sergio mattarella giorgia meloni

MELONI-MATTARELLA, È L’ORA DEL VAFFA! - LA DUCETTA SE NE FREGA DEGLI AMMONIMENTI DEL QUIRINALE SPARATI DAL MEETING DI RIMINI E ACCELERA A TESTA BASSA SUL PREMIERATO CHE PREVEDE L’ELEZIONE DIRETTA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E LO SVUOTAMENTO DEI POTERI DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA - QUANTO DURA LA GIORGIA IN DELIRIO? ORMAI AI MINISTRI, DÀ SOLTANTO ORDINI. PRENDERE O LASCIARE. MA ADESSO DOVRÀ VEDERSELA CON IL QUIRINALE. E SAPPIAMO TUTTI COME ANDÒ A FINIRE QUANDO NEL 2011 GIORGIO NAPOLITANO COMINCIÒ A METTERSI DI TRAVERSO AL GOVERNO BERLUSCONI: CACCIATO A COLPI DI SPREAD DA PALAZZO CHIGI - SUL “IL FATTO” IL TESTO DELLA RIFORMA CASELLATI: IL MODELLO È LA LEGGE ELETTORALE ITALICUM DI RENZI, CHE FU DICHIARATA PARZIALMENTE INCOSTITUZIONALE DALLA CONSULTA...

1. MELONI-MATTARELLA, È SCONTRO

Marco Antonellis per www.ilgiornaleditalia.it - Estratto

sergio mattarella giorgia meloni centenario aeronautica militare

 

Ormai Giorgia Meloni dà ascolto solamente agli uomini dei servizi e trae ispirazione dai rapporti di intelligence che tutti i giorni legge avidamente. Ma la sua unica preoccupazione è che cosa farà ora il Capo dello Stato Sergio Mattarella.

 

A Palazzo Chigi è scattato l'allarme rosso: anche Giorgio Napolitano cominciò a bombardare il governo Berlusconi proprio dal palcoscenico del meeting di Rimini. E sappiamo tutti come andò a finire.

sergio mattarella e giorgia meloni alla scuola nazionale dell amministrazione 2

 

La preoccupazione di Palazzo Chigi monta di giorno in giorno e passa da Giorgia Meloni al sottosegretario Mantovano fino all'altro sottosegretario, Fazzolari….

Giorgia ormai parla quasi esclusivamente con loro. Ai ministri, tranne ogni tanto con Fitto che stima, dà soltanto ordini. Parole poche. Prendere o lasciare. Nemmeno in Consiglio dei ministri li sta a sentire più di tanto.

GIORGIA MELONI GIOVANBATTISTA FAZZOLARI

 

Ma adesso dovrà vedersela con il Quirinale. Perché il discorso di Sergio Mattarella al Meeting di Comunione e Liberazione ha cambiato per sempre la percezione dei rapporti tra Palazzo Chigi e il Colle. Giorgia lo sa ed è pronta ad andare avanti a testa bassa rilanciando, come ha fatto, nel primo Consiglio dei ministri dopo le ferie le riforme costituzionali, a partire proprio dal premierato, facendosi beffa platealmente dei moniti del Colle ("Sarà uno dei primi provvedimenti che vareremo").

 

2. COLLE SVUOTATO E PREMIER ELETTO IL TESTO DELLA RIFORMA CASELLATI

Giacomo Salvini per “il Fatto quotidiano” - Estratto

 

mattarella meeting cl rimini

In autunno il governo di Giorgia Meloni vuole approvare una riforma costituzionale che prevede l’elezione diretta del presidente del Consiglio e lo svuotamento dei poteri del presidente della Repubblica. La bozza del disegno di legge costituzionale su cui sta lavorando la ministra delle Riforme, Maria Elisabetta Casellati, che doveva restare riservata e Il Fatto ha letto in anteprima, prevede l’elezione diretta del premier con il modello del ballottaggio se nessun candidato ottiene il 40% dei voti e il potere di nomina, revoca dei ministri e di scioglimento delle Camere in capo a Palazzo Chigi.

 

maria elisabetta alberti casellati foto di bacco (2)

Al presidente della Repubblica invece resterà un potere formale: non cambia il modello di elezione del capo dello Stato che potrà, al massimo, posticipare di sei mesi lo scioglimento delle Camere.

 

Quella di cui Il Fatto è entrato in possesso è una prima bozza su cui quest’estate ha lavorato la ministra Casellati: un testo snello di quattro articoli che va a modificare gli articoli 88, 92 e 94 della Costituzione attuale, relativi ai poteri di presidente del Consiglio e della Repubblica.

 

L’intenzione della ministra era quella di portare la riforma in Consiglio dei ministri già prima dell’estate, ma così non è stato: l’obiettivo adesso è approvarla entro settembre. Un’accelerata è arrivata lunedì nella prima riunione del governo dopo le vacanze: la premier Giorgia Meloni ha spiegato che questo “sarà l’anno delle grandi riforme”....

alfredo mantovano giorgia meloni

 

Il cuore della proposta è inserito nell’articolo 2 sulle modalità di elezione e i poteri del premier: è eletto direttamente per un massimo di cinque anni e non più di due mandati consecutivi prevedendo la figura, obbligatoria, del vicepresidente del Consiglio. È eletto premier “chi ottiene il maggior numero di voti e almeno il 40 per cento dei voti validamente espressi, altrimenti si procede al ballottaggio tra i due candidati col maggior numero di voti”. Il modello è quello della legge elettorale Italicum di Renzi, che fu dichiarato parzialmente incostituzionale dalla Consulta e per questo mai utilizzato.

ITALICUM

 

“La candidatura alla carica di presidente del Consiglio avviene mediante collegamento con una o più liste di candidati all’elezione delle Camere, secondo modalità stabilite dalla legge”, si legge nella proposta rinviando alla redazione di una legge elettorale che favorisca “la formazione di una maggioranza in entrambe le Camere collegata al presidente del Consiglio”. Per quanto riguarda i nuovi poteri del premier, invece, il presidente del Consiglio “nomina e revoca il vicepresidente del Consiglio e i ministri”, poteri che oggi spettano invece al presidente della Repubblica.

 

GIORGIA E ARIANNA MELONI COME LE GEMELLE DI SHINING - FOTOMONTAGGIO DEL FATTO QUOTIDIANO

L’articolo 1 del disegno di legge invece si concentra sul potere di scioglimento delle Camere che oggi, secondo l’articolo 88, spetta al capo dello Stato: con la nuova riforma, invece, lo scioglimento delle Camere potrà arrivare dopo una mozione di sfiducia approvata anche solo da una sola Camera e dalle dimissioni del premier.

Quindi il potere di scioglimento – di fatto – passerà dal Quirinale a Palazzo Chigi.

 

GIORGIA MELONI IN VERSIONE GALADRIEL DEL SIGNORE DEGLI ANELLI

Il presidente della Repubblica può solo, dopo aver sentito i presidenti delle Camere, “posticipare lo scioglimento anticipato per la durata di un semestre”. L’articolo 3 del disegno di legge, invece, introduce dei meccanismi di sfiducia costruttiva del premier integrando l’articolo 94 della Carta: la mozione di sfiducia può essere presentata solo un anno dopo la formazione del governo e, solo se approvata a maggioranza assoluta, il premier è costretto alle dimissioni.

LA DUCE VITA - MEME BY EMILIANO CARLI

 

Il disegno di legge costituzionale, se approvato, invece entrerà in vigore a partire dalla prossima legislatura “e comunque non prima che siano decorsi 60 giorni dalla predetta data di entrata in vigore”. Una clausola, prevista dall’articolo 4 della proposta, che serve per tutelare il potere del presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la legislatura in corso.

 

Un ddl su cui la premier potrà trovare la convergenza solo di Italia Viva di Matteo Renzi. Ieri quest’ultimo nella sua e-news ha rilanciato il modello del “sindaco d’Italia” provocando la premier: “La destra non vuole andare avanti, noi rilanciamo su questa riforma”. A rispondergli il dem Dario Parrini: “Sindaco d’Italia eccesso di semplicismo”.

renzi sulla legge elettorale ieri e oggi

 

 

Ultimi Dagoreport

monteleone corsini malara giletti daniele

DAGOREPORT - A VIALE MAZZINI C’E’ MARETTA INTORNO A “FILOROSSO” E AL SUO CONDUTTORE, ANTONINO MONTELEONE – PER RAGIONI DIVERSE, PAOLO CORSINI, MASSIMO GILETTI, ELEONORA DANIELE E LA REDAZIONE DI “MI MANDA RAI TRE” HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE – I BASSI DATI DI ASCOLTO DI “FILOROSSO” METTONO IN CRISI IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E SOPRATTUTTO IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, PRINCIPALE SPONSOR DELLA TRASMISSIONE – PER CORRERE AI RIPARI E CONTENERE L’EMORRAGIA DI TELESPETTATORI, SI VALUTA DI CAMBIARE IL GIORNO DELLA MESSA IN ONDA, ORA FISSATO AL MARTEDI’ - IL CDR APPROFONDIMENTI CHIEDE UN INCONTRO URGENTE AI VERTICI…

giovanni malago giancarlo giorgetti andrea abodi

DAGOREPORT - MALAGÒ È SOTTO ASSEDIO E RESISTE AL TENTATIVO DEL GOVERNO (ABODI E GIORGETTI) DI SPODESTARLO DALLA GUIDA DELLA FIGC – I CLUB DI SERIA A, SUOI GRANDI ELETTORI, FANNO QUADRATO ATTORNO A LUI CHE DOMANI, IN CONSIGLIO FEDERALE, INCASSERA’ IL SOSTEGNO DI TUTTE LE COMPONENTI - DOPO LE PARTITE DEGLI AZZURRI IN NATIONS LEAGUE, LA GIUNTA CONI DECIDERÀ SE COMMISSARIARE LA FIGC (E LI’ MALAGO’, EX PRESIDENTE DEL COMITATO OLIMPICO, HA DIVERSE FRECCE AL SUO ARCO A PARTIRE DAL RAPPORTO PERSONALE CON MOLTI PRESIDENTI FEDERALI, TIMOROSI DI RICEVERE LO STESSO TRATTAMENTO DALLA POLITICA) – LE VOCI (SMENTITE) SULL’82ENNE ADRIANO GALLIANI COME POSSIBILE SUCCESSORE E LA GRANDINATA DI RICORSI CHE SI ANNUNCIANO IN CASO DI COMMISSARIAMENTO...

giorgia meloni istat sergio mattarella ursula von der leyen

DAGOREPORT – GIORGIA DÀ I NUMERI! COSA C’È DIETRO L’ATTACCO DI MELONI ALL’ISTAT, PER LA CERTIFICAZIONE DEL DEFICIT AL 3,1%? LA DUCETTA È CONVINTA CHE IL DEEP STATE ABBIA DECISO DI “ZAVORRARE” IL GOVERNO IN VISTA DELLA PROSSIMA MANOVRA, IMPEDENDO L’USCITA DALLA PROCEDURA D’INFRAZIONE – PER FRATELLINI D’ITALIA, IN TEMPI DI “FINANZA CREATIVA, UN DECIMALE O DUE PER FAR TORNARE I CONTI SI POTEVA TROVARE – L'INSOFFERENZA PER L’ESTABLISHMENT SI CONDENSA NELL’ATTACCO SCOMPOSTO DELLA PREMIER A MATTARELLA SULLA SCUOLA  – L’ALTRO FRONTE DI GUERRA PER LA STATISTA DELLA SGARBATELLA È QUELLO EUROPEO, CON LA COMMISSIONE INFASTIDITA PER LA SCELTA DI FINANZIARE LA MANCETTA ELETTORALE DELLO STOP AL BOLLO AUTO CON I “RISPARMI” DEL PNRR – CON L’ONDA NERA CHE AVANZA, VON DER LEYEN NON CONCEDERA’ UN CENTESIMO IN PIÙ DEL DOVUTO ALLA MELONI E ALLE DESTRE…

cirielli tajani barelli bergamini marina berlusconi schifani mule falcone

DAGOREPORT – I GUAI NEL CENTRODESTRA NON FINISCONO MAI: IN CAMPANIA IL FRATELLO D’ITALIA CIRIELLI E’ STATO MESSO DA PARTE PER LE SUE SPARATE PRO-VANNACCI E PRO-FICO (E VIENE SCALZATO DA SANGIULIANO A CUI LANCIA STILETTATE SUI SOCIAL) – MARINA BERLUSCONI SI TIENE A DISTANZA DA FORZA ITALIA E IL DUO TAJANI-BARELLI SPADRONEGGIA: I DISSIDENTI FINISCONO AI MARGINI E PURE GIANNI LETTA E DEBORAH BERGAMINI, VICINI A MARINA, HANNO CAPITO CHE E’ MEGLIO INABISSARSI – IN SICILIA IL GOVERNATORE SCHIFANI HA IL FOGLIO DI VIA E CERCA UNA EXIT STRATEGY (SOGNA IL CSM) – L’ISOLA VA AL VOTO NEL 2027 E SCALPITANO GIORGIO MULE’ E MARCO FALCONE PER FORZA ITALIA MA IGNAZIO LA RUSSA VUOLE GIOCARE LA CARTA GALVAGNO – IL RUOLO DEL “CAVALLO PAZZO” CATENO DE LUCA E DELL’EX IENA LA VARDERA…

corsini piervincenzi di pasquale malara monteleone ranucci

FLASH! - MAI DIRE RAI! FERMENTO NELLA REDAZIONE DI “REPORT”: CORSA A BLINDARE TUTTI I CONTRATTI DELLA SQUADRA, A PARTIRE DAI CONDUTTORI (DANIELE PIERVINCENZI E CLAUDIA DI PASQUALE): NEL CASO IN CUI VINCESSE IL RICORSO PER IL REINTEGRO, SIGFRIDO RANUCCI SI RITROVEREBBE A DOVER ACCETTARE IL FATTO COMPIUTO (ANCHE SE NON E’ DETTO CHE LA RAI, IN CASO DI CONDANNA, OTTEMPERI AL RICOLLOCAMENTO DI SIGFRIDO A “REPORT”) - INTANTO VOLANO GLI STRACCI INTORNO A “FILOROSSO”: IL RESPONSABILE DEGLI APPROFONDIMENTI, PAOLO CORSINI, E IL SUO VICE, GIUSEPPE MALARA, HANNO I NERVI A FIOR DI PELLE DOPO L’ENNESIMO FLOP D’ASCOLTI - SULLA GRATICOLA FINISCE ANCHE ANTONINO MONTELEONE PER LA SCELTA DI AFFIDARE IL MONOLOGO ALL’EX “RAGAZZO DELLA TERZA C”, FABIO FERRARI…

giorgia meloni roberto vannacci friedrich merz antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – CAMERATI, LA PAROLA D'ORDINE E': ASPETTIAMO E VEDIAMO! - A GIORGIA MELONI, IN FORMATO "PREMIER DURACELL", CONVIENE PROVARE A PORTARE A TERMINE LA LEGISLATURA FINO A SCADENZA NATURALE, A OTTOBRE 2027, QUANDO SARA' PIU' CHIARO L'ASSETTO DELLE FORZE IN CAMPO NELL'UNIONE EUROPEA - SPIRA UN VENTO DI DESTRA NELL'UE E SE MARINE LE PEN VINCESSE LE PRESIDENZIALI IN FRANCIA, I NEO-FRANCHISTI DI VOX ANDASSERO AL GOVERNO IN SPAGNA E LA CDU, SFANCULATO MERZ, CERCASSE UN ACCORDO CON LE SVASTICHELLE DI AFD, ALLORA ANCHE LA DUCETTA POTREBBE PIU' FACILMENTE "SVOLTARE A DESTRA" E CERCARE UN'ALLEANZA ELETTORALE CON VANNACCI - QUEL CHE OGGI APPARE COME UNA FOLLIA, DOMANI, CON UN'EUROPA "IN NERO" DIVENTEREBBE UNA MOSSA QUASI NATURALE. A QUEL PUNTO, FORZA ITALIA E LEGA NON POTRANNO CHE FARE PIPPA E INGOIARE L'AMARO BOCCONE...