enzo moavero milanesi

MOAVERO FATTO A MAGLIE – ZITTO SUL VENEZUELA, UN SACCO DEVOTO ALLA MERKEL, AMBIGUO SUGLI AYATOLLAH, VISCIDO SUI PERICOLI DELL’ACCORDO CON LA CINA, INESISTENTE PIÙ O MENO SU TUTTO IL RESTO. UNA CREDE CHE BASTI QUESTO PER AVERE IN GRAN DISPETTO ENZO MOAVERO MILANESI, FINCHÉ NON PASSA VENTIQUATTR’ORE A BRUXELLES, DOVE CON SGOMENTO ASSISTONO ALLO SGOMITARE DEL NOSTRO NELLA SPERANZA DI DIVENTARE COMMISSARIO EUROPEO…

Maria Giovanna Maglie per Dagospia

 

moavero

Zitto sul Venezuela, entusiasta dell'accordo ONU che ci avrebbe fregato sui barconi, un sacco devoto alla Merkel, ambiguo sugli ayatollah, viscido sui pericoli dell' accordo con la Cina, inesistente più o meno su tutto il resto.

 

Una crede che basti questo per avere in gran dispetto Enzo Moavero Milanesi, ministro degli Esteri per mancanza di prove contrarie, finché non passa ventiquattr’ore a Bruxelles, dove con sgomento assistono all' attuale sgomitare del nostro nella speranza di diventare Commissario Europeo, lui che qui tutti chiamano "le ministre étranger aux affairs", in un gioco di parole decisamente sapido tra gli esteri e l'estraneità al ruolo che dovrebbe svolgere dalla Farnesina.

 

Se l'attivismo, la voglia de lavorà, come si dice a Roma, non gli vengono riconosciute negli ambienti europei, diverso è per l'ambizione a ricoprire posti di potere, da quando era giovane funzionario alla Commissione Europea, all'attività seguente nei gabinetti di due Commissari italiani, Filippo Maria Pandolfi e Mario Monti.

 

enzo moavero milanesi

Come capo di gabinetto ha potuto curare al meglio la sua carriera, avanzare nei più alti gradi della gerarchia, creando una vasta rete di influenze, italiane e comunitarie, fino ad essere nominato Segretario generale aggiunto della Commissione.  Il Segretariato generale è un centro di potere e quando Moavero ci arrivò, il tedesco destinato all'epoca ad esserne il direttore generale, pubblicamente ebbe a dire: « Moavero al Segretariato generale  è come mettere un alcolista in una stanza piena di bottiglie di vino… »

 

enzo moavero milanesi, paolo savona

Infatti nel 2006 riesce a farsi nominare giudice al Tribunale europeo,  soffiando all'ultimo momento il posto dato per acquisito, e meritato, al  Professor Roberto Adam. Ma il bello comincia nel 2011, quando il nostro abbandona in fretta e furia il Tribunale per diventare Ministro degli affari europei nel governo Monti. Forte del rapporto con il nuovo Premier pose come condizione che il Dipartimento affari europei diventasse un ministero, perché  non gli bastava essere un semplice sottosegretario. Rimase anche nel breve periodo di Enrico Letta, ma quando arrivò Matteo Renzi,  che pure gli propose di restare con lui, ma come semplice sottosegretario, poiché il ministero era di nuovo down-graded a Dipartimento, rifiutò, e a quel posto andò Sandro Gozi.

 

CONTE SALVINI DI MAIO MOAVERO MATTARELLA

Nel Tribunale, che aveva lasciato per la carriera politica, Moavero mantiene, o tenta di farlo, una longa manus, imponendo per uno stage di sei mesi il figlio Guido che intanto terminava gli studi all'Università del Lussemburgo. Non soddisfatto, pretende il ragazzo venga appoggiato pesantemente per un altro stage remunerato nel più importante studio legale del Lussemburgo, Arendt &.Medernach. Infine chiede  l'assunzione  per il figlio presso il Tribunale come referendario, e qui trova un rifiuto, perché il ragazzo non è all'altezza del ruolo, e perché il numero previsto di referendari è già al completo.

ENZO MOAVERO MILANESI NANCY PELOSI

 

Moavero insiste molto, minaccia ritorsioni e vendette, che poi puntualmente, appena tornato ministro, e che ministro, niente meno che degli Esteri, niente meno che direttamente dal Colle, compirà.

 

MARIO MONTI E ENZO MOAVERO

Nel mirino ha messo il giudice che gli ha detto di no al posto per il figlio, e il cui incarico e' alla prima scadenza. Pur non essendo un diritto, l’Italia ha sempre rinnovato almeno una volta il mandato dei giudici uscenti che ne avessero manifestato il desiderio, ciò che il giudice puntualmente  ha fatto a metà luglio 2018,un anno prima della scadenza del mandato il 31 agosto 2019. Nessuna risposta. perché nel frattempo Moavero si oppone con forza e personalmente, spiegando che è necessario far ruotare quei posti al fine di attribuirlì a Giuristi pienamente italiani provenienti dall'ordinamento giuridico italiano, una regola che se fosse stata applicata a lui, lo avrebbe escluso definitivamente dal diventare anni prima giudice.

enzo moavero milanesi 2

 

 Al malcapitato reo di non avergli impiegato il figlio, non solo non da'  udienza, gli ha proprio tolto il saluto.  Finché, metà settembre 2018, si scopre che è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale un concorso per coprire i posti di giudice al Tribunale dell’Unione, con tanto di «Commissione istruttoria », composta dal Presidente del Consiglio di Stato, dall’Avvocato generale dello Stato, dal Procuratore generale della Cassazione e da un paio di professori universitari, che ha il compito di presentare una short-list di almeno sei candidati. La commissione lavora  nel segreto totale.

MOAVERO CONTE TRIA

 

A metà gennaio 2019, un giornale lussemburghese pubblica un'intervista del giudice inviso a Moavero, che non si è voluto riconfermare, Guido Berardis, che nel frattempo si è fiduciosamente ricandidato, Ma chi ha capito di non avere speranze e dunque rivela le malefatte del ministro indicando anche  ( a urne chiuse )  i nomi di coloro che sarebbero stati nominati.

 

Moavero

Segue sdegnato comunicato della Farnesina all’ANSA, che afferma che  la sola cosa vera nella vicenda e' che il governo ha deciso di cambiare la procedura e che quel signore  non ha nulla da lamentarsi, dal momento che e' lui stesso candidato e la procedura  ancora in corso.

 

Il 30 aprile filtrano i due nomi, anche qui senza uno straccio di comunicato, come pur sarebbe stato normale in cotanta procedura:  uno dei due e' amico fraterno di Giuseppe Conte,e  Berardis e' stato escluso senza  nessuna spiegazione  delle scelte fatte e del perché i giudici uscenti siano stati ignorati.

VINCENZO MOAVERO MILANESI CON IL GENERALE KHALIFA HAFTAR

 

A Bruxelles e Lussemburgo spiegano che il giudice fatto brutalmente fuori è considerato tra i migliori, se non il migliore giudice del Tribunale, che è tuttora Presidente di Sezione ormai da due mandati triennali consecutivi e  avrebbe avuto possibilità estremamente concrete di accedere alla Presidenza. Che importa, la vendetta è servita insieme a un bel gesto di nepotismo e a un altro di tafazzismo, che all'Italia vengono attribuiti spesso.

moavero salvini

 

Attualmente, quello che a Bruxelles chiamano «le Ministre étranger aux affaires » passa il  tempo  a sostenere la sua candidatura a Commissario, squadernando competenze e relazioni che non in pochi considerano molto sovrastimate.  Funzionari italiani di vecchia data, che hanno visto passare di tutto tra Bruxelles Strasburgo e Lussemburgo sì domandano a che cosa servirebbe un Commissario così  poco preoccupato dell'interesse del suo Paese e così tanto del proprio.

 

moavero salvini

Una persona che potrebbe beneficiarne è suo figlio , ma nel frattempo Moavero  ha esercitato le abituali pressioni su un direttore italiano della Commissione UE, e ora il suddetto rampollo beneficia di un contratto di « agente contrattuale » presso la Commissione. Abbiamo un problema in meno.

andrea riccardi e enzo moavero milanesienzo moavero milanesi

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…