giuseppe conte luigi di maio nicola zingaretti

DI MAIO IMPONE L'AUT AUT A ZINGARETTI E L'INTESA PD-M5s TORNA IN BILICO: “NON PUOI UMILIARMI COSÌ, DEVO FARE IL VICEPREMIER O SALTA TUTTO. E RICORDO CHE C'È ANCHE IL VOTO SU ROUSSEAU…” –  IL SEGRETARIO DEM VUOLE CHE IL VICEPREMIER SIA SOLO UNO E DEL PD E RITIENE LA CONSULTAZIONE SU ROUSSEAU “UNO SGARBO ISTITUZIONALE” AL CAPO DELLO STATO – LA DELUSIONE DEL COLLE: SENZA ACCORDO MATTARELLA E’ PRONTO A VARARE UN GOVERNO ELETTORALE GIA’ DA STASERA – NUOVO INCONTRO PD-M5s ALLE 8.30

zingaretti di maio

Tommaso Labate per il Corriere della Sera

 

«Non accetto di essere umiliato così e non accetto che lo sia il Movimento. Conte è un premier terzo, io sono il capo politico del M5S che deve entrare nell' esecutivo come vicepremier». Quando la corazzata del governo Conte 2 sembra a un passo dall' attracco nel porto sicuro - blindata persino da un tweet di Donald Trump - il telefono di Nicola Zingaretti squilla. Ore 22.30, il segretario del Pd è sicuro di aver respinto, grazie all' asse con Conte, tutti gli assalti di Di Maio, ormai virtualmente destinato al ministero della Difesa.

 

Dall' altra parte del telefono c' è proprio Di Maio. Chi pensava che avesse deposto l' ascia di guerra e che fosse pronto a trattare una resa senza condizioni dopo che proprio Conte gli aveva sbarrato la strada verso il Viminale, ecco, si sbagliava. Al telefono col segretario pd, il capo politico impone l' aut-aut. «O io vicepremier o salta. Vi ricordo che c' è anche la votazione su Rousseau».

FOTOMONTAGGIO – LUIGI DI MAIO NICOLA ZINGARETTI

 

Zingaretti quasi pensa a uno scherzo; poi, man mano che passano i minuti, ingrana la quinta. «Senti, Luigi, parlane con Conte. Mi dici che salta tutto? Bene, io domani mattina ho la Direzione del partito, la gran parte dei membri è qua nei dintorni. Significa che me li chiamo subito e gli dico che tu non ci stai più». E il voto su Rousseau «è uno sgarbo istituzionale» al capo dello Stato. Sembra una maledizione.

 

Quando la maggioranza giallorossa è a un passo dal varo, qualcosa va storto. Ancora una volta, il tassello che non entra nel puzzle è Di Maio. Al Pd arrivano a sospettare che abbia ancora un filo di dialogo con Salvini oppure, chissà, che i pezzi da novanta della Difesa stiano facendo pressione per non averlo neanche a quel ministero. Sia come sia, quel «attenzione, salta di nuovo tutto» passa di telefono in telefono. Il semaforo verde al Conte 2 si fa giallo, quasi rosso. E all' appuntamento finale col Quirinale mancano venti ore, a quello tra le delegazioni Pd-M5S che devono proseguire un lavoro programmatico «iniziato col piede giusto» ancora meno (...)

giuseppe conte nicola zingaretti 1

 

 

 

3. AUT AUT DI MATTARELLA

Ugo Magri per la Stampa

 

Basta con i contratti stipulati tra partiti, che Parlamento e governo recepiscono passivamente. Quella novità anomala, introdotta lo scorso anno sull' onda del populismo, dev' essere archiviata in fretta. E basta anche con la forzatura dei premier chiamati a realizzare «libri dei sogni» su cui non hanno potuto nemmeno mettere bocca: se come pare toccherà di nuovo a Giuseppe Conte guidare il prossimo governo, il presidente della Repubblica si attende che stavolta sia lui a prendere da subito in mano il timone, tracciando la rotta programmatica e scegliendosi la squadra ministeriale.

 

NICOLA ZINGARETTI ARRIVA A PALAZZO CHIGI PER L'INCONTRO CON LUIGI DI MAIO

Non è l' uomo del Colle a stabilirlo, ma la Costituzione all' articolo 95 (il premier «dirige la politica generale del governo e ne è responsabile»). Ecco, dunque, la prima richiesta che Conte si sentirà rivolgere da Sergio Mattarella quando riceverà l' incarico, probabilmente domattina: riportare i buoi davanti al carro. Osservare cioè le sane regole del galateo costituzionale seguite per 70 anni, che prevedono dapprima consultazioni dell' incaricato con tutti i partiti, poi l' elaborazione di un programma di governo serio e puntuale, infine la scelta di ministri su cui il capo dello Stato (è lui a nominarli, su proposta del premier) non abbia nulla da obiettare.

 

luigi di maio nicola zingaretti

Brutto spettacolo Per completare tutto questo percorso, il Quirinale non metterà alcuna fretta; addirittura, qualora a Conte servissero alcuni giorni in più, lassù nessuno solleverà obiezioni. Ragionevolmente verrà concessa una settimana di tempo, anche allo scopo di marcare meglio la fine della parentesi giallo-verde e l' inizio della stagione giallo-rossa. Del resto, una volta imboccata l' uscita dalla crisi, non c' è più motivo di correre al galoppo. L' importante, agli occhi di Mattarella, è che stavolta Conte possa esercitare fino in fondo il suo ruolo.

 

E che dai partiti della maggioranza gli venga consentito di esercitarlo. Il che, fino a ieri mattina, non era affatto scontato. Anzi, sembrava che la trattativa tra Cinque stelle e Pd fosse sul punto di incagliarsi sui vice-premier. Dire che il capo dello Stato ne abbia provato sconcerto, è un eufemismo. Non perché Mattarella faccia il tifo per un Conte-bis (chi lo frequenta segnala semmai un certo distacco presidenziale, quasi ai confini dello scetticismo, rispetto al "ribaltone" in atto), ma per lo spettacolo poco nobile offerto al paese. L' avidità per le poltrone dimostra che alcuni protagonisti non hanno imparato nulla. Altri se ne sono andati addirittura al mare durante il week-end, lasciando l' Italia a macerarsi nell' incertezza.

 

VIGNETTA BENNY - DI MAIO E ZINGARETTI

In caso di rottura Escluso che Mattarella, per come è fatto, possa approvare comportamenti del genere. Anzi, se si dà retta a una fonte autorevole che componeva la delegazione del Gruppo misto, ricevuta ieri pomeriggio nell' ambito delle consultazioni, il presidente ha manifestato apertamente delusione e rammarico. Durante quel colloquio ha pure anticipato che, se oggi Cinque stelle e Dem non sapranno trovare un accordo, si guarderà bene dal concedere dilazioni. E già stasera metterà in campo il governo di garanzia che ci porterà alle urne.

giuseppe conte nicola zingarettiNICOLA ZINGARETTI E LUIGI DI MAIO BY CARLI

 

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