conte mattarella

MATTARELLA S'È STUFATO DEI RINVII DI CONTE: DICCI SUBITO SE E QUANDO L'ITALIA USERÀ I FONDI EUROPEI - DOPO L'INCONTRO AL QUIRINALE, IL COLLE SPINGE PER ''RISPOSTE RAPIDE'', ALTRO CHE RINVIO A SETTEMBRE - IL PD AVEVA Già AVVERTITO GIUSEPPI: NON POSSIAMO FARE A MENO DEI 36 MILIARDI GARANTITI DAL MES. MA IL PREMIER HA IL MOVIMENTO 5 STELLE SOTTO ATTACCO DEI (POCHI) DIBBA BOYS, E SPERAVA DI RIMANDARE ANCORA LA DECISIONE

 

UE:COLLE,POSIZIONE ITALIA ORA PATRIMONIO COMUNE

 (ANSA) - Nella riunione di oggi tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il governo in vista del Consiglio Ue è emersa, pur nella consapevolezza delle difficoltà residue del negoziato, la soddisfazione perché le iniziali posizioni dell'Italia sugli aiuti ai singoli Paesi sono oggi patrimonio comune in Europa. Lo si è appreso al Qurinale al termine dell'incontro.

conte mattarella

 

 

COLLE-GOVERNO,RISPOSTE RAPIDE SU USO FONDI UE

 (ANSA) - C'è la necessità di dare risposte concrete e in tempi rapidi all'impiego dei fondi europei per la ripresa economica dopo l'emergenza sanitaria.E' quanto è emerso al termine dell'incontro tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il governo in vista del Consiglio Ue. La riunione odierna è stata dedicata al negoziato in corso - che proseguirà venerdì in teleconferenza- sulla proposta Recovery (Next Generation Eu) e Quadro finanziario Pluriennale 21-27. Durante l'incontro si è accennato agli altri due punti all'odg di venerdì: trattati di Minsk e trattative con Uk dopo la Brexit.

 

 

MES, IL PD AVVERTE I 5 STELLE: NON POSSIAMO FARNE A MENO

Fabio Martini per ''la Stampa''

 

Alle 9,15 l'istantanea è chiara, ma la può cogliere soltanto chi è presente nell'aula di Montecitorio a quell'ora: il presidente del Consiglio sta esponendo la sua informativa sul prossimo Consiglio europeo davanti a 30 deputati Pd (su 90), quelli della Lega sono 55 su 125, mentre dei Cinque stelle sono in aula solamente 54 onorevoli su 202, pari al 26 per cento dell'intero gruppo. Un assenteismo pronunciato al limite della disaffezione. Certo, tutti sapevano che quella di Conte sarebbe stata un'informativa «depotenziata», privata del voto finale perché il governo non ha voluto correre il rischio di ritrovarsi con una maggioranza anomala, comprendente Forza Italia e priva di qualche dissidente pentastellato.

 

GIUSEPPE CONTE URSULA VON DER LEYEN

E così, se i discorsi del presidente del Consiglio alla Camera e al Senato e quelli degli oppositori alla fine sono risultati di routine, la vera notizia viene dall'interno della maggioranza: per il Pd è intervenuto un personaggio di peso come Piero Fassino che a un certo punto ha scartato: «Io non voglio eludere il nodo del Mes. Dire che è inutile o che se ne può fare a meno mi pare francamente una caricatura!

 

Ma non è la verità». L'idea che del Mes si possa fare a meno è concetto espresso da tutti i big dei Cinque stelle ma anche dal presidente del Consiglio e anche se Fassino non allude a Conte, il suo affondo contro gli alleati di governo è forte e trae origine da un non-detto: a differenza di quanto si fa trapelare, dentro la maggioranza non è stato trovato un accordo su come disinnescare la mina del Mes, la linea di credito messa a disposizione da Bruxelles e dedicata alla spesa sanitaria senza condizioni per circa 37 miliardi di euro. Ma l'affondo di Fassino, a nome di tutto il Pd, trae origine da almeno tre motivi sempre più pressanti e sui quali il partito di Zingaretti ha deciso di rompere gli indugi. Il primo: acquisire i 37 miliardi del Mes consentirebbe al governo di stornare su altri capitoli i fondi già impegnati per la sanità nel recente decreto Rilancio.

conte ursula

 

Al comparto sanitario sono previsti investimenti per 3,25 miliardi, che si aggiungono agli 1,4 previsti dal decreto Cura Italia. La seconda è sotto traccia: tutte le Regioni, anche quelle a guida di centro-destra stanno premendo per il sì al Mes e al Pd non dispiace trainare questo fronte bipartisan. Terza ragione: i fondi del Recovery Fund saranno disponibili non prima di gennaio-febbraio 2021 e dunque i prestiti del Mes avrebbero una funzione-ponte. La discussione alla Camera e al Senato ha in parte ignorato l'informativa di Conte, che aveva premesso: «In queste settimane sono in gioco la reputazione, un miglior futuro dell'Europa.

 

È il momento di agire con spirito di piena coesione anche sul piano nazionale perché la sfida non rechi all'Italia il doppio danno di vederla perdere la sfida europea e quella di riformare alcune criticità». I parlamentari di Fratelli d'Italia (seguiti solo successivamente dai leghisti) sono rimasti fuori dall'aula e la deputata Wanda Ferro ha spiegato che si protestava contro la trasformazione della Comunicazione di Conte in semplice informativa (dunque senza voto finale) e ha condito con insolita ironia il suo j' accuse: «Il fastidio di Conte per la dialettica parlamentare è testimoniato dal fatto che, mentre si sottrae al confronto in aula, dall'altro organizza gli Stati generali di Villa Pamphili.

 

giuseppe conte roberto gualtieri 12

Da proclamarsi avvocato del popolo a sentirsi monarca assoluto è un attimo. Ma quando il re di Francia riuniva gli Stati generali, raramente il popolo aveva da attendersi qualcosa di buono». Non è andata bene a Matteo Salvini, incorso in un lapsus: «I porti aperti hanno salvato vite, i porti chiusi condanno a morte migliaia di persone». Un piccolo infortunio salutato con un applauso dall'opposizione. I parlamentari di Forza Italia sono rimasti in aula, lanciando diversi messaggi di pace al presidente del Consiglio. Che per ora nicchia.

 

Ultimi Dagoreport

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…

maurizio martina francesco lollobrigida elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT – LA STORIA DELLA CANDIDATURA DI MAURIZIO MARTINA ALLA FAO È STATO UNO “SCHERZETTO” BEN CONGEGNATO DALL'AZZOPPATA MELONI CON L'EX COGNATO LOLLOBRIGIDA, PER METTERE IN DIFFICOLTÀ ELLY SCHLEIN: LA SPAGNA HA PUNTATO DA TEMPO LA POLTRONA, TANTO CHE SANCHEZ HA PROPOSTO UN SUO MINISTRO, FEDELISSIMO, LUIS PLANAS. È QUI CHE I FRATELLI D’ITALIA HANNO INTRAVISTO L’OPPORTUNITÀ: SAPENDO CHE L’ITALIA HA POCHE CHANCE, HANNO MESSO SUL PIATTO IL NOME DI MARTINA, PER SPACCARE IL PD E ACCUSARE SCHLEIN DI “SUBALTERNITÀ” RISPETTO AL BEL PEDRO – VORACI COME SONO DI CARICHE E INCARICHI, TI PARE CHE RINUNCIANO A UNA POLTRONA PER DARLA A UN EX SEGRETARIO DEL PD? ERA TUTTO “SPIN”, E I RIFORMISTI DEM HANNO ABBOCCATO…

elkann lapo ginevra john gianni agnelli margherita agnelli poteri

DAGOREPORT - MENTRE LAPO SI RIAVVICINA ALLA MADRE MARGHERITA AGNELLI (“VOGLIO RICOMPORRE UN RAPPORTO DI AFFETTO E DI SERENITÀ”), SI AVVICINA L’UDIENZA DEL 22 GIUGNO A TORINO CHE POTREBBE PORTARE A UN RINVIO A GIUDIZIO PER JOHN ELKANN PER TRUFFA AI DANNI DELLO STATO - NELLO STESSO TEMPO COMINCIA A DIPANARSI L’INTRECCIO DELLE VARIE CAUSE CIVILI INCASTRATE L’UNA CON L’ALTRA TRA ITALIA E SVIZZERA CHE VEDE CONTRAPPORSI MARGHERITA AI SUOI TRE PRIMI FIGLI, AL FINE DI TOGLIERE AL PRIMOGENITO JOHN LA GUIDA DELL’IMPERO EXOR - MA DAGOSPIA PUBBLICA UN ATTO UFFICIALE RELATIVO AI POTERI DELLA "DICEMBRE", LA SOCIETA' CHE HA LA QUOTA PRINCIPALE DEL GRUPPO CHE CONTROLLA EXOR, SOTTOSCRITTO NEL 1999 DALLA STESSA MARGHERITA, IN CUI SI LEGGE: "QUALORA GIOVANNI AGNELLI MANCASSE O PER QUALSIASI RAGIONE FOSSE IMPEDITO, L'AMMINISTRAZIONE NELLA SUA IDENTICA POSIZIONE CON GLI STESSI POTERI E PREROGATIVE SARA' ASSUNTA DA JOHN PHILIP ELKANN..."

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...