giuseppe conte beppe grillo davide casaleggio

LA MOSSA DEL CAVILLO – CASALEGGIO CONTINUA A METTERE ZIZZANIA TRA I BIG E I “SOLDATI SEMPLICI” DEL MOVIMENTO 5 STELLE: ROUSSEAU ASSICURERΩ L’ASSISTENZA LEGALE SOLTANTO A CRIMI E GRILLO – PRIMA O POI SI FINIRÀ A CARTE BOLLATE E CONTE DOVRÀ TORNARE A FARE L’AVVOCATO PER TROVARE UNA VIA D’USCITA. L’UNICA PRATICABILE, AL MOMENTO, SEMBRA CREARE DA ZERO UNA NUOVA ASSOCIAZIONE

L ADDIO DI GIUSEPPE CONTE A PALAZZO CHIGI

Domenico Di Sanzo per "il Giornale"

 

Sfumata la mediazione, siamo già alla guerra del cavillo. Prima di misurarsi come leader politico, Giuseppe Conte dovrà fare sfoggio delle sue abilità di avvocato. In questo terreno si sta muovendo il leader grillino in pectore nelle ultime ore.

 

Con l' obiettivo di disinnescare le armi in pugno a Davide Casaleggio in un ipotetico scontro legale. Scenario finale che ormai viene dato per acquisito da un paio di settimane. Proprio ieri si viene a scoprire di una delle prime ritorsioni del figlio del cofondatore ai danni degli eletti del M5s.

 

BEPPE GRILLO DAVIDE CASALEGGIO

Un modo come un altro per far pesare la sua influenza. E, aspetto non secondario, provare a mettere zizzania tra big e soldati semplici. Appartengono all' ultima categoria i consiglieri regionali che alcuni mesi fa hanno chiesto a Rousseau di provvedere alla loro assistenza legale. Servizio che era assicurato a iscritti ed eletti attraverso la funzione «Scudo della Rete», sforbiciata da Casaleggio dopo i mancati versamenti mensili dei parlamentari.

 

grillo crimi

La vicenda viene ricostruita dall' agenzia Adnkronos. Secondo cui i consiglieri finiti nei guai legali si sarebbero sentiti rispondere no dall' Associazione Rousseau. Ecco il racconto sul niet del guru alla richiesta di tutela legale: «I vertici di Rousseau hanno ribattuto che le risorse a disposizione servivano per pagare le spese legali del capo politico e del garante Beppe Grillo e che i consiglieri avrebbero dovuto prendersela con i parlamentari morosi».

 

mario draghi stefano patuanelli

Dall' entourage di Rousseau filtra determinazione in vista di una possibile battaglia legale. Stefano Patuanelli, ministro dell' Agricoltura, considera l' ipotesi di finire a carte bollate: «Se si continua a parlare di arretrati è difficile un' alternativa», commenta. La tesi del M5s è che non c' è un contratto tra i parlamentari e Rousseau.

 

Quindi Casaleggio non può pretendere di rivalersi per i mancati versamenti mensili.

GIUSEPPE CONTE VENDITORE DI CALDARROSTE

Intanto è forte il pressing per eliminare il tetto dei due mandati. Mentre i capicorrente spingono per accelerare le pratiche del divorzio dal guru.

 

«Conte sta capendo che il sostegno che ha ricevuto nel Movimento non è gratis», sintetizza una fonte parlamentare stellata. Dall' altro lato della barricata affilano le armi. Nell' entourage di Rousseau sono sicuri di potersela giocare in tribunale. Effettivamente non sarà facile per l' avvocato Conte sbrogliare la matassa.

 

beppe grillo davide casaleggio 7

Lo stallo potrebbe essere sbloccato con facilità solo sul simbolo. La soluzione per evitare uno scippo del logo da parte di Casaleggio sarà quella di inserire una nuova scritta al posto della dicitura «Ilblogdellestelle.it» che appare adesso. Probabile un richiamo allo slogan sull' Italia del 2050. Sul resto è buio pesto.

 

Il M5s infatti non può ricorrere al voto su Conte su un' altra piattaforma senza prima votare online per modificare lo Statuto, dove è indicato Rousseau come strumento di democrazia diretta e responsabile del controllo sulle votazioni. Allo stesso tempo, non essendoci un contratto, il M5s non può obbligare l' associazione di Casaleggio a indire qualsivoglia consultazione, men che meno per cambiare la piattaforma. Un cul-de-sac da cui Conte può tirarsi fuori solo creando da zero una nuova associazione del M5s. Senza però pretendere di avere i dati degli attuali iscritti.

beppe grillo davide casaleggio giuseppe conte 1davide casaleggio 8davide casaleggio alfonso bonafedeDAVIDE CASALEGGIO ALESSANDRO DI BATTISTA L ADDIO DI GIUSEPPE CONTE A PALAZZO CHIGI CON OLIVIA PALADINO

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…