

 

Eppoi c'erano le pressioni dei dirigenti del Pd. Dei grandi vecchi come Romano Prodi. Di Walter Veltroni. Di Enrico Letta. Eppoi la voce dei sindacati, da Maurizio Landini ad Anna Maria Furlan. Si è mossa la Conferenza episcopale italiana, una trincea contro la deriva sovranista. Il leader dem non ha parlato con il presidente della Cei Bassetti, impegnato in una missione nello Sri Lanka, ma con un delegato della presidenza: "Vada avanti, ha anche l'incoraggiamento della segreteria di Stato", è stato il messaggio. Cioè della Santa sede.

 

Livelli sempre più alti di persuasori hanno fatto breccia nel muro che Zingaretti aveva alzato all'inizio: no al Conte bis e no al suo ingresso nel governo. Ma le dichiarazioni del premier da Biarritz hanno cambiato tutto. "Mai più con la Lega". Da nuovo leader del Movimento, in sintonia con Beppe Grillo e Davide Casaleggio, Conte ha chiuso il forno che Luigi Di Maio aveva lasciato aperto. (…)

 

 

  1. CASALEGGIO E DIBBA SCONFITTI GIALLO SUL VOTO DI ROUSSEAU

DAVIDE CASALEGGIO ALFONSO BONAFEDE RICCARDO FRACCARO

Dall'articolo di Alessandro Trocino per il ''Corriere dell aSera''

 

 

L' incertezza dura fino a sera, per le difficoltà delle trattative ma anche perché il voto su Rousseau è considerato un pericolo. Davide Casaleggio preme fino all' ultimo (e del resto gioca in casa, con il suo Rousseau), spiegando che non consultare la base sarebbe un boomerang ben più rischioso del voto, visto lo spericolato transito dalla Lega al Pd e visti gli umori inviperiti dei militanti che si sentono traditi.

 

Meglio affrontare la sfida a viso aperto, forti della continuità (almeno di nome) offerta da Giuseppe Conte a Palazzo Chigi. Ma l' incertezza riguarda anche i tempi, visto che per regolamento bisogna indire la consultazione 24 ore prima e si vuole arrivare a un esito il giorno prima di salire al Quirinale (domani alle 19 tocca ai 5 Stelle). Il vertice serale, con la serratissima trattativa sui nomi, ha rallentato la decisione, mettendo in dubbio il voto sulla piattaforma informatica del Movimento.

 

zingaretti di maio

(…) La tesi opposta, ugualmente sostenibile, è che [Di Maio] stia solo puntando a ottenere un ruolo di peso nell' esecutivo, per prestigio personale e per non essere schiacciato dalla figura di Giuseppe Conte. Premier osannato e lodato in maniera quasi imbarazzante (lo ha definito «una perla rara»), ma che sta finendo per ottenere riconoscimenti politici e una credibilità tale da mettere a rischio la leadership futura del Movimento.

 

(…) Di Maio sta riuscendo a mettere nell' angolo due avversari interni: il presidente della Camera Roberto Fico e Alessandro Di Battista.

 

Nel vertice pomeridiano, Di Maio, ha dovuto affrontare i dubbi di Casaleggio e la contrarietà all' accordo di due uomini importanti nel Movimento: Massimo Bugani, vicino a Casaleggio, nonché socio di Rousseau, che avrebbe preferito il voto; e Di Battista, che notoriamente ha molti dubbi sull' alleanza con il «partito di Bibbiano» (a breve uscirà anche un libro da lui curato per Fazi sulla vicenda che ha sfiorato il Pd).

 

GRILLO CASALEGGIO DI MAIO DI BATTISTA

Ma a mettere a dura prova Di Maio sono anche le trattative con Zingaretti. Il leader politico M5S avrebbe chiesto e ottenuto una poltrona al governo per i due fedelissimi, già presenti nel Conte uno, Alfonso Bonafede e Riccardo Fraccaro. Ma sarebbe stata respinta, almeno all' inizio, una sua richiesta di diventare vicepremier e ottenere il Viminale.

DAVIDE CASALEGGIO MASSIMO BUGANIPIETRO DETTORI

Tutto falso, giurano i 5 Stelle.

Ultimi Dagoreport

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?