epifani

IL MONDO DEL SINDACATO E DELLA POLITICA PIANGE GUGLIELMO EPIFANI - L’EX LEADER DELLA CGIL SE NE VA A 71 ANNI. NEL 2013 DOPO LE DIMISSIONI DI BERSANI E’ STATO PER QUALCHE MESE SEGRETARIO DEL PD – “PRIMA DI ISCRIVERMI AL PSI, MI CONSIGLIAI CON IL MIO SACERDOTE. PER FORTUNA NON HO SEGUITO IL SUO CONSIGLIO – LO SCONTRO CON GIANNI LETTA, IL NO QUANDO GLI CHIESERO DI FARE L’AD IN RIZZOLI E LA LITE CON IL MINISTRO DELL’ECONOMIA PADOA-SCHIOPPA SULLA RIFORMA DELLE PENSIONI – IL BOTTA E RISPOSTA CON BERLUSCONI: “CARISSIMO EPIFANI, FINALMENTE TRA SOCIALISTI CI INTENDEREMO!”. LA REPLICA “SOCIALISTA SÌ, MA INTERISTA!”

Da lastampa.it

 

guglielmo epifani

All’età di 71 anni è morto Guglielmo Epifani. Laurea in filosofia su Anna Kuliscioff, una delle grandi figure del socialismo italiano, Epifani era un romano classe 1950, con l'infanzia caratterizzata dall'impegno nel volontariato per i quartieri di periferia, una grande attenzione al sociale che porta sempre con sé.

 

«Lascio con la speranza che le cose possano cambiare»: era il 16 ottobre 2010, in Piazza San Giovanni a Roma. Il comizio a una manifestazione delle tute blu della Fiom è stato l'ultimo da leader della Cgil per Guglielmo Epifani che ha guidato dal 2002 al 2010. In realtà resta nell'ambiente sindacale, come presidente dell'associazione Bruno Trentin, ma pian piano riscopre la tentazione per la politica alla quale prima non aveva mai ceduto. Un riformista, socialista.

 

Epifani con il declino del Psi si iscrive ai Ds, dove Walter Veltroni gli offrì un ruolo nella macchina organizzativa del partito per sua esperienza nell'organizzazione del sindacato di Corso Italia. Dove preferì restare. Così come più volte ha rifiutato offerte di candidatura, dalle amministrative all'europarlamento, a quella per la corsa alla poltrona di sindaco di Napoli.

 

 

guglielmo epifani

Epifani arriva alla politica dopo una vita dedicata alla Cgil, da segretario generale aggiunto dei poligrafici e cartai fino a diventarne il leader, segretario generale dopo Sergio Cofferati di cui era stato il vice dal 1994 al 2002. Chi lo conosce bene, coglie l'essenza che più caratterizza Guglielmo Epifani in una grande propensione alla mediazione: una persona ''che non divide'', ma sa ricucire, riavvicinare, tenere insieme. Dote che lo ha distinto alla guida del primo sindacato italiano, e che è stata fondamentale per il ruolo di traghettatore del Pd verso la stagione congressuale che ha guidato dall'11 maggio 2013 al 15 dicembre 2013.

 

GUGLIEMO EPIFANI

LA STORIA RACCONTATA DA GIORGIO DELL’ARTI - Da cinquantamila.it

 

Roma 24 marzo 1950. Sindacalista. Politico. Deputato. Segretario del Pd dall’11 maggio 2013 al 15 dicembre 2013. Ex segretario generale della Cgil (dal 2002 al 2010). «Prima di iscrivermi al Psi, mi consigliai con il mio sacerdote. Per fortuna non ho seguito il suo consiglio».

 

guglielmo epifani

• Vita Figlio di Giuseppe, funzionario di un ente previdenziale, primo sindaco di Cannara (sotto Assisi) nel dopoguerra: «Si era laureato in francese, casa nostra era piena di libri francesi, io ho cominciato a leggere da quelli. Aveva combattuto a Rodi. Un giorno andò a trovare certi parenti nel Salernitano e rimase lì tre mesi, bloccato dall’8 settembre con l’Italia divisa in due. Così conobbe mia madre Filomena, a Montecorvino, e dopo la guerra si sposarono».

 

• A tre anni si trasferisce con la famiglia a Milano, torna a Roma per frequentare il liceo classico Orazio poi la laurea in Filosofia con una tesi su Anna Kuliscioff. «Facevo il ricercatore. Poi Piero Boni, che era l’aggiunto di Lama, mi chiese di raccogliere gli scritti di Bruno Buozzi. Pubblicammo un libro, mi proposero di occuparmi della casa editrice del sindacato. A 27 anni scelsi il sindacato di cui mi ero, se si può dire, innamorato. In quegli anni l’università tra l’altro era un disastro: alle lezioni di De Felice andavano in venti».

• Primo incarico politico nel 1979, segretario generale aggiunto dei poligrafici, nell’83 ne diviene segretario generale. Dal 1991 nella segreteria confederale (chiamato da Bruno Trentin), l’anno successivo è eletto segretario generale aggiunto della Cgil (al posto di Ottaviano Del Turco). Nel 1994 diventa vicesegretario.

epifani

 

• «Ci tiene a dire che nel Psi stava “con Antonio Giolitti” e “quando Craxi vinse, noi che eravamo vicini agli intellettuali di Mondoperaio perdemmo”. Ma qualche tempo dopo, a metà degli anni Ottanta, era difficile essere socialisti di prima linea senza essere craxiani. Nell’84, quando Bettino Craxi strappa con il famoso decreto di San Valentino (taglio di tre punti della scala mobile – ndr), la Cgil si spacca: il segretario comunista Lama da una parte, l’aggiunto socialista Del Turco dall’altra. Ricorda Giuliano Cazzola, allora in segreteria: “Dopo la rottura con i comunisti, Del Turco iniziò a ricucire con Lama per salvare la baracca della Cgil e in quella occasione Epifani fece una moderata fronda, in sintonia con chi nel Psi voleva che la rottura in Cgil si acuisse”. Racconta Del Turco: “Allora venne attribuita ad Epifani la tentazione di un rapporto privilegiato con Craxi per poter acquisire meriti in vista della mia successione, ma considero questa illazione priva di fondamento”.

catherine colonna guglielmo epifani

 

Epifani continua la sua ascesa in Cgil, guida il sindacato poligrafici, “l’aristocrazia operaia dei tipografi”, ed è durante questa esperienza in prima linea che sfoggia le sue virtù più apprezzate: equilibrio, capacità di mediazione. Paradossalmente smarrisce la proverbiale calma con un personaggio felpato come Gianni Letta: “Lui era amministratore delegato e insieme direttore del Tempo. Chiesi che si dimettesse, avevo dietro la delegazione operaia che faceva il tifo...”. In quegli anni Epifani fa bene, piace, al punto che gli arriva una proposta importante: gli chiedono di fare l’amministratore delegato in Rizzoli e lui dice “no”, perché “il primo valore di chi fa sindacato, è l’autonomia”. Lo stile Epifani piace, tanto è vero che quando il Psi si liquefa e lui si iscrive ai Ds (“un approdo naturale”), D’Alema gli propone di diventare responsabile dell’Organizzazione. Lui resta in Cgil e, dopo otto anni da vice, ne diventa il capo» (La Stampa).

 

• Dal 1994 al 2002 è vicesegretario di Sergio Cofferati. Nel settembre 2002 eletto Segretario generale. Riconfermato nel marzo 2006.

guglielmo epifani

• «Nell’autunno del 2002 sull’uscio del suo studio a palazzo Chigi Silvio Berlusconi andò incontro al nuovo segretario della Cgil, protese la mano destra e disse: “Carissimo Epifani, finalmente tra socialisti ci intenderemo!”. Ed Epifani, sempre col sorriso sulle labbra: “Socialista sì, ma interista!”» (Fabio Martini) [Sta 11/5/2013].

 

• Implacabile avversario di Berlusconi, fu ovviamente più morbido con Prodi. Ma si scontrò con il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa sulla riforma delle pensioni: «Se si pensa di affrontare il tema della previdenza con la calcolatrice in mano non va bene». Poi ipercritico sul Partito democratico nell’ultimo congresso dei Ds (aprile 2007 a Firenze), accusò il governo Prodi di «malessere sociale e calo dei consensi». Non votò alle primarie. Assieme ai segretari di Cisl e Uil nel dicembre 2007 si oppose alla trattativa con Air France per la vendita di Alitalia. Nel settembre 2008, sollecitato da Veltroni, impedì al segretario confederale della Cgil Trasporti, Fabrizio Solari, di firmare l’accordo con Cai (vedi BERLUSCONI Silvio). Salvo ricredersi dopo pochi giorni, quando risultò chiaro che il fallimento di Alitalia sarebbe stato imputato soprattutto al sindacato e al Pd. È stato protagonista di frequenti contrasti con la Fiom, il sindacato dei metalmeccanici, per tradizione la categoria più a sinistra. Giorgio Cremaschi (segreteria Fiom) creò anche una corrente per fare opposizione nella confederazione alla sua linea, ritenuta moderata. Alla Conferenza di organizzazione del 1 giugno 2008 la linea di Epifani ottenne una maggioranza dell’80% sul documento conclusivo. L’opposizione, guidata da Gianni Rinaldini (Fiom), si astenne attestandosi intorno 17%. L’ala radicale di Giorgio Cremaschi (Rete 28 aprile) votò contro, raccogliendo poco più del 2%.

guglielmo epifani

 

• Il suo ultimo discorso da segretario della Cgil lo ha pronunciato il 16 ottobre 2010, in Piazza San Giovanni, a Roma, in occasione della manifestazione della Fiom. Dopo l’addio alla guida della Cgil è stato nominato presidente dell’associazione Bruno Trentin.

• Eletto alla Camera con il Pd alle elezioni del febbraio 2013, è stato nominato presidente della commissione Attività produttive alla Camera per poi essere scelto come traghettatore del partito dopo le dimissioni di Pier Luigi Bersani e fino al congresso dell’ottobre 2013. Eletto segretario l’11 maggio con 458 sì, l’85,8% dei voti validi dell’Assemblea nazionale contro 59 schede nulle e 76 bianche. Solo 534 i voti validi e 593 i votanti, a un soffio dal numero legale rispetto ai mille aventi diritto.

 

aurelio regina guglielmo epifani

Critica «Una leadership sindacale che Giuliano Cazzola dipinge così: “Per otto anni la sua Cgil è stata ostile ai governi di centrodestra e ha traccheggiato con quelli di centrodestra. Da leader sindacale non ha mai preso una decisione difficile; figuriamoci se lo farà ora da pensionato”. In realtà, quando ha preso la guida della Cgil, Epifani è passato alla storia come un decisionista. Un ministro del governo Prodi ricorda una sequenza memorabile. Era il 2007, a palazzo Chigi, era in corso una serrata trattativa sul Welfare, gli altri sindacati erano d’accordo e “ad un certo punto Epifani si alzò, disse che non era d’accordo, se ne andò e per una intera notte, nessuno seppe più nulla, poi l’indomani la Cgil aderì all’accordo ma con una lettera”» (Fabio Martini) [Sta 11/5/2013].

• «Grande calcolatore, attento a non sbagliare. Riflessivo. Poco coraggioso, secondo i suoi detrattori» (Roberto Mania) [Rep 11/5/2013].

Guglielmo Epifani Claudio Di Berardino

 

• «Da alcuni gli viene rimproverato di indulgere nelle relazioni. Quand’era capo dei poligrafici in cui confluirono poi anche i televisivi, fece in tempo a incrociare Berlusconi e subire – dicono i testimoni – il fascino del tychoon editoriale. In generale concorre a questo pregiudizio relazionale, una natura personale educata e socialmente disponibile. Chi lo conosce bene concorda su una riflessione sul suo futuro: come segretario del Pd, potrebbe essere che in lui prevalga la natura notarile e gli riuscirà naturale la mediazione. Oppure potrebbe accadere che a 63 anni sia tentato dalla prospettiva di giocare in prima persona». (Marco Ferrante) [Mess 12/5/2013].

• È sposato con Giusi De Luca, medico (dirigente di secondo livello dell’INAIL), conosciuta sui banchi del liceo. Non ha figli, è molto legato a quelli del fratello.

 

Lorenzo Guerini e Guglielmo Epifani

• Soprannomi: “l’Harrison Ford del sindacato”. Da ragazzo “il giovane Wherter”.

• Religione «La fede se n’è andata nel passaggio tra il liceo e l’università. Del resto la scelta di iscrivermi alla facoltà di Filosofia era già il segno di una ricerca diversa. Oggi mi definisco agnostico, senza la visione del soprannaturale».

• Tifo Interista. «Il tifoso interista è il più simpatico che c’è al mondo, perché è insieme sognatore e deluso, un po’ come succede nella vita. Si resta delusi ogni volta, e ogni volta si torna a sperare».

• Vizi «Ama la musica classica (la sua opera preferita è Turandot), ascolta anche jazz e suona musica leggera. Malgrado inizi la giornata sfogliando un giornale sportivo, la vera passione di Epifani sono i libri di saggistica, la poesia (ama molto Mario Luzi), la pittura (ha la casa tappezzata di quadri di Ennio Calabria) e la Francia» (Agostino Gramigna e Vittorio Zincone).

Guglielmo Epifani e moglie Guglielmo Epifani

• Poesia preferita: La morte dei poveri (Baudelaire, I fiori del male).

• Suona la chitarra.

Guglielmo Epifani Guglielmo Epifani Guglielmo Epifani

• Ha una casa a Parigi.

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