antonio capuano matteo salvini carlo messina

MI MANDA SALVINI – ANTONIO CAPUANO NON SOLO TRATTAVA PER CONTO DEL "CAPITONE" CON L’AMBASCIATORE RUSSO RAZOV, MA HA TENTATO ANCHE UN APPROCCIO CON I VERTICI DI INTESA SANPAOLO: A NOVEMBRE HA SCRITTO ALLA SEGRETERIA DI CARLO MESSINA PRESENTANDOSI COME “CONSULENTE DI SALVINI”. MA I DIRIGENTI DELLA BANCA SI SONO SUBITO INSOSPETTITI E HANNO INIZIATO A CONTATTARE I PARLAMENTARI PER CAPIRE CHE RUOLO AVESSE. E IL COLLOQUIO CON L’AD NON SI È MAI TENUTO…

Carlo Tecce per “L’Espresso”

 

matteo salvini 3

Alla fine è riuscito a staccarsi da sé stesso. Con una sorta di scissione individuale. Al centro, isolato, Matteo Salvini. Attorno, delusa, la Lega. È parecchio suggestivo riscontrare che ciò sia accaduto per mano di Antonio Capuano, avvocato casertano di Frattaminore, già deputato campano di Forza Italia, di professione mediatore legale, consulente di un numero imprecisato di ambasciate, abiti di sartoria, voce sottile, buon affabulatore.

 

IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA BY ELLEKAPPA

Per un anno e mezzo circa, più o meno dal varo del governo di Mario Draghi che per un attimo ha ripulito e, ovvio, ingrigito il profilo guascone di Salvini, l'avvocato Capuano ha imperversato da forestiero, non troppo visibile, forse sottovalutato, nelle faccende quotidiane dei leghisti.

 

L'Espresso racconta tre fatti inediti che riguardano la Cina, Banca Intesa e Giancarlo Giorgetti. Capuano è il sintomo di un Salvini che diffida di chiunque e si affida a chiunque piuttosto che a un collega, dirigente, compagno di partito. Capuano è palazzo Barberini, è Livorno, è Rimini, è Fiuggi: è una rottura insanabile nella Lega. Questo è l'unico dato chiaro in un orizzonte brumoso.

 

ANTONIO CAPUANO

Con una caterva di interviste e di dichiarazioni, Capuano si è affacciato per un paio di settimane sul proscenio mediatico per poi ritirarsi stordito nelle quinte. A gran fatica gli speleologi del fotografico l'hanno ripescato negli archivi col viso glabro e paffuto di un giovane trentenne al debutto alla Camera. Oggi che indossa la barba, e ha mutato carriera, s' è saputo che più volte durante la guerra in Ucraina ha accompagnato il segretario Salvini dall'ambasciatore russo Sergey Razov per redigere un piano di pace, organizzare una trasferta a Mosca, convincere Vladimir Putin a fermare i cannoni e altre cose simili che sfiorano l'edificazione di quartieri residenziali su Marte.

 

SALVINI SAVOINI

Vista da fuori: è il solito pastrocchio diplomatico di Salvini, non proprio alfabetizzato in materia, che per ricavare un punto di sondaggi ne ha causati dieci, di sutura, al suo prestigio politico. Vista da dentro: è una scelta inconcepibile, che non si perdona. Qualche governo fa Salvini ha calpestato il decoro istituzionale consegnandosi da ministro alle avventure geopolitiche di Gianluca Savoini, che trattò presunti finanziamenti al Metropol e di Claudio D'Amico, che validò per l'Osce il referendum per l'autonomia della Crimea. Però gli amici Gianluca e Claudio erano iscritti al Carroccio dal '91 e invece Capuano non ha né tessere né contratti.

matteo salvini 4

 

Dopo le sbandate con Mosca e nel governo gialloverde di Giuseppe Conte, Salvini ha rimesso il suo mappamondo al posto giusto e ha delegato gli Esteri prima a Giancarlo Giorgetti, finché Draghi non l'ha nominato ministro per lo Sviluppo economico, e poi al conservatore Lorenzo Fontana. Nel disperato tentativo, una illusione, di riabilitarsi presso gli americani, Salvini si è esercitato in una goffa propaganda contro la Cina: ha invocato un processo di Norimberga per la pandemia, una totale estromissione dallo sviluppo della tecnologia 5G, una robusta difesa nazionale dai cinesi aggressivi.

 

ANTONIO CAPUANO

E pure la Russia non era più la sua destinazione favorita, luogo del cuore per un accrescimento culturale e democratico. Questa condotta è durata una manciata di mesi. Poi un giorno, lo scorso anno, l'avvocato Capuano ha chiesto un appuntamento al deputato Paolo Formentini, di evidente formazione filoamericana, vicepresidente della commissione Esteri.

 

Il leghista di Lumezzane da anni in Parlamento denuncia le persecuzioni cinesi contro la minoranza etnica e religiosa degli Uiguri e una dozzina di mesi fa depositò anche una severa risoluzione in commissione per sancirne il «genocidio» (definizione poi rimossa nel dibattito). Con l'autorità conferitagli da Salvini di «consulente geopolitico», Capuano propose a Formentini di smussare la posizione leghista e di firmare un documento da consegnare all'ambasciatore cinese a Roma.

 

MATTEO SALVINI - SERGEY RAZOV - GIANLUCA SAVOINI

Formentini verificò con Salvini che Capuano non potesse influenzare la linea del partito e lo congedò in fretta. (Il deputato leghista si limita a non confermare ufficialmente la ricostruzione e ripete che la verticale del comando è Salvini-Fontana). Comunque Formentini ha ignorato Capuano. Salvini no. Anzi a settembre, dopo insulti a mezzo stampa, s' è messo in posa a braccia conserte accanto al diplomatico Li Junhua nella sede cinese di Roma.

 

Altro colpo di Capuano, che non l'ha abbandonato nemmeno dagli americani in un giro del mondo restando nella capitale d'Italia. Questo episodio, già la scorsa estate, ha lanciato la leggenda Capuano.

carlo messina

 

In novembre diversi parlamentari che sono nell'organigramma del Carroccio sono stati contattati da Banca Intesa Sanpaolo: «Per cortesia, mi spieghi che ruolo ha Capuano?». Qualcosa di stravagante era appena successo.

 

PAOLO FORMENTINI

L'avv. Capuano aveva scritto alla segreteria di Carlo Messina, l'amministratore delegato del primo istituto italiano, per chiedere un incontro con argomentazioni abbastanza vaghe e motivazioni personali. Siccome l'indirizzo di posta elettronica rimandava alla dicitura di «deputato» e quindi si trattava di una personalità politica, la richiesta fu girata all'ufficio affari istituzionali.

 

Alle prime verifiche telefoniche, Capuano si è presentato come un importante «consulente di Salvini». Non convinti dalle rassicurazioni dell'avvocato e però attenti a non provocare equivoci o frizioni con la Lega, i dirigenti romani di Banca Intesa - sentiti da L'Espresso, non commentano - hanno proseguito le ricerche e hanno appurato che Capuano non avesse alcun rapporto formale con la Lega.

 

salvini putin conte

Così il colloquio con Messina non s' è tenuto. Non è servito dire «mi manda Salvini». In quali altre occasioni Capuano, che afferma di «assistere diverse ambasciate», cioè di lavorare da libero professionista per governi stranieri, ha utilizzato la relazione con Salvini per i suoi interessi? I leghisti temono in svariate circostanze, con i russi come si è scoperto, con i cinesi, con Intesa e via elencando. Questa vicenda può diventare davvero pericolosa per Salvini. Non soltanto una barzelletta geopolitica.

MATTEO SALVINI PAOLO FORMENTINI

 

Peggio, molto peggio. Il livello di allarme è aumentato nelle settimane successive. A gennaio. Alla viglia del voto per il presidente della Repubblica. Quando uno stretto collaboratore di Salvini si precipitò da Giorgetti per confrontarsi sul fenomeno Capuano che aveva piegato qualsiasi gerarchia nel partito. Giorgetti non era molto informato sulla questione, il dialogo con Salvini era intermittente, e dunque si prese un giorno per reperire riscontri più affidabili.

matteo salvini 1

 

L'indomani sentenziò: stare alla larga da Capuano. Giorgetti fu il primo ad avvisare Salvini, e l'ha rivendicato, di non esagerare con le frequentazioni di Savoini e D'Amico, troppo disinvolti con i russi. Per il ministro, insomma, Capuano era un personaggio estraneo alla Lega, un avvocato che dopo la legislatura in Parlamento si era occupato di affari con governi stranieri (il Kuwait, per esempio) e che di certo non era passato inosservato.

 

Antonio Capuano con Nuri al Maliki

Formentini, Banca Intesa, Giorgetti e infine le riunioni con Razov, lo sconcerto di Palazzo Chigi, le crepe profonde nel Carroccio, le battute del presidente veneto Luca Zaia. Niente ha dissuaso Salvini dal rinunciare all'avv. Capuano che ieri si chiamava Savoini e domani avrà un altro nome. Non ci sono ragioni sensate per giustificare l'intervento di Capuano per consentire al segretario di una grande forza di maggioranza di governo di accedere alle ambasciate cinesi o russe.

 

antonio capuano

Se non una: Salvini ha un suo partito nel partito. E Capuano è stato un protagonista di un partito parallelo in aperta competizione con l'originale. Il Carroccio e Salvini non si riconoscono più. Si convive male per necessità.

 

Si attende ugualmente armati di acredine l'ordalia delle liste per le politiche del prossimo anno. Era scontato che fosse l'ultima esecuzione del potere di Matteo prima di un congresso o di liturgie somiglianti per liquidarlo neanche cinquantenne. Oggi non più. Un capo che si è autoescluso dal consesso istituzionale, senza ipocrisia, non avrà mai incarichi pubblici di rilievo dopo la doppietta Savoini-Capuano, è un capo che non serve più. Un tempo portava elettori. Oggi Capuano.

 

 

 

 

 

 

Articoli correlati

COSA C'E DIETRO LA MOSSA DELL'AMBASCIATA RUSSA DI METTERE IL CAPPELLO SULLA MISSIONE DI SALVINI?

ANTONIO CAPUANO HA AVUTO SEI SEGNALAZIONI ALL\'ANTIRICICLAGGIO E AFFARI CON IL KUWAIT...

RIESPLODE IL BUBBONE DEL MANCATO VIAGGIO A MOSCA. SONO STATI PROPRIO I RUSSI A PAGARE I BIGLIETTI..

GLI AFFARI DI ANTONIO CAPUANO: IL CONSULENTE PER LE RELAZIONI INTERNAZIONALI DELLA LEGA E\'...

ANTONIO CAPUANO AVEVA GIA ACQUISTATO I BIGLIETTI MA, POICHE C\'ERA STATO UN PROBLEMA CON LA SUA...

 

ANTONIO CAPUANO antonio capuano matteo salvini dopo il doppio flop referendum amministrative 3matteo salvini dopo il doppio flop referendum amministrative 2ANTONIO CAPUANO E LA COMPAGNA Madeleine Mbone PER LE STRADE DI ROMA

Ultimi Dagoreport

meloni gasparri nordio paromonov vannacci

DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO CHE SEMBRA AVER ARRUOLATO SAN FRANCESCO NEL MONDO “MULTIPOLARE” E FILO-RUSSO? CON LORO ANCHE ALTI UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE – PRENDERANNO PARTE AI “TAVOLI DI PACE: UN’ESPERIENZA FRANCESCANA, UN’ETERNA SFIDA TUTTA ITALIANA”, CHE SI TERRANNO A FORMELLO, ALLE PORTE DI ROMA, DA FINE AGOSTO A INIZI DI SETTEMBRE – I PARTECIPANTI ALL’EVENTO SEMBRANO ACCOMUNATI DAL DISPREZZO PER IL MONDO OCCIDENTALE E PER SIMPATIE NEMMENO TROPPO CELATE PER LE VARIE AUTOCRAZIE. SI VA DALL’AMBASCIATORE RUSSO ALEXEY PARAMONOV, ALL’AYATOLLAH IRANIANO MOHAMMAD HOSSEIN. E, NATURALMENTE, CI SARÀ IL GENERALISSIMO VANNACCI – IMMAGINIAMO QUANTO SARÀ ENTUSIASTA GIORGIA MELONI DELLA PRESENZA DEL “SUO” GUARDASIGILLI IN MEZZO A QUESTE TRUPPE…

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO

theodore kyriakou enrico mentana cnn

FLASH – A CHE PUNTO E' LA “CNN ITALIANA” BY KYRIAKOU-MENTANA, IL CUI DECOLLO E' PREVISTO PER IL PROSSIMO GENNAIO? - SFUMATE LE TRATTATIVE SUL CANALE “NOVE” E “TV8”, IL MAGNATE GRECO SI SAREBBE RASSEGNATO A PRENDERE IN “AFFITTO” DA DISCOVERY IL CANALE 52, VICINO ALLE ALTRE ALL NEWS, DOVE ORA C’È “DMAX” – IL PROBLEMA È IL COSTO DELL’OPERAZIONE: TRA RETE, TECNICI, GIORNALISTI E IL CONTRATTONE DI CHICCO, VERREBBE A COSTARE SUI 25 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, MENTRE I RICAVI PUBBLICITARI STIMATI SI FERMEREBBERO A 6. UN DEFICIT SOSTENIBILE? - KYRIAKOU CONFIDA NEL “BRAND” CNN, MA I BILANCI DELLE ALL NEWS ITALIANE NON È RASSICURANTE. SKYTG24 E TGCOM RESISTONO (CON PERDITE), RAINEWS DRENA MILIONI ALLA TV PUBBLICA PER COLPA DELLE MANCATE SINERGIE: OGNI TG HA I SUOI INVIATI E REDATTORI, CREANDO DOPPIONI INUTILI…