joe biden microchip

MICROCHIP, MACRO PROBLEMA - BIDEN CONVOCA LE IMPRESE PRODUTTRICI DEI SEMICONDUTTORI, DIVENTATI IMPROVVISAMENTE TROPPO POCHI: UNA CRISI CHE BLOCCA L’INDUSTRIA DELL’AUTO AMERICANA PROPRIO QUANDO CI SAREBBE BISOGNO DI RIPRESA ECONOMICA E RILANCIO DEI CONSUMI - TUTTA COLPA DEL LOCKDOWN CHE HA DIROTTATO QUESTI “MINUSCOLI CERVELLI” NELLA PRODUZIONE DI ELETTRODOMESTICI, MA SULLO SFONDO C’È SEMPRE LA GUERRA FREDDA COMMERCIALE TRA USA E CINA…

Federico Rampini per “la Repubblica

 

GENERAL MOTORS MICHIGAN

La General Motors è costretta a nuovi tagli di produzione, fermando temporaneamente alcune fabbriche da cui escono Suv con marchio Cadillac e Chevrolet. In un periodo di ripresa economica e di rilancio dei consumi, è un controsenso. Ma il problema che affligge Gm non è una domanda debole, è la penuria di semiconduttori.

 

Anche la Ford ha dovuto rallentare o fermare stabilimenti, e nel resto del mondo dalla Toyota alla Volkswagen molte grandi case automobilistiche soffrono di questa crisi.

 

GENERAL MOTORS FLINT

Sullo sfondo c'è il ruolo strategico di un settore industriale che ha catturato l'attenzione di Joe Biden: lunedì alla Casa Bianca sarà convocato un summit con tutti i chief executive dell'industria dei microchip, per affrontare l’emergenza.

 

E nell'ultima legge di bilancio che Biden ha annunciato - il piano d'investimenti decennale da 2.000 miliardi di dollari - 50 miliardi andrebbero a finanziare questo settore.

 

joe biden

Per avere un'idea del livello di attenzione che la Casa Bianca dedica alla scarsità dei semiconduttori, il summit di lunedì verrà seguito dal National security adviser Jake Sullivan e dalla segretaria al Commercio Gina Raimondo. La presenza del primo rivela il carattere strategico del problema, anche per la sicurezza nazionale.

 

La presenza della Raimondo ricorda che l'emergenza semiconduttori avviene sullo sfondo della guerra fredda tra Stati Uniti e Cina, il cui impatto ha già perturbato molte catene produttive globali.

 

La crisi che in questo momento colpisce l'automobile ha un'origine settoriale e specifica. Un anno fa con i lockdown e la recessione, le case automobilistiche tagliarono la produzione e quindi sospesero gli acquisti di semiconduttori, componenti essenziali in molte parti di una vettura.

 

problema microchip in america

Nel frattempo esplodevano i consumi di prodotti elettronici, legati a smartworking, videostreaming, insegnamento a distanza. L'industria dei microchip, abituata a lavorare secondo il principio del "just-in-time" e a minimizzare le giacenze di magazzino per controllare i costi, ha convertito la propria fornitura verso i clienti dell'elettronica. Quando è ripartita la produzione di auto, chi doveva fornire semiconduttori non ha potuto soddisfare la nuova domanda.

 

joe biden

Dietro il caso specifico però c'è l'importanza di un settore industriale che ha cambiato le sue mappe. Chip o semiconduttori sono i minuscoli cervelli o memorie che fanno funzionare computer, cellulari, e molti altri apparecchi.

 

Di fatto sono stati loro l'intelligenza artificiale prima che questo termine diventasse di moda. Danno il nome alla Silicon Valley, letteralmente, perché il silicio è un materiale usato per fabbricarli. Però da tempo la Silicon Valley ha perduto il primato mondiale in questa produzione.

 

microchip

Un tempo Intel era la regina mondiale, da anni ha dovuto cedere lo scettro a concorrenti asiatici, due in particolare: il gigante di Taiwan Semiconductor Manufacturing Company, e la Samsung sudcoreana. Queste due aziende hanno una posizione dominante soprattutto nei microchip più avanzati.

 

Quando i lockdown del 2020 hanno paralizzato o perturbato la logistica globale, è suonato un campanello d'allarme a Washington. Il Pentagono si è spaventato per l'eccessiva dipendenza dell'industria militare americana da semiconduttori fabbricati sulla sponda opposta del Pacifico, prima ancora che le strozzature produttive affliggessero settori dell'industria civile.

 

microchip

La pandemia ha rivelato la fragilità di catene logistiche globali troppo dilatate. Che accadrebbe - si sono chiesti i vertici militari americani - se la Cina dovesse bloccare le rotte navali che da Taiwan e dalla Corea del Sud riforniscono l'America di microchip?

 

Nel frattempo la Cina stessa si è allarmata, perché Donald Trump stava cominciando a imporre restrizioni sull'export di microchip made in Usa verso la grande rivale. Quasi in contemporanea sono partiti due piani paralleli, uno americano e l'altro cinese, per consentire una semi-autarchia o per lo meno un discreto livello di autosufficienza producendo semiconduttori in casa.

 

microchip usati per smartphone e auto

Per la Cina non è una novità, fare politica industriale sovvenzionando generosamente dei campioni nazionali per lanciarli verso una leadership mondiale. Per gli Stati Uniti fa notizia che Biden voglia "emulare la Cina" su questo terreno.

 

In realtà l'America ha delle tradizioni in materia di politica industriale, talvolta dissimulate attraverso le commesse militari. Inoltre fece politica industriale alla grande, quando dovette affrontare la sfida giapponese negli anni Ottanta e Novanta. Ora si riparte in quella direzione.

 

joe biden

Gli esperti ammoniscono però che ricostruire una supremazia americana nei semiconduttori richiederà molto tempo. E non è detto che sia solo una questione di capitali investiti, perché Intel ha perso quota rispetto ai taiwanesi e ai sudcoreani pur investendo di più nella ricerca. Comunque Intel ha già assecondato le direttive di Biden aprendo due nuove fabbriche in Arizona, un investimento da 20 miliardi.

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...