salvini putin trump

MOSCA AL NASO – PERCHE' ARRIVA PROPRIO ORA L’AUDIO DI “BUZZFEED” SUI PRESUNTI FINANZIAMENTI RUSSI ALLA LEGA? C’ENTRANO QUALCOSA IL VIAGGIO DI SALVINI A WASHINGTON E LA VISITA DI PUTIN A ROMA? – LE ANALOGIE CON IL CASO STRACHE E DI MAIO CHE GONGOLA – SIAMO SICURI CHE GLI INTERLOCUTORI DI SAVOINI FOSSERO EMISSARI DEL CREMLINO, E CHE LUI SAPESSE CHI AVEVA DI FRONTE? - IL TRUCE, VASO DI COCCIO TRA PUTIN E TRUMP...

 

 

 

1 - LE (STRANE) ANALOGIE CON IL CASO STRACHE E IL PESO DEL DUELLO MOSCA-WASHINGTON

Francesco Verderami per il “Corriere della Sera”

 

MATTEO SALVINI E VLADIMIR PUTIN

Saranno solo coincidenze, ma «l' affaire Metropol» si apre proprio nel momento in cui si chiude la finestra elettorale e a poche settimane dal viaggio di Salvini negli Stati Uniti, seguito dalla visita di Putin a Roma. Si vedrà se dietro il colloquio a Mosca di un rappresentante leghista con personaggi russi si nasconde davvero un finanziamento a favore del Carroccio, come sostiene il sito Buzzfeed , nonostante la smentita di Salvini.

TRUMP SALVINI

 

 

 

 

 

Il punto è che queste «coincidenze» sono state sottolineate da quanti - nei circoli europei come nelle ambasciate a Roma - seguono le mosse del ministro dell' Interno nel grande risiko dei rapporti internazionali.

 

SALVINI E MIKE POMPEO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All' indomani degli incontri a Washington di Salvini con i vertici dell' amministrazione americana, l' attenzione era concentrata sulla reazione che sarebbe giunta dal Cremlino. E l' intervista di Putin al Corriere non aveva lasciato loro alcun dubbio: «Salvini ha un atteggiamento caloroso verso il nostro Paese.

 

matteo salvini con vladimir putin

Ci siamo incontrati nel 2014 e da allora si mantengono costanti contatti tra la Lega e Russia Unita, partiti che collaborano nell' ambito di un accordo di cooperazione».

Sono parole che tendono a rappresentare non solo un quadro consolidato di relazioni, ma anche una sorta di «scelta di campo» operata a suo tempo dal vicepremier italiano.

Fonti qualificate raccontano che la visita del presidente russo a Roma non sia andata secondo le aspettative dei padroni di casa.

 

VLADIMIR PUTIN E GIANLUCA SAVOINI

L' impressione ricavata da chi segue le vicende internazionali è che da allora Salvini sia finito nel bel mezzo di uno scontro tra «vasi di ferro». Stati Uniti e Russia sono impegnati a contendersi l' influenza sullo scacchiere europeo, e perciò determinati al punto da sacrificare delle pedine pur di raggiungere l' obiettivo. In tal senso vengono posti due interrogativi. Il primo è se ci sia una qualche connessione tra il risiko internazionale e «l' affaire Metropol», a prescindere dalla sua veridicità.

 

Il secondo è se esistano altre registrazioni (magari anche con altri personaggi), oltre quella rivelata da Buzzfeed . I rappresentanti diplomatici in Italia hanno preso a monitorare le reazioni nel governo, e il commento dei grillini li ha convinti che su questa faccenda il segretario della Lega sia stato messo politicamente in difficoltà, incalzato da alleati che - nonostante la pronta smentita di Salvini - non hanno mancato di rilevare come «noi non facciamo gli interessi di altri Paesi, a Est e a Ovest».

heinz christian strache con la finta ereditiera russa

 

Il leader della Lega deve dunque fronteggiare un problema sul fronte interno ma anche sul fronte estero, per tutelare la propria immagine e la propria credibilità soprattutto in relazione agli Stati Uniti e alla Russia. Nel sistema di contatti con i partiti italiani, alcuni rappresentanti diplomatici hanno finito ieri per discutere sulle analogie tra «l' affaire Metropol» e il «caso Strache», il leader dei sovranisti austriaci che a maggio è stato travolto da uno scandalo per aver accettato di fare favori ai russi in cambio di soldi.

 

matteo salvini vladimir putin gianluca savoini

È chiaro che si tratta di due vicende completamente differenti: contro Strache c' era un filmato inequivocabile che lo ha costretto alle dimissioni da vicepremier; contro la Lega viene brandito un file audio di cui non si conosce l' origine e l' autenticità, e che ha provocato la smentita di Salvini con annessa querela. La coincidenza (l' ennesima) è semmai che storie dal sapore spionistico chiamino in causa due partiti sovranisti.

 

2 - IL LEADER DEL CARROCCIO COSTRETTO A DIFENDERSI

Massimo Franco per il “Corriere della Sera”

 

SALVINI E MIKE POMPEO

Il pasticcio russo sembra fatto apposta per misurare la forza e i margini di manovra di Matteo Salvini, e la tenuta del governo. Le registrazioni affiorate nelle ultime ore su presunti finanziamenti «coperti», al di là delle minacce di querela, comprensibili, da parte della Lega, allungano ombre torbide sull' intera vicenda.

 

Lasciano indovinare settimane nelle quali il vicepremier e ministro dell' Interno del Carroccio dovrà passare dall' attacco alla difesa. E sarà costretto a puntellare l' esecutivo guidato da Giuseppe Conte, che ormai si vede proiettato verso il 2020. Di colpo, il sogno di incassare nell' immediato i voti virtuali dei sondaggi è evaporato.

 

vladimir putin brinda con giuseppe conte e salvini con savoini sullo sfondo

Dal 20 luglio, sarà anche tecnicamente impossibile pensare a elezioni anticipate in autunno. Ma la prospettiva era già tramontata nelle ultime settimane. E i veleni che arrivano sono probabilmente destinati a stabilizzare il governo e a ridimensionare il protagonismo leghista. Il sarcasmo con il quale il vicepremier grillino Luigi Di Maio accoglie le notizie sui contatti tra leghisti vicini a Salvini e lobbisti russi del petrolio svela una soddisfazione malcelata. Per la prima volta dopo il trionfo leghista alle Europee e la sconfitta del M5S, a essere in difficoltà è chi da allora si è comportato come un premier in attesa.

vladimir putin con matteo salvini

 

Inutile aggiungere che fioccano le domande sui motivi che hanno fatto emergere queste registrazioni compromettenti proprio ora; sui collegamenti internazionali del sito statunitense BuzzFeed , che riporta i colloqui moscoviti tra alcuni faccendieri russi e Gianluca Savoini, considerato il lobbista salviniano per antonomasia alla corte del Cremlino; su possibili millanterie ma anche sul modo in cui il partito di Salvini si muove su uno scacchiere europeo percorso da sospetti corposi sui rapporti tra «sovranisti» e russi; e sul pedaggio pesante che si paga sfidando l' Europa e sottovalutando il proprio isolamento.

video rubato heinz strache

 

I riflessi sulla politica italiana sono potenzialmente pesanti: se non altro per l' imbarazzo e l' ira nelle file leghiste. Gonfiato o meno, l' episodio stringe di nuovo Salvini sul problema dei finanziamenti, che ha già provocato inchieste e condanne per le gestioni del passato. Per i Cinque Stelle, invece, il caso arriva al momento giusto. In un Movimento percorso da frustrazioni e spinte centrifughe, e diviso sull' alleanza con la Lega, dà fiato a Di Maio. Diventa un ottimo pretesto per riaffermare il mito di una moralità superiore.

hienz christian strache

 

Oscura le accuse di incompetenza e di immobilismo. E può far passare in secondo piano, almeno temporaneamente, le immagini delle strade di Roma invase dai sacchi di immondizia: un' emergenza che rende la sindaca Virginia Raggi un simbolo deteriore del grillismo di governo. Rimane da chiedersi se le registrazioni dalla Russia contengano millanterie, liquidabili presto come un incidente di percorso nella marcia salviniana verso Palazzo Chigi; oppure se marchino l' inizio di una fase nuova, nella quale il Carroccio dovrà muoversi guardandosi le spalle a ogni passo.

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi mps

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! LA VITTORIA DI CALTAGIRONE AL PALIO BANCARIO DI SIENA NON APPARE SCONTATA: LA LISTA ALTERNATIVA DI TORTORA-LOVAGLIO RIAPRE I GIOCHI – TUTTO GIRA INTORNO ALLA DECISIONE DELLA HOLDING DELFIN, PRIMO SOCIO DI MPS COL 17,5%: VOTERÀ LA LISTA DEL CDA IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE O SI ASTERRÀ? – MA ANCHE L’ASTENSIONE DEL GRUPPO GUIDATO DA UN FRANCESCO MILLERI SEMPRE PIU' TERRORIZZATO DALL’INCHIESTA GIUDIZIARIA DI MILANO E DALLA LITIGIOSITÀ DEGLI OTTO EREDI DEL VECCHIO, POTREBBE GIOCARE A FAVORE DI LOVAGLIO - COME MAI IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI, SUGGERITO DA MILLERI, SI SAREBBE MOSSO A FAVORE DI LOVAGLIO? - COSA FARANNO GLI INVESTITORI ISTITUZIONALI CHE HANNO QUASI IL 60% DEL CAPITALE MPS? - CON LA QUOTA DEL 4,8%, IL MEF DI GIORGETTI E UN GOVERNO AZZOPPATO DALLA DISFATTA DEL REFERENDUM SI MUOVERANNO DIETRO LE QUINTE PER SOSTENERE UNO DEI CONTENDENTI O MANTERRANNO UNA RIGIDA NEUTRALITÀ? AH, SAPERLO…

maurizio gasparri antonio tajani paolo barelli forza italia fabrizio corona massimo giletti marina berlusconi

DAGOREPORT - QUANTE PROBABILITÀ HA MAURIZIO GASPARRI DI RESTARE NELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI? POCHE, POCHISSIME, QUASI ZERO - DI PIU': PER LA FELICITÀ DI GIANNI LETTA, L'EX CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA AL SENATO NON SARÀ PIÙ IL “PLENIPOTENZIARIO” DI TAJANI A VIALE MAZZINI. E COSI' NON POTRÀ PIÙ “SABOTARE” SIMONA AGNES - COME È ALTRETTANTO CERTO CHE SCOMPARIRANNO DALLE TRASMISSIONI RAI LE INNUMEREVOLI INTERVISTE DELL’EX COLONELLO AN DI FINI. COME NON ASSISTEREMO PIÙ ALLE OSPITATE "A TUTTO GAS" DI FABRIZIO CORONA IN CHIAVE ANTI MARINA E PIER SILVIO, DI CUI NE PAGA IL PREZZO L’INCAUTO MASSIMO GILETTI - SI SALVA (PER ORA) DALL’EPURAZIONE IL CAPOGRUPPO ALLA CAMERA DI FORZA ITALIA, PAOLO BARELLI. E UN GRAZIE LO DEVE RIVOLGERE AL FIGLIOLO GIANPAOLO SPOSATO CON FLAMINIA TAJANI - VIDEO: IL "FAR WEST" DI SALVO SOTTILE CON GASPARRI CHE SI SCAGLIA CONTRO "REPORT" DI RANUCCI

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...