joe biden benjamin netanyahu

NETANYAHU SE NE FOTTE DELLE MINACCE DELLO ZIO SAM – IL CAPO DEL PENTAGONO, LLOYD AUSTIN, E IL SEGRETARIO DI STATO USA, ANTONY BLINKEN, ANNUNCIANO LO STOP ALLE FORNITURE DI ARMAMENTI A ISRAELE “SE LA SITUAZIONE UMANITARIA A GAZA NON MIGLIORERÀ” – MA “BIBI” NON SI FERMA. LO STATO EBRAICO HA “ELIMINATO” IL COMANDANTE DELLA FORZA DRONI DI HAMAS NEL NORD DELLA STRISCIA – NUOVI BOMBARDAMENTI SU BEIRUT – L’IRAN AVVERTE L'ONU: “SIAMO PRONTI A RISPONDERE ALL’AVVENTURISMO DI ISRAELE”

bombardamento su gaza 7

1. IDF, 'ELIMINATO CAPO FORZA DRONI DI HAMAS NEL NORD DI GAZA'

(ANSA) - L'Aeronautica militare israeliana ha "eliminato" il comandante della Forza Droni di Hamas nel nord della Striscia di Gaza: lo rende noto l'esercito (Idf) su Telegram. Si tratta di Mahmoud al-Mabhouh, "un terrorista che ha diretto attacchi con droni verso il territorio israeliano e le truppe dell'Idf", si legge in un comunicato. (ANSA).

 

2. RAID A SUD DI BEIRUT, FUMO NERO TRA GLI EDIFICI

nuovi raid israeliani su beirut

(ANSA-AFP) - Un raid ha colpito il sud di Beirut, secondo quanto mostra l'Afptv. L'attacco è arrivato poco meno di un'ora dopo l'ordine di evacuazione ai residenti emesso dall'Idf. Il fumo nero si è alzato tra i palazzi di Haret Hreik.  L'Idf ha confermato l'attacco nel sud del Libano attraverso il proprio canale Telegram.

 

"Poco fa, sotto la direzione dell'intelligence dell'esercito - si legge -, l'aeronautica militare ha condotto un attacco su armi strategiche appartenenti all'organizzazione terroristica Hezbollah. Le armi erano state immagazzinate in una struttura sotterranea nell'area di Dahieh, una roccaforte dei terroristi di Hezbollah a Beirut. Prima del raid sono stati effettuati numerosi passaggi per mitigare il rischio di danneggiare i civili, compreso un ordine di evacuazione duretti alla popolazione della zona".

 

3. IRAN A ONU, PRONTI A RISPONDERE AD AVVENTURISMO DI ISRAELE

ismail qaani ali khamenei

(ANSA) - Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avvertito ieri sera il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres che "l'Iran è pienamente pronto a dare una risposta decisa e deplorevole a qualsiasi avventurismo di Israele". "Abbiamo fatto tutti i tentativi possibili per preservare la pace e la stabilità nella regione", ha sottolineato Araghchi in una conversazione telefonica, aggiungendo che "Israele e il suo principale sostenitore, gli Stati Uniti, sono responsabili delle conseguenze dell'espansione della guerra nella regione". Lo riporta l'Irna. (ANSA).

 

4. GAZA, ULTIMATUM USA A ISRAELE: ENTRINO GLI AIUTI O STOP ALLE ARMI

Estrato dell’articolo di Davide Frattini per il “Corriere della Sera”

 

ANTONY BLINKEN - BENJAMIN NETANYAHU

La lettera è arrivata due giorni prima che i militari americani atterrassero per iniziare a installare il sistema di difesa contro i missili balistici iraniani. Così la Casa Bianca manda due segnali, ma tutti e due molto chiari: la situazione umanitaria a Gaza deve cambiare, il nostro sostegno alla difesa di Israele resta saldo.

 

La parola chiave è difesa: il messaggio inviato da Lloyd Austin, il capo del Pentagono, e Antony Blinken, il segretario di Stato, minaccia di fermare le forniture di armamenti offensivi usati dall’esercito nei fronti multipli che lo Stato ebraico sta affrontando. «Vi scriviamo per evidenziare la profonda preoccupazione degli Stati Uniti per la crisi sempre più grave nella Striscia e chiediamo che il vostro governo intervenga per migliorarla entro la fine di questo mese».

 

Lloyd Austin Yoav Gallant

Il testo — rivelato dal telegiornale del Canale 12 — rappresenta il passaggio più grave della crisi di fiducia della Casa Bianca verso il premier Benjamin Netanyahu. Che ha ordinato di intensificare ancora una volta le operazioni militari nel Nord di Gaza: le truppe hanno avvertito la popolazione di muoversi, ancora una volta, verso sud.

 

[...]

 

La crisi con Joe Biden si approfondisce mentre il governo israeliano sta definendo i piani per la risposta all’attacco iraniano di due settimane fa. Netanyahu — scrive il quotidiano Washington Post — avrebbe assicurato al presidente che il raid risparmierà le infrastrutture petrolifere e gli impianti nucleari per concentrarsi sui siti militari. Il Pentagono ha inviato le prime batterie del sistema Thaad (Terminal High Altitude Area Defense) e gli uomini per manovrarle.

 

bombardamento su gaza 5

Rafforzano i sistemi israeliani nel caso i pasdaran decidano la rappresaglia come assicura il generale Ali Fadavi: «È un piccolo territorio. Se vogliamo, lo possiamo obliterare». Il blitz dell’aviazione — che Yoav Gallant, il ministro della Difesa israeliano, avverte «sarà letale e preciso» — dovrebbe avvenire prima delle elezioni americane del 5 novembre. La Casa Bianca spera ancora di poter ottenere un cessate il fuoco in Libano da legare a una tregua nella Striscia.

 

[...]

 

MEME SUL CAMPO LARGO BY OSHO

Bibi, com’è soprannominato, ha ribadito a Emmanuel Macron di non poter accettare «uno stop al conflitto che ricrei la stessa situazione»: oltre 60 mila israeliani hanno lasciato da oltre un anno le case in Alta Galilea sotto il fuoco quotidiano di Hezbollah. Il presidente francese lo avrebbe criticato durante una riunione di governo, dopo gli attacchi di Netanyahu alla missione Unifil: «Si ricordi che il suo Paese è stato creato dalle Nazioni Unite, non è il momento di contrastare le decisioni dell’Onu».

JOE BIDEN SI FA IL SEGNO DELLA CROCE DAVANTI A NETANYAHU ANTONY BLINKEN - BENJAMIN NETANYAHU

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…