matteo salvini

MATTEO, SOLITARIO Y FINAL – IL SALVINI BALDANZOSO E COMPIACIUTO DAVANTI AI BIKINI DEL PAPEETE È SCOMPARSO, INGHIOTTITO IN MENO DI UN MESE. OGGI APPARE SGONFIO DI IDEE, TROVATE E CITAZIONI, FA SELFIE QUASI A DENTI STRETTI E INDOSSA TRISTI CAMICIE AZZURRE CON IL COLLO ALLA COREANA - ANCHE SUI SOCIAL ARRANCA E SI CHIUDE NEL SUO CERCHIETTO MAGICO. MA NON LO DATE PER SCONFITTO: SE VINCE LE REGIONALI…

Brunella Giovara per “la Repubblica”

salvini a pontida 2018

 

Un uomo solo è al comando. Matteo, o "Ma-tèo", come si dice a nordest. È davvero solo? Abbastanza, ma lo era già prima, perché nella Lega si comanda uno alla volta, al massimo con una pattuglia di incursori al fianco, e poi gli si va dietro fino alla morte. Non è retorica dannunziana, è la verità. Domenica si va tutti in gita a Pontida, il luogo dell' orgoglio e della retorica, ma se doveva essere la Pontida del governo e della flat tax conquistata, sarà la Pontida dell' opposizione a tutti, Europa, governo, poteri forti, grillini traditori, e Conte poi, il bersaglio grosso.

 

matteo salvini deejay al papeete di milano marittima

Pontida sarà un successo, di gente sempre innamorata, ma che fine ha fatto il bel Matteo di una volta, che saliva scattante verso il palco, e salutava a mani giunte, poi qualcuno gli porgeva una rosa e partiva il "Vincerò" di Pavarotti? Bei tempi, tutto cambiato. Oggi ahilui appare sgonfio, di idee, trovate, citazioni, non basta citare Aristotele e la dignità. Gonfio invece di aspetto. Non ci sarebbe niente di male data la vita che fa, ma molti lo ricordano così agile, e vigile, reattivo, sprezzante, sorridente.

 

papeete su le mani per salvini deejay

Bisogna invece vedere l' attuale fatica a stare dentro la personale macchina dei selfie, che adesso fa, a denti molto stretti. Resta la scorta che gli tocca in quanto ex ministro dell' Interno, ma lui si proclama "ministro dell' Interno in pectore", il che suona patetico se si ascolta lo scontento delle forze dell' ordine. E non tanto il capo della Polizia Gabrielli, che l' altro giorno ha detto che un ministro non dovrebbe aver bisogno della maglietta della polizia, ma la gente che lavora per strada.

 

FRANCO GABRIELLI MATTEO SALVINI 2matteo salvini al papeete

Tipo, una settimana fa in via Farini a Milano, i due equipaggi fermi in pausa ad arrabbiarsi per gli «straordinari che non arrivano, ma non ci aveva anche promesso le divise nuove, Salvini?». Dunque, quel Salvini non c' è più, sparito in un puff come i voli di Stato che non potrà più prendere, si era dalle parti del Papeete, già lì lo stile di un tempo era andato a farsi benedire, le cubiste e l' inno nazionale, il Capitano compiaciuto davanti ad alcuni bikini, passati di telefono in telefono. Ma per dire come tutto questo può apparire agli occhi leghisti: il potente Luca Zaia ha pure in gioventù organizzato grandi feste in discoteca, ma da quando è in politica gira sempre elegante, come si deve.

matteo salvini luca zaia 3

 

salvini a pontida 2018

E tornando a Matteo, le sue smaglianti camicie bianche, al momento quasi sparite, in una delle ultime dirette Facebook indossava una triste camicia azzurra con il collo alla coreana, che non dona a nessuno, con ancora le pieghe impresse dalla valigia. E lui portava un che di malinconico addosso, forse era solo l' effetto di una vacanza in montagna senza sprint. C' è da dire che anche questa volta aveva accanto la fidanzata Francesca Verdini, una bella ragazza che gli vuole bene, nonostante le malignità che lui si affanna a smentire, che si aggira divertita nel fumo delle luganeghe arrosto, forse spera di vedere la Lega del tempo che fu, quando andavano le corna da vichingo e i kilt.

 

matteo salvini con francesca verdini a pinzolo 1

Glielo avrà spiegato lui, che la Lega è un' altra cosa? Lui è un' altra cosa, peraltro, e non solo ai suoi appare tuttora sotto shock, non avendo assorbito a dovere la sventola che si è dato da solo. E non si può nascondere che nella Lega stessa girino battute feroci. «Maria, quella del cuore immacolato di Maria eccetera, quel giorno era fuori casa e non ha sentito l' appello di Matteo».

matteo salvini giancarlo giorgetti

 

Non è poca roba, in un partito militare dove il capo governa, fa e disfa, e gli altri tutti zitti, a parte Giorgetti. Salvini è quindi solo, però assieme ad alcuni milioni di elettori, e a quel manipolo di collaboratori fedeli, quater gatt si direbbe a Milano, quattro di numero, quanto basta per ripartire.

luca morisi

Allora, uno è Andrea Crippa, il giovane vicesegretario del partito, quello che ha detto «ci hanno contattato nove senatori M5s. Se gli diamo un seggio, votano no a Conte », si è visto come è andata.

 

matteo salvini con arrigo sacchi al papeete

L' altro è l' ex ministro Fontana, uno che aveva detto al capo - e più volte - di staccare la spina con i 5stelle, sempre inascoltato, e però ora utile e ascoltato, ora. Il terzo è Alessandro Panza, montanaro dell' Ossola, neo europarlamentare, poi si arriva a Morisi e Paganella, il duo sempre al seguito nella campagna per le Europee, anche a pranzo e cena, sempre con lo smartphone in mano, dovendo guidare la macchina della propaganda cosiddetta "Bestia", e avendo pesantemente contribuito al successo del capo e alla sua immagine così pop e vincente.

salvini fontana

 

salvini fontana

Ma il loro contratto con il Viminale è svanito, chi li pagherà? E lo staff, chi verrà tagliato? Peraltro il largo consenso telematico sta cambiando veloce, e secondo Francesco Nicodemo, esperto di comunicazione digitale e già consigliere alla comunicazione di Renzi e Gentiloni, cresce alla metà di prima e fomenta solo i suoi: su Facebook, nel periodo 9 agosto-9 settembre, 25mila follower in più contro i 46mila del mese precedente, il tasso di crescita si è dimezzato.

 

lucia borgonzoni matteo salvini

La corsa è rallentata, i social network arrancano. I due sono stati la fortuna di Salvini, ora potrebbero essere la sua rovina. In più, sono assai malvisti, e non potendo attaccare Matteo, si attaccano i due poveretti, che saranno anche bravi a smanettare, ma difendersi dal fuoco amico è un' altra cosa. «Burattinai maldestri», così si dice di loro, inutile dire chi è il burattino. Chiuso in quel cerchietto magico, come già è stato per Bossi, Salvini studia testardo la nuova strategia per le Regionali. «Se vinciamo in Umbria, se vinciamo la Toscana ».

 

luca morisi, matteo salvini e lo staff della lega festeggiano la vittoria alle europee

Intanto perde in televisione: il suo comizio a Porta a Porta di martedì ha affondato la trasmissione di Vespa che ha perso 5-6 punti di share rispetto ad un anno fa, relegando Rai Uno dietro Canale 5 e La7. La strada è lunga, il tempo gli gioca contro. Ma da qui a dire che è sconfitto, ce ne vuole ancora.

iva garibaldi luca morisi matteo salvini

Ultimi Dagoreport

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)

marco rubio giorgia meloni donald trump jd vance vaticano papa leone xiv pietro parolin

DAGOREPORT – MARCO RUBIO ATTERRERÀ GIOVEDÌ A ROMA NON TANTO IN QUALITÀ DI SEGRETARIO DI STATO AMERICANO, BENSÌ COME CANDIDATO AL DOPO TRUMP – RUBIO SA BENISSIMO CHE LA SUA CORSA ALLA CASA BIANCA È PERDUTA SENZA IL DECISIVO VOTO DEI CATTOLICI AMERICANI, CHE NON HANNO PRESO PER NIENTE BENE L’IGNOBILE GUERRA A COLPI DI INSULTI DELL’IDIOTA-IN-CAPO A PAPA LEONE – UNA VOLTA OTTENUTO DA TRUMP IL VIA LIBERA PER IMBARCARSI PER ROMA, RUBIO È RIUSCITO A STRAPPARE UN INCONTRO CON IL SUO OMOLOGO DELLA SANTA SEDE, IL CARDINALE PIETRO PAROLIN, MA IL DISCO VERDE PER UN’UDIENZA AL COSPETTO DEL TOSTISSIMO PAPA PREVOST NON C’È, PER ORA – PER L’ARRIVO DI RUBIO, L’AMBASCIATORE USA (IN VACANZA) IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, STA ORGANIZZANDO UNA BELLA CENETTA CON I MINISTRI TAJANI E CROSETTO – PER RUBIO UN INCONTRO PREVISTO ANCHE CON LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CHE, VISTI I NEGATIVISSIMI SONDAGGI ITALIANI SUL PRESIDENTE PIÙ MENTECATTO DELLA STORIA, L’HA MOLLATO AL SUO DESTINO RINCULANDO A TESTA CHINA TRA LE BRACCIA DELL’EUROPA….

meloni giuli buttafuoco venezi biennale

DAGOREPORT! LA MELONA È INCAZZATISSIMA CON PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PRESIDENTE DELLA BIENNALE. LA MINCHIATA DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO HA MESSO IN GROSSA DIFFICOLTÀ LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CON LA CORRENTE PRO-UCRAINA DEI CAMERATI D’ITALIA CAPEGGIATA DALL’EMINENZA DI PALAZZO CHIGI, GIOVANBATTISTA FAZZOLARI (CONIUGATO CON UNA SIGNORA UCRAINA) – L’UNIONE EUROPEA HA REVOCATO I DUE MILIONI DI FINANZIAMENTO ALLA RASSEGNA. E LA DUCETTA SI È RITROVATA GETTATA NEL "BUTTAFUOCO INFERNALE" DIVENTATO BANDIERA DELLA SINISTRA (ALTRO CHE ALFIERE DELL’EGEMONIA DELLA DESTRA) - LA BATOSTA PER LA DUCETTA E’ POLITICA: I SONDAGGI DANNO PERSO IL COMUNE DI VENEZIA CHE, DOPO IL CASO BEATRICE VENEZI, SI RITROVA SPUTTANATA LA SUA BIENNALE (LA CITTÀ DEL DOGE HA SEMPRE VOTATO A SINISTRA FINO ALL’ARRIVO DI BRUGNARO) - ORA CHE SI FA? ALLA VERNICE DEL 5 MAGGIO CI SARA’ ANCORA BUTTAFUOCO, CHE NON INTENDE RASSEGNARE LE DIMISSIONI. DOPO IL BUCO NELLA LAGUNA DEGLI ISPETTORI DI GIULI, A RIMUOVERE IL RIBELLE SICULO CI PENSERA', DOPO IL 5 MAGGIO, IL BUON FAZZOLARI - LA LETTERA A BUTTAFUOCO CON L'ELENCO DEGLI ARTISTI RUSSI IN CARCERE...

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…