IL MEMORIALE DI ANTHONY BLUNT, LA SPIA ATOMICA DEL KGB, è MEJO DI UN THRILLER - DANDY DEL CIRCOLO DI CAMBRIDGE E DIRETTORE DELLE COLLEZIONI REALI, UNA VOLTA SCOPERTO, LA REGINA LO TENNE UGUALMENTE – RICATTAVA I GAY COSTRINGENDOLI A LAVORARE PER L’URSS....

Condividi questo articolo

Richard Newbury per "La Stampa"

Oggi, dopo la prescritta moratoria di 25 anni, la British Library ha divulgato un memoriale di 30 mila parole firmato dal Quarto uomo - ma primo arruolato - delle famigerate cinque spie atomiche di Cambridge: Kim Philby, Guy Burgess, Donald Maclean, Anthony Blunt e John Cairncross. Come prevedibile, è pieno di scuse e parco di verità. Lo spionaggio del «circolo di Cambridge» era fatto così bene - troppo bene - che Stalin commise l'errore di non crederci.

BLUNT primi pianiBLUNT primi piani

L'enigma di Sir Anthony Blunt, direttore delle collezioni reali e spia del Kgb è magnificamente descritto nell'opera di Alan Bennet, A Question of Attribution. Qui sua maestà la regina, che «si trovò caricata della più bella collezione di dipinti al mondo», ma che ama «i fatti», gode di un pomeriggio di libertà poiché nella piscina che deve inaugurare si è trovata una perdita e chiede al conservatore dei suoi settemila dipinti perché ritenga falso un Tiziano, ora noto come Triplo ritratto. E perché, pulendo la tela appaia una terza testa: è forse il figlio di Tiziano?

BLUNT Con Elisabetta IIBLUNT Con Elisabetta II

Blunt è incerto sul senso della conversazione e si chiede se verta davvero sulla pittura: sa che la regina vede tutti i rapporti dei servizi di sicurezza e quindi sa che lui nel 1964 ha confessato di essere il Quarto uomo con un'offerta di immunità in cambio delle informazioni.

E tuttavia la regina continuò a lasciare a Sir Anthony il ruolo di direttore delle collezioni reali fino a quando nel 1979 Margaret Thatcher fu costretta a rivelare la sua identità alla Camera dei Comuni dopo che era stata svelata da Anthony Boyle nel libro A Climate of Treason.

Anthony Blunt nacque a Bournemouth nel 1907. Suo padre era un prete anglicano di buona famiglia sposato con una colta e pia cugina del conte di Strathmore, la cui sorella era la Regina madre. Era anche amico d'infanzia della regina Mary, moglie di Giorgio V. Anthony andava smodatamente fiero delle sue entrature reali. Poiché suo padre nel 1912 ebbe l'incarico di cappellano presso l'ambasciata inglese a Parigi, Anthony passò gli anni della sua formazione nella Parigi anteguerra.

StalinStalin

«Sviluppai un'inclinazione francese che da allora influenzò tutto il mio atteggiamento verso la vita». Nel 1921 iniziò a frequentare l'archetipo della scuola pubblica inglese, il Marlborough College, dove riconobbe la propria omosessualità, e nel 1926 passò al Trinity College di Cambridge. Qui studiò matematica e poi il francese e l'inglese. Insegnava francese al Trinity quando s'innamorò perdutamente del pirotecnico Guy Burgess, che avrebbe convertito quello schizzinoso esteta al comunismo del Comintern.

Margaret TatcherMargaret Tatcher

Blunt, lavorando alla Scuola britannica di Roma alla sua tesi sulla pittura francese dal 1400 al 1700, resistette all'indottrinamento fino a quando Burgess fece breccia in lui parlando d'arte: «Il Rinascimento è stato un periodo magnifico; ma a quel tempo c'erano mecenati che usavano il denaro per patrocinare le arti. Non si preoccupavano della produttività. Finché l'arte fu foraggiata con il denaro restò viva. Ma quando sparirono i mecenati la qualità artistica calò drammaticamente. Oggi l'arte è più che mai dipendente dal denaro ma lo Stato borghese non fa nulla per svilupparla. Solo uno Stato totalitario può assumersi il ruolo di patrono e incoraggiarne lo sviluppo».

«Dove sono i Re Sole e i Medici, oggi?», convenne Blunt e fu arruolato. Odiava tutta l'arte moderna escluso Picasso. Blunt accompagnò Burgess e Maclean, suo studente e da lui reclutato, a Berlino e a Mosca nel 1934, dove si rafforzò la sua fede nel comunismo come patrono dell'arte. L'arruolatore dei Cinque di Cambridge, il sessuologo viennese Arnold Deutch, che predicava la liberazione politica e sessuale di Wilhelm Reich, era l'ideale per questi alcolisti omosessuali di classe elevata. Nessuno di loro, disse, era adatto a vivere nell'Urss, ma erano perfetti per «infiltrarsi nelle istituzioni borghesi».

Blunt al contrario di Burgess non finse, per copertura, di rompere pubblicamente con il comunismo ma conservò il suo apparente agnosticismo politico mentre usava la sua posizione di tutor di francese al Trinity per reclutare spie come il Quinto uomo, John Cairncross, Leo Long, Peter Ashby, Brian Symon e un miliardario americano, Michael Straight, che poi divenne l'estensore ufficiale dei discorsi di Roosevelt. Si dice che ricattasse altri omosessuali per convincerli a spiare.

Nel 1937 Blunt lasciò Cambridge per insegnare storia dell'arte al Warburg Institute di Londra e nel 1939 per patriottismo e contro il parere dei russi si arruolò. La sua principale spinta era l'antifascismo e il patto Molotov-Ribbentrop del 1939 lo scosse profondamente, tanto che in un successivo incontro dei Cinque a Cambridge, non comunicato ai russi, decisero di continuare da soli la battaglia antifascista.

Benché fosse stato interrogato sul suo passato comunista, Blunt fu addestrato come ufficiale d'Intelligence e mandato in Belgio dove trovò insopportabile la vita militare e la classe lavoratrice che incontrava per la prima volta. Grazie a Victor Rothschild e Guy Burgess tornò a Londra a lavorare per l'MI5, la sicurezza interna. Divideva casa e amanti con Guy ma aveva anche una relazione con la futura moglie di Rothschild. Donne e uomini si confidavano con lui e così attinse indiscrezioni sia da Guy Liddell, direttore della sezione di Intelligence, sia da Dick White, il futuro capo dell'MI6, l'agenzia di spionaggio per l'estero.

Le informazioni sui bersagli dell'MI5 all'Ambasciata russa e nel partito comunista britannico erano così circostanziate che i russi non ci credettero e sospettarono Blunt di doppio gioco. Blunt scrisse il prontuario per la sorveglianza e ne passò una copia ai russi. Grazie alle sue capacità di indagine e di analisi si dimostrò in grado di valutare nel modo migliore le informazioni delle spie tedesche catturate. E, soprattutto, svelò i risultati dello spionaggio britannico svolto sui governi alleati in esilio a Londra, dando così ai sovietici informazioni sui loro futuri oppositori dietro la cortina di ferro e una lista completa degli agenti inglesi all'estero.

Improbabile come marxista, Blunt fu invece un agente assai affidabile. Dopo la guerra fu attivo come corriere per Burgess e procurò denaro a Philby. Interrogato 12 volte da Bill Skardon, il capo investigatore ufficiale dell'MI5 fra il 1951 e il 1964, rivelò spontaneamente di essere un «falso» dopo essere stato messo a confronto con Straight, che gli attribuiva il suo reclutamento al Trinity.

In cambio ottenne di essere scagionato e di poter mantenere l'anonimato. La rivelazione gli costò il cavalierato, gli amici e il tentato suicidio del suo compagno John Gaskin. «Compresi che avrei corso ogni rischio in questo Paese piuttosto che andare in Russia con un aereo messo a disposizione dall'Urss», come fecero Philby, Burgess e Maclean. Blunt morì nel 1983.

 

 

Condividi questo articolo

politica