altero matteoli giancarlo galan silvio berlusconi luca zaia renato brunetta mose venezia

MOSE DA PAZZI – BERLUSCONI, BRUNETTA, ZAIA E GALAN INVOCANO LA CONCLUSIONE DELL’OPERA E DANNO LA COLPA AD ALTRI DI QUELLO CHE IN REALTÀ È UN DISASTRO CHE HANNO CREATO (ANCHE) LORO - BASTA RIAVVOLGERE IL NASTRO AL 2003, QUANDO TAGLIARONO IL NASTRO A QUELLO CHE SI È DIMOSTRATO ESSERE UN MONUMENTALE ALTARE ALL’INCAPACITÀ E ALLA CORRUZIONE DELLA POLITICA ITALIANA…

Tommaso Rodano per “il Fatto Quotidiano”

 

altero matteoli giancarlo galan silvio berlusconi luca zaia renato brunetta

La fotografia definitiva sul Mose porta la data del 14 maggio 2003. È stata scattata a Venezia dopo la posa simbolica della prima pietra. I soggetti stringono tra le mani un pezzo di nastro tricolore che è appena stato tagliato: sulla sinistra in cappotto scuro c' è Altero Matteoli, ministro dell' Ambiente ex Msi; alla sua destra c' è un sorridente Giancarlo Galan presidente della Regione Veneto di Forza Italia; al centro l' uomo con le forbici in mano, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi; alla sua destra c' è il leghista Luca Zaia, si distingue per il fazzoletto verde appuntato sulla giacca nera (all' epoca era presidente della provincia di Treviso, due anni dopo sarebbe diventato vice di Galan in Regione e nel 2010 avrebbe preso il suo posto); sulla destra con un vistoso foulard rosso gonfiato dal vento c' è Renato Brunetta, veneziano, ai tempi eurodeputato di Forza Italia, il futuro gli avrebbe regalato vari incarichi, tra cui quello di ministro.

giancarlo galan silvio berlusconi e luca zaia tagliano il nastro del mose

 

È una foto a suo modo incredibile, come tutte quelle che precedono un disastro. I cinque politici sorridenti e ben vestiti inauguravano quello che sarebbe diventato un monumentale altare all' incapacità e alla corruzione della politica italiana.

 

Eppure ancora oggi hanno la faccia - invecchiata in modo più o meno inclemente - per correre a Venezia a parlare di Mose, cercando - altrove - i colpevoli della catastrofe. Tranne il povero Matteoli, morto in un incidente stradale nel 2017 (pochi mesi dopo la condanna a 4 anni per corruzione), in questi giorni hanno parlato tutti.

'IL FATTO' CONTRO ZAIA, BERLUSCONI, BRUNETTA E BRUGNARO

 

Persino Giancarlo Galan , il personaggio simbolo dell' inchiesta sulle tangenti del Mose, per la quale ha conosciuto il carcere di Opera e poi patteggiato una pena di due anni e 10 mesi (e la restituzione di 2,5 milioni di euro). Ieri Galan è tornato metaforicamente sul luogo del (suo) delitto. Senza arretrare di un millimetro: "Il Mose funzionerà, sarà la più grande opera idraulica della storia dell' umanità dopo il Canale di Panama", ha detto ai microfoni di Radio Cafè. Di chi è la colpa, quindi? "Doveva essere pronto nel 2012, andate a verificare. È in ritardo? Chiedete a Roma. La Regione non c' entra niente".

renato brunetta silvio berlusconi e luigi brugnaro a venezia

 

Galan chiama in causa i governi (anche quello in cui ha fatto il ministro?). A Roma, per lustri, a Palazzo Chigi c' è stato lui. Silvio Berlusconi ieri è corso a Venezia ad abbracciare il sindaco Luigi Brugnaro (e si è pure commosso). L' ex premier non si dà pace: "È uno scandalo che il Mose non sia ancora in funzione. C' era una prova il 4 novembre che non è stata fatta, quindi si potrebbe già provare a usarlo".

silvio berlusconi a venezia con renato brunetta e luigi brugnaro

 

È lo stesso Berlusconi che dal 2003 a oggi è stato presidente del Consiglio in due diversi mandati, lo stesso Berlusconi che è stato leader della maggioranza di centrodestra che ha governato ininterrottamente il Veneto negli ultimi 18 anni, lo stesso Berlusconi che ha fatto eleggere governatore per tre volte il pregiudicato Galan, lo stesso Berlusconi che nel 1999 dichiarava: "Il Mose sarà pronto presto". Vent' anni fa. Oggi dà la colpa al grillino Toninelli, rimasto ai Trasporti per 15 mesi: "Era contrario a tutte le opere pubbliche".

 

luca zaia giancarlo galan 1

In stivaloni accanto all' ex premier, durante la visita alla città sommersa, c' è Renato Brunetta . Anche lui straordinario sostenitore di quest' opera disastrosa, pure lui tra i protagonisti della lunga stagione del centrodestra di governo, e particolarmente coinvolto nelle decisioni sulla sua Venezia. Oggi ovviamente non sa a chi dare la colpa: "Con il Mose - dice - l' acqua alta non avrebbe travolto tutto. Soltanto che l' opera è stata fermata in ragione degli scandali succedutisi dal 2014 in poi". Eh già.

 

giuseppe conte paola de micheli luca zaia

E con chi se la prende Luca Zaia ? "Il Mose è uno scandalo nazionale - arringa in queste ore l' uomo che governa il Veneto dal 2010 - perché non è in funzione?". Lui, sia chiaro, non c' entra nulla: "Non è un' opera della Regione, ma un cantiere dello Stato". Eppure uno dei primissimi atti di Zaia da presidente fu una visita trionfale, con stampa al seguito, proprio a quel cantiere "dello Stato": "Questa non sarà un' opera incompiuta", giurava. E firmava con il pennarello uno dei container (sempre dello Stato, sia chiaro) per rendere omaggio agli operai: "Grazie!!!". Ora, con sprezzo del ridicolo, attacca l' attuale ministra delle Infrastrutture, la dem Paola De Micheli: "Abbiamo un' opera da 5 miliardi di euro che resta bloccata sott' acqua", arringa il leghista.

IL MOSE DI VENEZIAIL MOSE DI VENEZIAVIGNETTA BUCCHI - LE TANGENTI ALLA NATURA E I CATACLISMI

Risposta: "Ma Zaia in questi anni stava sulla luna?".

mosemosemosesilvio berlusconi a venezia dopo la marea con brunetta e brugnaro 1silvio berlusconi a venezia 2silvio berlusconi a venezia con renato brunettarenato brunetta silvio berlusconi e luigi brugnaro a venezia 2silvio berlusconi a venezia con renato brunetta 2silvio berlusconi a venezia con renato brunetta 3renato brunetta silvio berlusconi e luigi brugnaro a venezia 3silvio berlusconi a venezia 3silvio berlusconi a venezia dopo la marea con brunetta e brugnarosilvio berlusconi a venezia con brunettamose

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