luigi di maio roberto gualtieri

NOMINE A 5 STELLE - SOCIETÀ PUBBLICHE, NON TUTTI I NOMI SARANNO CONFERMATI: NONOSTANTE L'EMERGENZA, I GRILLINI VOGLIONO METTERE MANI SULLE GRANDI PARTECIPATE, VISTO CHE L'ALTRA VOLTA È STATO IL PD RENZIANO A DARE LE CARTE. CONFERME IN ENI, ENEL E POSTE, MA SU ENAV, TERNA E LEONARDO LA PARTITA È ANCORA APERTA. I NOMI IN BALLO - IL MEF DI GUALTIERI IGNORA IL PREMIER E MEDIA TRA PD E M5S

1 - NOMINE PUBBLICHE ALLA STRETTA FINALE ENI, ENEL E POSTE VERSO LA CONFERMA

Umberto Mancini per “il Messaggero

 

DESCALZI GRILLO

Il governo prova a chiudere la partita delle nomine pubbliche nelle principali società di Stato. Dopo il rinvio deciso a causa dell'emergenza determinata dalla pandemia del coronavirus, tra il 17 e il 20 aprile saranno depositate le liste dei nuovi consigli di amministrazione di Enel, Eni, Poste, Terna, Leonardo ed Enav. In linea di massima le decisioni sono già state prese.

 

L'accordo, anche su spinta del Quirinale, è di cambiare il meno possibile nelle posizioni apicali, di dare cioè continuità gestionale ai campioni nazionali. La prima certezza è che gran parte degli amministratori delegati delle principali società saranno confermati. All'Eni rimarrà per un altro mandato di tre anni Claudio Descalzi, all'Enel sarà confermato Francesco Starace e alle Poste Matteo Del Fante. C'è ancora qualche incognita su Alessandro Profumo.

 

IL PASSAGGIO

L'industria della Difesa è una di quelle altamente strategiche per le quali il Colle avrebbe suggerito continuità di gestione: è molto probabile che i partiti si adeguino. Negli accordi tra Pd e Cinquestelle sarebbe stata stabilita una suddivisione alla pari per le società più grandi: tre al Pd e le restanti ai Cinquestelle. Siccome alla scorsa tornata le nomine le hanno determinate i Dem (anche se in epoca renziana), tutte le conferme sarebbero considerate caselle occupate dal Nazareno. I Cinquestelle intendono dunque assicurarsi Leonardo, Terna ed Enav, anche se, come detto, Leonardo potrebbe uscire dalla disputa. A Terna invece sembra profilarsi il ricambio: all'ad Luigi Ferraris verrebbe infatti assicurato un passaggio al gruppo Ferrovie.

matteo del fante poste italiane 2

 

I PAPABILI

Quanto a Leonardo, qualora Profumo non fosse confermato, uno dei papabili per la successione sarebbe Giuseppe Giordo, il manager scelto da Giuseppe Bono per guidare la divisione Navi militari di Fincantieri. Ai Cinquestelle, poi, dovrebbe sicuramente andare il timone dell'Enav. In questo caso il nome più accreditato risulta essere quello di Paolo Simioni, l'ex amministratore delegato di Atac, alla guida della quale era stato chiamato dall'allora assessore Massimo Colomban, considerato molto vicino a Davide Casaleggio e Beppe Grillo.

 

Se per gli amministratori delegati si prospetta una riconferma quasi in blocco, diverso è il discorso per i consigli di amministrazione e per i presidenti. Per l'Eni si prospetta il nome di Gianni De Gennaro, attualmente alla presidenza di Leonardo. Il suo posto nel gruppo della difesa, dovrebbe essere preso dal generale di Corpo d'Armata della Guardia di Finanza e direttore dell'Aise, i servizi di sicurezza esterna, Luciano Carta. Diversi i nomi che girano per le altre società partecipate.

Descalzi

 

Tra questi ci sarebbe Lucia Calvosa, ordinario di diritto commerciale all'Università di Pisa, consigliere dell'Abi e di molte società quotate. Molto gettonato anche Michele Crisostomo, legale che ha seguito diverse operazioni bancarie e che ha vinto la causa che ha condotto all'annullamento, da parte del Tribunale Ue, della decisione della Commissione sui presunti aiuti di Stato erogati a Banca Tercas dal Fondo Interbancario. Sui consiglieri, invece, la girandola dei nomi proseguirà probabilmente fino all'ultimo minuto prima delle liste.

 

 

2 - IL MEF DI GUALTIERI IGNORA IL PREMIER E MEDIA TRA PD E 5 STELLE SULLE NOMINE

Claudio Antonelli per “la Verità

 

La linea Conte sulle nomine non è passata. Sempre più isolato ha cercato di forzare la mano nella direzione della proroga generalizzata. Per due motivi. Primo. Il Conte bis è nato sulla necessità di gestire una massa di partecipate pubbliche e di sotto partecipate. Tra settembre 2019 e fine maggio di quest' anno balla qualcosa come 300 poltrone da riempire. Gli incarichi più prestigiosi sono quelli in scadenza nelle prossime settimane e le liste vanno stilate entro il 18 aprile. Conte sa che una volta riempite le caselle di Eni, Enel e degli altri colossi la sua funzione si ridurrebbe di perimetro.

francesco starace maria patrizia grieco

 

Sa anche (secondo motivo) che questo è il momento in cui molti dei suoi sostenitori si sono girati dall' altra parte, complice la gestione confusa del coronavirus. In pratica, fare le nomine adesso sarebbe per il premier sarebbe la cosa peggiore. Eppure è proprio quella destinata ad accadere. L' aver cercato di forzare la mano per garantirsi qualche mese in più di permanenza a Palazzo Chigi ha creato parecchie irritazioni.

 

Innanzitutto si è formata una linea di distanziamento tra il Mef guidato da Roberto Gualtieri e diretto da Alessandro Rivera e il team di Conte. La rottura sul Mes sembra ormai essere irrecuperabile. Non tanto sui contenuti della discussione, ma sulla forma stessa. Conte è infatti saltato da una posizione all' altra con una disinvoltura tale da lasciare Gaultieri spiazzato. E da smontare l' incarico stesso di Rivera.

Il dribbling della coppia Conte e Casalino ha avuto anche l' effetto di disorientare gli sherpa tricolore presenti all' Eurogruppo.

 

In poche parole, il lavoro del Mef ne è uscito sminuito.

roberto gualtieri luigi di maio

Non siamo qui a entrare nei dettagli del dibattito. In questo caso, conta quasi più la forma e lo smacco sembra aver separato una volta per tutte le posizioni del Mef da quelle del premier. Tant' è che negli abboccamenti di ieri tra i partiti di maggioranza sulle nomine imminenti, via XX Settembre sembra aver del tutto ignorato le richieste di Conte per poi avviare una sorta di mediazione tra il Pd e 5 stelle lasciando uno spazio anche a Italia viva. Entro giovedì sera è prevista una nuova riunione di maggioranza.

 

Potrebbero partecipare il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro, Dario Fraceschini, ministro dei Beni culturali, Antonio Misiani, sottosegretario al Mef e infine, Maria Elena Boschi per i renziani di Italia viva. Da qui e da un lunga serie di telefonate dovrebbe saltare fuori le liste per Eni, Enel, Terna, Leonardo, Enav e Poste. Girano molti nominativi, ancora troppi per far parte dell' ultima scrematura. E ci riferiamo ai presidenti delle controllate.

 

Diverso invece il tema degli amministratori delegati che dovrebbero essere riconfermati in toto. Salvo qualche eccezione che potrebbe riguardare Enav.

I 5 stelle lamentano una scarsa presenza di amministratori in quota grillina.

 

roberto gualtieri e dario franceschini all'abbazia di contigliano

Vorrebbero spingere al posto di Roberta Neri l' attuale amministratore delegato di Atac, Paolo Simioni. La Neri ha lavorato molto bene in questi anni e gode del sostegno degli ambienti dalemiani. L' Atac è tutt' altro che un esempio di azienda ben gestita. Una combo che dovrebbe metterla al riparo i vertici operativi di Enav dallo spoils system. Però la trattativa è solo all' inizio e se i 5 stelle si impuntassero per avere un amministratore delegato in più, la Neri potrebbe finire sacrificata dal Pd.

 

Roberta Neri

Diverso il tema dei presidenti: sono figure non operative e nessuna delle parti in causa finirà per far saltare il banco per la nomina di un presidente (Ipotesi a parte: per Gianni De Gennaro si potrebbe creare un incarico su misura dalle parti del Quirinale). A parte il fatto che su alcuni amministratori di rilievo ci sono state pressioni estere e valutazioni di buon senso (cambiare strategie in pieno coronavirus potrebbe voler dire mettere a repentaglio contratti miliardari o trattative che durano da molto tempo), la blindatura degli ad è tutta politica: i partiti non avrebbero mai trovato un accordo in un momento così fluido.

 

gianni de gennaro foto di bacco

Così, nel complesso, se la mediazione del Mef andrà a buon termine - e lo scopriremo entro venerdì notte - l' impressione è che l' unico sconfitto dalla tornata stavolta sia Conte. D' altronde si è scontrato con la sapienza pericolosa di Massimo D' Alema che negli ultimi mesi è riuscito a insufflare sue nomine facendole passare in quota grillina e si è scontrato con Dario Franceschini che da tempo dialoga con le forze di opposizione. Condivide idee e nomi, immaginando che se di punto in bianco dovesse servire un premier di unità nazionale i canali di dialogo debbano essere liberi e pronti all' uso.

 

L' arrivo di Vittorio Colao al vertice della task force è un pensiero in più per Conte.

Sono già tanti quelli che invocano Colao come ministro dell' Emergenza. Da lì a premier a tempo il salto è breve e se le nomine dei colossi sono andate in porto. Partiti e partitini avranno poco da recriminare.

colao

Ultimi Dagoreport

sydney sweeney euphoria

BASTA STRONZATE! LA FIGA E' IN VENDITA. STA A TE. DECIDI TE. IL MERCATO DELLA CARNE E' APERTO. 7 GIORNI SU 7. IL PREZZO LO FAI TU - LE DONNE CHE VENDONO IL LORO CORPO SU ONLYFANS NON SONO SEMPRE DISPERATE. ANZI: SPESSO LO FANNO PERCHÉ LO VOGLIONO – DA “EUPHORIA” A “MARGO HA PROBLEMI DI SOLDI”, HOLLYWOOD HA SCOPERTO LE PIATTAFORME HARD A PAGAMENTO, MA PRESENTA SEMPRE LA SOLITA STORIELLA DELLO “STRUMENTO DI RISCATTO” PER POVERE DISPERATE – BARBARA COSTA: “SI TEME A DIRE CHE IL PORNO LO SI FA PER PERSONALE SCELTA DI LUSSURIA, FETISH, NINFOMANIA - NELLE SERIE TV, SE VENDI FIGA, VAI PUNITA. IL SENSO DI COLPA CI DEVE STARE. SE VOLESSERO ILLUSTRARE UNA PUR PORZIONE DI REALTÀ, QUESTE SERIE TV DOVREBBERO FAR DIRE AI PERSONAGGI CHE LORO VENDONO FIGA, SU ONLYFANS, PERCHÉ… MI VA E CI STA. PERCHÉ NON C’HO VOGLIA DI FARE ALTRO. NON HO ALTRI TALENTI. NON VOGLIO SUDARE ALTRIMENTI. E PERCHÉ PIÙ DI TUTTO VOGLIO I SOLDI - IL DENARO È IL VALORE CHE FA E TI DÀ (E SE LA VUOI) MORALITÀ. L’UNICA SOSTENIBILE..." - VIDEO

luigi lovaglio mps mediobanca

DAGOREPORT - MENTRE I GIORNALONI GIÀ SI BALOCCANO SUL RISIKO BANCARIO PROSSIMO MPS-BANCO BPM, NESSUNO SI DOMANDA CHE FINE HA FATTO L’INTEGRAZIONE (PREVISTA PER IL 3 GIUGNO) TRA LA BANCA SENESE E MEDIOBANCA (CHE HA IN PANCIA IL TESORETTO DEL 13% DI GENERALI) - CHE DIAVOLO DI DUBBI E PERPLESSITÀ SONO SORTI TRA I SOCI (DELFIN, BPM, FONDI INTERNAZIONALI, ETC.) CHE HANNO INASPETTATAMENTE APPOGGIATO IL RITORNO ALLA GUIDA DI MONTEPASCHI DI LUIGI LOVAGLIO, L’AD LICENZIATO PER GIUSTA CAUSA, DOPO AVER GESTITO LA VITTORIOSA SCALATA A MEDIOBANCA? - C’È CHI ACCENNA AI FONDI (BLACKROCK, NORGES, ETC.) CHE SAREBBERO PERPLESSI SULLE SINERGIE CHE SCATURIRANNO DALL’INTEGRAZIONE DELLE DUE BANCHE - C’È CHI METTE DI MEZZO I TEMPI ‘’AVVENTATI’’ PER PORTARE IN PORTO UN’OPERAZIONE CHE DEVE OTTENERE L’APPROVAZIONE DEI DUE/TERZI DELL’ASSEMBLEA MPS – UNA MOSSA CHE LOVAGLIO SA BENE CHE NON PUÒ PERDERE: IN CASO DI BOCCIATURA, DOVREBBE DIMETTERSI - (CHISSA' POI COME VA FINIRE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO SUL PRESUNTO CONCERTO RELATIVO ALL’OPS DI MPS SU MEDIOBANCA, IN CUI SONO INDAGATI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO...)

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…