alfonso bonafede giuseppe conte matteo renzi

NOMEN NOMINE – ALTRO CHE PRESCRIZIONE, RENZI STA CANNONEGGIANDO CONTE PER LE NOMINE! A PALAZZO CHIGI NON È ANCORA STABILITO UN CRITERIO PER LA “GRANDE SPARTIZIONE”: IL PD VORREBBE DIVIDERLE SULLA BASE DEI RISULTATI ELETTORALI, “ITALIA VIVA” INVECE VORREBBE PARI DIGNITÀ TRA LE FORZE POLITICHE E I 5 STELLE SONO RIMASTI FERMI AL 2018 – È IN ATTO UNA GUERRA TRA BANDE GRILLINE PER AGCOM E PRIVACY: ECCO TUTTI I NOMI

1 – LA GUERRA TRA BANDE PER AGCOM E PRIVACY

Dagonews

ANGELO CARDANI

È passato quasi un anno dalla scadenza naturale del mandato di Agcom e Garante della Privacy. Le due authority lavorano in regime di prorogatio dall’estate dell’anno scorso e la crisi politica agostana prima - e la mancata omogeneità del BisConte poi - hanno di fatto bloccato le procedure per il rinnovo.

 

Per l’autorità garante nelle comunicazioni Camera e Senato devono individuare due membri ciascuno, che poi tra loro eleggono un presidente. Il meccanismo è simile per quella dei dati personali (quattro membri nominati dai due rami del parlamento), a cui va aggiunto il presidente, che viene proposto direttamente dal presidente del Consiglio

 

Nove nomi, su cui da praticamente un anno i partiti e le correnti si scornano. In particolare è in atto una guerra di bande all’interno del Movimento 5 Stelle, con molti deputati e senatori che hanno il proprio cavallo su cui puntare e che non sono disposti a cedere.

 

Questa la “short list” dei nomi e degli sponsor grillini.

 

antonello soro

Per la Privacy si fanno i nomi di Genna, Scorza e Fabiano, che sarebbero appoggiati dai deputati D'ippolito, Colletti e Carla Giuliano. I senatori Mantovani, Ugo Garassi e Liuzzi starebbero spingendo per Palmirani, Alvisi e Pollicino. Sull'Agcom in cima alla lista ci sono Gambaro, che piace a Vito Crimi, Corasaniti (con il pressing di D'Ippolito) e Scialdone (Liuzzi-D'Incà). I senatori Maiorino, Mantovani e Airola starebbero invece spingendo rispettivamente per Giomi, Attardi e Capozzi

 

luigi di maio vito crimi

 

 

2 – LE NOMINE DELLE PARTECIPATE

Marco Antonellis per Dagospia

 

MATTEO RENZI E GIUSEPPE CONTE COME BUGO E MORGAN

"Giuseppi" Conte poco prima di mezzanotte, dopo il Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi, lo ha detto chiaro e tondo: "Italia viva è al 3%, ma per me non ha importanza. Ha pari dignità". Un messaggio in bottiglia nemmeno tanto velato al leader di Italia Viva Matteo Renzi. Perché quel "pari dignità" può fare la differenza. Pochi sanno infatti che non è ancora stato stabilito un criterio per l'imminente spartizione delle nomine pubbliche, le famose "partecipate", punto d'onore per ogni politico che si rispetti.

conte renzi

 

Ci sono state riunioni in merito ma soltanto interlocutori, svela una gola profonda vicinissima al dossier. Il tema è questo: le poltrone d'oro (sono oltre 400 e molte valgono ben più di interi ministeri) verranno assegnate per parti uguali (cioè dividendole equamente tra le forze politiche che compongono la maggioranza) come auspica Italia Viva, oppure verranno suddivise sulla base degli ultimi risultati elettorali (come vuole il Pd, con Iv che a questo punto verrebbe quotata solamente intorno al 3%) oppure, udite udite, sulla base degli attuali rapporti di forza parlamentari come preferirebbero i 5Stelle?

 

ALBERTO AIROLAnicola zingaretti giuseppe conte

Insomma, nella grande spartizione delle nomine pubbliche in arrivo, i partiti avranno "pari dignità" oppure no? Più d'uno a Palazzo Chigi indica l'infornata di nomine in arrivo come il vero fattore scatenante della crisi politica in atto. Vuoi vedere che qualcuno dalle parti del Nazareno sperava di non dare pari dignità a tutti i componenti della coalizione?

giuseppe conte nicola zingaretti 1GOVERNO CONTE BIS BY TERRE IMPERVIE

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…