mario draghi francesco starace vladimir putin

MOSCA CIECA - LA VIDEOCONFERENZA TRA PUTIN E LE IMPRESE ITALIANE ERA STATA ORGANIZZATA DA UN MESE E MEZZO, PRIMA DELL’INTENSIFICARSI DELLA CRISI UCRAINA. L’INTENZIONE ERA REPLICARE IL MODELLO FRANCESE E TEDESCO NEI RAPPORTI ECONOMICI CON LA RUSSIA. PERCHÉ L’UE QUANDO SONO BERLINO E PARIGI A PARLARE CON IL PRESIDENTE RUSSO NON INTERVIENE COME HA FATTO IERI CON NOI? - IL GOVERNO AVEVA CHIESTO ALLE PARTECIPATE DI NON PRESENTARSI. DESCALZI HA ACCOLTO L’INVITO. FRANCESCO STARACE DI ENEL (FRATELLO DI GIORGIO, AMBASCIATORE IN RUSSIA), HA FATTO SPALLUCCE…

 

MARIO DRAGHI E VLADIMIR PUTIN

1 - ALTA TENSIONE TRA STARACE E GOVERNO – DRAGHI AVEVA INVITATO LE AZIENDE PARTECIPATE DI NON INTERVENIRE ALL'INCONTRO-ZOOM CON PUTIN, IN QUANTO "INOPPORTUNO" VISTO LA STATO DI ALTA TENSIONE RUSSIA-UCRAINA - IL CEO DELL'ENI, CLAUDIO DESCALZI, HA ACCOLTO L'INVITO. VICEVERSA IL CEO DELL'ENEL, FRANCESCO STARACE HA FATTO SPALLUCCE: ''DECIDO IO" E POI "HO DATO LA MIA PAROLA E DEVO PENSARE AGLI INTERESSI DELLA MIA AZIENDA" - QUESTO ENNESIMO SCREZIO TRA STARACE E IL GOVERNO VA AD AGGIUNGERSI A QUELLO CON IL MINISTRO CINGOLANI SUL FUTURO ENERGETICO DEL PAESE...

DENIS MANTUROV LUIGI DI MAIO

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/alta-tensione-starace-governo-ndash-draghi-aveva-invitato-aziende-297589.htm

 

2 - ITALIA-RUSSIA

Gianluca Paolucci per "La Stampa"

 

La videoconferenza di ieri tra Putin e i vertici delle imprese italiane è stata decisa lo scorso 6 dicembre, nel corso dell'incontro tra il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il ministro russo dell'Industria, Denis Manturov.

 

FRANCESCO STARACE

Uno dei due organismi che ne ha curato l'organizzazione - il Comitato imprenditoriale italo-russo, Ciir - è un organismo bilaterale strettamente legato ai due governi: l'attuale composizione è stata stabilita da un decreto ministeriale del 21 settembre 2020, firmato dallo stesso Di Maio, che fissa gli ambiti e le modalità operative.

 

L'articolo tre del decreto stabilisce che «per l'attività organizzativa e lo svolgimento degli eventi il co-presidente potrà avvalersi della collaborazione dell'Ambasciata d'Italia in Russia, di Agenzia Ice, di Confindustria e della Camera di commercio italo-russa».

 

VLADIMIR PUTIN IN COLLEGAMENTO CON GLI IMPRENDITORI ITALIANI

L'intenzione, spiegano le fonti interpellate, era quella di replicare il modello di Francia e Germania nei rapporti economici con la Russia. Non a caso un incontro analogo si era tenuto in primavera - quando la tensione sull'Ucraina era sensibilmente più bassa - con le imprese francesi.

 

E il prossimo 3 febbraio è previsto con i partner tedeschi. Martedì, fonti diplomatiche citate dall'Adn Kronos hanno definito l'appuntamento una «iniziativa solamente privata». Non è stato possibile avere su questo un commento della Farnesina.

 

GIORGIO STARACE

Abbastanza per far fare un salto ulteriore a questa storia, tanto più che ieri da Bruxelles si sottolineava come l'incontro fosse «inopportuno», mentre il Dipartimento di Stato Usa sottolineava a La Stampa che «gli Stati Uniti sono ampiamente impegnati nella diplomazia con i loro alleati e partner, compresa l'Italia, insieme nel fronteggiare l'aggressione russa all'Ucraina».

 

E la Bce avvisava le istituzioni finanziarie europee di «prepararsi» all'arrivo di sanzioni contro Mosca. L'imbarazzo della vigilia è culminato nell'intervento di Palazzo Chigi che ha chiesto alle partecipate pubbliche di non presentarsi all'appuntamento. Una «moral suasion» che ha prodotto effetti solo a metà (Eni e Saipem non hanno partecipato, Francesco Starace di Enel sì).

 

Lasciando le imprese private tra l'incudine di una tempistica quantomeno infelice per la crisi ucraina e il martello di un ritiro all'ultimo momento non giustificato da una richiesta esplicita di Roma.

 

claudio descalzi 3

Così ieri mattina, in due alberghi del centro di Milano e Roma, si sono trovati i vertici di 16 imprese italiane: Pirelli, Unicredit, Barilla, Cremonini, Danieli, Coeclerici, Generali, Intesa Sanpaolo, Maire Technimont le principali. Più i rappresentanti di Confindustria Russia, Gim Unimpresa e Camera di Commercio italo-russa.

 

Della delegazione russa facevano parte i ministri di industria, sviluppo economico, finanze, salute, agricoltura, trasporti ed energia oltre a Igor Sechin, potentissimo numero uno di Rosneft, Kirill Dmitiev del fondo statale Rfdi e Dmitry Konov, numero uno di Sibur e co-presidente con Tronchetti del Ciir.

antonio fallico

 

Nella sua introduzione - trasmessa in streaming e ampiamente diffusa tra i media legati al Cremlino - Vladimir Putin ha sottolineato l'importanza dei rapporti economici bilaterali e il ruolo della Russia come partner «affidabile» per le forniture di gas che garantisce «prezzi più bassi» per le imprese italiane. Tra le domande, iniziate dopo la fine del collegamento pubblico, secondo quanto ricostruito, nessun riferimento alle tensioni internazionali e alla crisi ucraina, né alla minaccia di nuove sanzioni Usa e Ue contro Mosca.

 

GIORGIO STARACE

L'unico accenno, una domanda sulla opportunità di investire adesso in Russia tenuto conto dell'attuale «contesto politico», è stato liquidato sbrigativamente da Putin: «Del contesto non ci interessa , siamo qui per parlare di affari». Starace, l'unico dei manager pubblici rimasto dopo la defezione all'ultimo momento di Eni e Saipem (mentre Snam aveva già comunicato l'impossibilità a partecipare prima dello scoppio del caso) ha chiesto obiettivi più ambiziosi alla Russia sulla decarbonizzazione.

 

 Fornendo un assist a Putin, che ha replicato attaccando l'Ue, spiegando che il modello russo prevede una gestione ragionata della transizione ecologica mentre Bruxelles «pagherà le conseguenze» di scelte politiche errate sull'argomento. La videoconferenza è terminata dopo le 14. L'imbarazzo di molti, dentro e fuori i palazzi della politica, no.

IL MONUMENTO FALLICO DI KEMPTEN antonio fallico sergei lavrov

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…