vladimir putin joe biden

 SOTTO SOTTO UN DIALOGO USA-RUSSIA C’E’ E SERVE A SCONGIURARE L'EMERGENZA ALIMENTARE NEL MONDO - L’OBIETTIVO E’ RIATTIVARE LE ESPORTAZIONI DI GRANO ATTRAVERSO CANALI UMANITARI PER IMPEDIRE CHE LA CRISI ALIMENTARE VADA FUORI CONTROLLO - L'UCRAINA ERA LA “RISERVA DEL PANE” PER I PAESI IN VIA DI SVILUPPO, CON IL PROGRAMMA ALIMENTARE MONDIALE (PAM) CHE ACQUISTAVA IL 50% DEL GRANO DALL'UCRAINA MA DA QUANDO LA RUSSIA HA INIZIATO A BLOCCARE L'ACCESSO AI PORTI STRATEGICI DISTRUGGENDO LE INFRASTRUTTURE CIVILI E I SILOS DI GRANO, LA SITUAZIONE ALIMENTARE IN AFRICA E IN MEDIO ORIENTE E’ GRAVE…

Francesco Semprini e Alberto Simoni per “la Stampa”

 

VLADIMIR PUTIN JOE BIDEN - ILLUSTRAZIONE TPI

Riattivare le esportazioni di grano attraverso canali umanitari per impedire che la crisi alimentare assuma dimensioni macroregionali e affrontare altre questioni "tecniche", dai corridoi umanitari sino al controllo dei porti e altre quasi residuali nel grande puzzle ucraino: sono questi gli elementi attorno ai quali canali di dialogo sono attivi fra Usa e Russia. Il portavoce del Dipartimento di Stato Ned Price ha anche precisato che «non ci sono contatti ad alto livello» e che la linea americana poggia su due pilastri, sostegno economico e militare all'Ucraina e imposizione di costi massicci.

 

dopo la guerra crisi del grano ucraino 1

La combinazione di questi due elementi - ha ragionato Price - «speriamo generino le condizioni per il dialogo». L'Amministrazione Usa ha un appoggio molto forte anche al Congresso dove il capo dei repubblicani Mitch McConnell ha detto di sostenere l'invio di nuove armi, «anche più letali». Domani a Washington arriveranno il presidente finlandese Sauli Niinisto e la premier svedese Magdalena Andersson.

 

PUTIN BIDEN

Il primo punto di contatto con Mosca avviene comunque sul tema degli aiuti umanitari e sull'export del grano bloccato nei porti ucraini. Di questo parleranno oggi e domani all'Onu, Blinken, il ministro degli Esteri Luigi di Maio e altri leader.

 

«Ci sono discussioni in corso in questo momento per sbloccare i corridoi umanitari alimentari - spiega Linda Thomas-Greenfield rispondendo a una domanda de La Stampa -. Sappiamo che i russi hanno minato i tratti costieri del Mar Nero impedendo alle navi di procedere in entrata o uscita, questo è un tema che il segretario generale Guterres ha affrontato con Mosca, ragionando al contempo su come si possa lavorare per portare sul mercato parte del prodotto disponibile in Ucraina».

 

dopo la guerra crisi del grano ucraino 3

La situazione alimentare in Ucraina si sta deteriorando, i civili fanno la fila per il pane, «e questo non è qualcosa di normale per loro. Ci stiamo adoperando affinché si eviti il collasso della loro economia e dei loro mercati».

 

L'Ucraina era la «riserva del pane» per i Paesi in via di sviluppo, con il Programma alimentare mondiale (Pam) che acquistava il 50% del grano dall'Ucraina «ma da quando la Russia ha iniziato a bloccare l'accesso ai porti strategici distruggendo le infrastrutture civili e i silos di grano, la situazione alimentare in Africa e in Medio Oriente sta diventando ancora più grave», ha detto Thomas-Greenfield.

dopo la guerra crisi del grano ucraino 4

 

La crisi alimentare è uno dei punti su cui ci potrà essere un dialogo tra Stati Uniti e Russia, che tuttavia rimane «circoscritto e limitato» a quell'argomento come ad altri ricompresi soprattutto nello spettro delle questioni umanitarie, spiegano fonti Onu. Secondo cui un conto è il dialogo mirato e circoscritto, un altro è un negoziato tra Usa e Russia per la pace in Ucraina.

 

dopo la guerra crisi del grano ucraino 5

Anche la telefonata tra i ministri delle Difesa, Austin e Shoigu, che peraltro deve essere letta dal prisma del monito più che dell'apertura, rientra in una routine che vede i due apparati in contatto «per evitare gravi incidenti». Dal Pentagono fanno sapere che i russi hanno accettato l'idea di tenere altri incontri sempre in questa cornice. Ciò non esclude tuttavia che, partendo dal dialogo che si svolgerà nelle prossime ore all'Onu, potrebbero aprirsi opportunità di contatto. Ned Price ha sottolineato che qualsiasi discussione sul futuro assetto ucraino spetta a Kiev decidere come e se tenerla, sottolineando che il primo obiettivo ora è porre fine «a un bagno di sangue causato da una non provocata e brutale aggressione». -

grano. UCRAINA - LA PRODUZIONE DI GRANOdopo la guerra crisi del grano ucraino 2putin zelensky biden

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…