jeremy corbyn boris johnson

IN UN MONDO DI CORBYN, JOHNSON È UN RE – SECONDO “YOUGOV” BORIS STRAVINCERÀ LE ELEZIONI DEL 12 DICEMBRE: I CONSERVATORI DOVREBBERO PORTARE A CASA UNA MAGGIORANZA DI 68 SEGGI, LA PIÙ AMPIA DAI TEMPI DELLA THATCHER – TUTTO MERITO DI “JEREMY IL ROSSO”, CHE TRA SOCIALISMO E ANTISEMITISMO FA SCAPPARE GLI ELETTORI, E DI FARAGE, CHE HA PERMESSO AI TORY DI INTESTARSI LA BATTAGLIA PER LA CHIUSURA DELLA BREXIT – VIDEO MEME: “BORIA” CANTA “I FOUGHT THE LAW” DEI CLASH

 

 

 

1 – IL SONDAGGIO CHE PROIETTA BORIS VERSO UNA VITTORIA STILE THATCHER

Luigi Ippolito per il “Corriere della Sera”

 

boris johnson leccato dal acne

Due anni fa erano stati gli unici ad azzeccare il risultato: quando tutti davano per scontato un trionfo di Theresa May, loro avevano previsto un Parlamento senza maggioranza. Adesso ci riprovano: e a due settimane dal voto in Gran Bretagna, il pronostico dei sondaggisti di YouGov è di una vittoria schiacciante per Boris Johnson.

 

Detto in numeri, la sera del 12 dicembre i conservatori dovrebbero portare a casa ben 359 seggi contro i 211 dei laburisti, mentre i nazionalisti scozzesi ne otterrebbero 43 e i liberal-democratici si fermerebbero a soli 13. Questo vuol dire che Boris potrebbe contare in Parlamento su una solida maggioranza di 68 seggi.

boris johnson e theresa may

 

Un risultato che spianerebbe immediatamente la strada a una Brexit spedita e ordinata. La Camera dei Comuni verrebbe convocata per lunedì 16, giovedì 19 ci sarebbe un nuovo discorso della regina per enunciare il programma del governo e sabato 21 una seduta straordinaria per approvare in via definitiva l' accordo di divorzio dalla Ue, negoziato a ottobre con Bruxelles. A quel punto, Londra uscirebbe dall' Unione il 31 gennaio, come programmato.

DOMINIC CUMMINGS BORIS JOHNSON

 

È un esito elettorale che probabilmente va bene anche all' Europa, perché darebbe certezza e stabilità al processo di separazione, trascinatosi ormai per due anni e mezzo fra l' esasperazione di tutti.

 

Una sconfitta di Johnson (e in questo caso qualsiasi risultato che non sia la maggioranza assoluta è una sconfitta) aprirebbe scenari imprevedibili: magari un governo di minoranza laburista impegnato a rinegoziare gli accordi e a indire un secondo referendum, che significherebbe un ulteriore periodo di incertezza accompagnato da forti oscillazioni sui mercati finanziari e valutari.

JEREMY CORBYN CON LA KEFIAH

Certo, i sondaggi vanno presi sempre con cautela: mancano due settimane al voto e il vento potrebbe cambiare. I più prudenti sono proprio i conservatori: «I margini sono molto più ridotti di quel che sembra è c' è una possibilità molto concreta di un Parlamento senza maggioranza», ha scritto sul suo blog Dominic Cummings, lo «stregone» eminenza grigia di Boris.

 

Margaret Thatcher

Il governo vuole evitare di cantar vittoria troppo presto, ma la tendenza è chiara: Boris è riuscito a fare il pieno di elettori pro-Brexit, riassorbendo del tutto i voti di Nigel Farage (il cui partito è praticamente scomparso). Ma soprattutto i conservatori stanno sfondando la cosiddetta «muraglia rossa» dei seggi operai del centro e nord Inghilterra, tradizionalmente laburisti ma antieuropei. Si profila un trionfo secondo solo a Margaret Thatcher.

 

2 – GAFFES, ACCUSE DI ANTISEMITISMO E DEBOLEZZA COSÌ CORBYN FA VOLARE LA BREXIT DI JOHNSON

Estratto dell’articolo di Bill Emmott per “la Stampa”*

*traduzione di Carla Reschia

 

boris johnson visita un ospedale di watford

(..) Il vantaggio di Johnson è la conseguenza di due opzioni vincenti correlate: in primo luogo, ha offerto agli elettori una proposta semplice e chiara («Realizziamo la Brexit»), mentre i suoi principali avversari sono apparsi ambigui o incomprensibili; in secondo luogo, Jeremy Corbyn, il leader laburista che alle elezioni del 2017 aveva impressionato tutti con la sua popolarità tra i giovani elettori, ora appare debole e indeciso. Magari Johnson non è così popolare, ma Corbyn piace ancora meno.

CORBYN POSA UNA CORONA DI FIORI VICINO ALLE TOMBE DEGLI IDEATORI DELLA STRAGE DI MONACO

 

Peggio ancora, Corbyn ha perso la sua precedente reputazione di idealismo e sincerità gestendo male una serie di scandali sul tema dell' antisemitismo all' interno del suo partito. Nel frattempo, la nuova leader pro-Ue del terzo partito, minoritario, i liberaldemocratici, Jo Swinson, è tuttora in gran parte sconosciuta alla maggior parte degli elettori. E l' estremista pro-Brexit, Nigel Farage, ha lasciato che Johnson si appropriasse del suo ascendente.

farage

 

Il voto pro-Ue è diviso, mentre il voto pro-Brexit è stato monopolizzato da Johnson. Che, grazie alla paura nei confronti di Corbyn, sembra persino attirare molti elettori conservatori pro-Ue. Mancano due settimane al voto, quindi le cose possono cambiare. Ma lo slancio che sta dietro ai conservatori di Johnson sembra così forte, che vale la pena pensare in anticipo a cosa significherebbe per lui una vittoria.

 

BORIS JOHNSON

(…) È paradossale: i sondaggi d' opinione mostrano una stabile maggioranza in favore della permanenza nella Ue, ma danno ai Conservatori un grande vantaggio elettorale. Eppure, oltre alle debolezze di Corbyn, un altro fattore può spiegare la discrepanza: troppo pochi britannici hanno davvero a cuore la Ue. Se il Regno Unito lascerà ufficialmente l' Unione il 31 gennaio, il motivo sarà l' indifferenza, più che l' ostilità.

BORIS JOHNSON boris johnson chiede elezioni anticipatejeremy corbyn in piazza contro boris johnson

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