conte calenda letta

NON SI SA ANCORA SE I SOCIALISTI ALL’EUROPARLAMENTO ACQUISTERANNO GLI 8 GRILLINI MA INTANTO PERDONO CALENDA CHE SE NE VA CON MACRON – “SI APRONO LE PORTE AD UN GRUPPO UNICO CON UN MOVIMENTO CHE HA COMBATTUTO L’EURO E GOVERNATO CON SOVRANISTI. PESSIMA SCELTA” – IL PAVENTATO INGRESSO DEI PENTASTELLATI PROVOCA MAL DI PANCIA ANCHE TRA I DEM, LA VICE-SEGRETARIA DEL PD TINAGLI FRENA L’OPERAZIONE CALDEGGIATA DA LETTA. FORTI CRITICHE ANCHE DAL GARANTISTA PISAPIA…

Da www.huffingtonpost.it

 

CARLO CALENDA MEME

“Come confermato da Enrico Letta oggi si va verso l’ingresso del M5s nel gruppo S&D insieme al Pd. Lo considero un grave errore politico che tradisce il mandato degli elettori alle ultime europee. Chiederò oggi stesso l’adesione al gruppo Renew Europe”. Lo scrive in un tweet il leader di Azione, Carlo Calenda, che quindi si aggiunge a entrare nel gruppo guidato da En Marche di Emmanuel Macron.

 

“Sono da sempre contrario a un’alleanza con i cinquestelle. Ma posso capirne i razionali. Qui però andiamo ben oltre. Si aprono le porte ad un gruppo unico con un movimento che ha combattuto l’euro e governato con sovranisti. Pessima scelta”, aggiunge Calenda.

 

2 - PD INQUIETO A BRUXELLES SULL'INGRESSO DEI 5 STELLE IN FAMIGLIA

Angela Mauro per www.huffingtonpost.it

 

“La discussione non è ancora iniziata visto che gli stessi cinquestelle non hanno formalizzato alcuna richiesta di ingresso” nel gruppo dei Socialisti&Democratici. La premessa di Enrico Letta, all’inizio della riunione con gli eurodeputati del Pd a Bruxelles, punta a stemperare le polemiche. Ci riesce.

 

GIUSEPPE CONTE A OTTO E MEZZO

Alla fine del lungo incontro nella sala Mario Soares del Parlamento Europeo, tutti giurano che il clima “era tranquillo”. Ma il passo che doveva compiersi oggi per aprire la porta del gruppo agli otto europarlamentari del Movimento, dal 2019 senza ‘famiglia politica’ in Europa, non si compie. È la vice-segretaria del Pd Irene Tinagli a frenare l’operazione caldeggiata dal suo superiore Letta. Forti critiche anche da Giuliano Pisapia, ‘anima’ garantista ostinatamente contrario al giustizialismo pentastellato.

 

“Abbiamo deciso di aprire una discussione formale con il M5s che ha espresso informalmente la volontà di aderire al nostro gruppo”, racconta il capodelegazione del Pd al parlamento europeo Brando Benifei conversando con i giornalisti.

 

calenda

“Non c’è ancora una loro richiesta formale ma non abbiamo nessun atteggiamento pregiudiziale - ha aggiunto -. È chiaro che dopo molto tempo che il Movimento vota insieme a noi come gruppo e che si è avvicinato a noi anche con l’uscita delle componenti anti-europee, oggi ci sono le condizioni per aprire una interlocuzione, il cui esito non è predeterminato”.

 

È nella conclusione di Benifei la formula che consente di evitare lacerazioni alla riunione di oggi. E consente anche a Tinagli di formulare un intervento critico rispetto all’ingresso dei pentastellati nel gruppo socialista ma senza toni di rottura. Più duro l’eurodeputato Pisapia, ex sindaco di Milano, avvocato, noto per la sua fede garantista.

 

Ma è lo stesso Pisapia a garantire che si adeguerebbe alla linea, se il Pd dovesse alla fine decidere di accogliere gli 8 pentastellati. Favorevoli invece gli europarlamentari Massimiliano Smeriglio, Pietro Bartolo, Andrea Cozzolino, Elisabetta Gualmini, Paolo De Castro, Franco Roberti.

 

enrico letta

Al momento però l’operazione sembra più lontana della vigilia. Malgrado ci sia chi l’ha già presa sul serio. Carlo Calenda dice che ormai passa dalle parole ai fatti. “Come confermato da Enrico Letta oggi si va verso l’ingresso del M5S nel gruppo degli S&D insieme al Pd. Lo considero un grave errore politico che tradisce il mandato degli elettori alle ultime europee.

 

Chiederò oggi stesso l’adesione al gruppo Renew Europe”, annuncia su twitter. Il riferimento mattutino è all’intervista a Repubblica in cui il segretario Dem sottolinea che nel rapporto con i 5s “l’Europa è stato un elemento divisivo in passato, nel momento in cui c’è una convergenza, la saluto positivamente. Dopodiché stiamo parlando del gruppo parlamentare, non del partito”. “Stupisce in negativo l’atteggiamento di Calenda di cambiare gruppo, forse aveva bisogno di una scusa per andarsene”, è il commento di Benifei.

 

In effetti, tra i critici prevalgono le perplessità rispetto al significato politico e simbolico di un’eventuale adesione dei pentastellati eletti all’Europarlamento nello stesso gruppo in cui siede il Pd.

 

carlo calenda irene tinagli

“Non è una pregiudiziale nei confronti degli 8 eletti qui - confida una fonte Dem sotto anonimato - E non è nemmeno un problema di divergenze su alcune tematiche, perchè nel gruppo socialista ci sono delegazioni che la pensano all’opposto su diversi argomenti. Si pensi ad esempio ai socialisti danesi: loro sono addirittura favorevoli al finanziamento della costruzione di muri anti-immigrati con fondi Ue!”.

 

E invece oggi Letta a Bruxelles ha sottolineato la sua contrarietà assoluta: “Io sono totalmente contro l’idea che oggi l’Europa metta soldi per costruire muri. L’Europa è nata buttando giù i muri, quindi i muri vanno buttati giù, non vanno costruiti”.  Ma “il problema - continua la nostra fonte - è il resto del Movimento, in Italia. Nel momento in cui entrano in 8, sembra che ci fondiamo con il resto del M5s”, dove ancora ci sono sfumature variegate, anche sull’Europa, nonchè diverse linee tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte, per dire.

 

giuseppe conte luigi di maio foto di bacco (2)

Insomma, i freni di oggi prevalgono sulle aperture di ieri. Nel frattempo, Matteo Renzi accoglie Calenda nel gruppo liberale di Renew. E a Bruxelles arriva anche il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, che finora non ha criticato l’alleanza con il M5s ma è sempre attento a dire che serve un “campo largo” che guardi anche a Italia Viva e Azione. All’opposto, di Nicola Zingaretti che invece attacca Calenda: “Sbaglia nel metodo, perché non se ne può più di questi dictat, e nel merito, perché si deve rimanere con le proprie identità. Letta e il gruppo si stanno muovendo su una giusta direzione e non condivido chi ancora una volta dà una priorità a sé stesso, alla voglia di farsi vedere”.

pisapia

 

Ultimi Dagoreport

antonio angelucci tommaso cerno alessandro sallusti

FLASH – UCCI UCCI, QUANTI SCAZZI NEL “GIORNALE” DEGLI ANGELUCCI! NON SI PLACA L’IRA DELLA REDAZIONE CONTRO L’EDITORE E I POCHI COLLEGHI CHE VENERDÌ SI SONO ZERBINATI ALL'AZIENDA, LAVORANDO NONOSTANTE LO SCIOPERO CONTRO IL MANCATO RINNOVO DEL CONTRATTO NAZIONALE E PER CHIEDERE ADEGUAMENTI DEGLI STIPENDI (ANCHE I LORO). DOPO LO SCAMBIO DI MAIL INFUOCATE TRA CDR E PROPRIETÀ, C’È UN CLIMA DA GUERRA CIVILE. L’ULTIMO CADEAU DI ALESSANDRO SALLUSTI, IN USCITA COATTA (OGGI È IL SUO ULTIMO GIORNO A CAPO DEL QUOTIDIANO). AL NUOVO DIRETTORE, TOMMASO CERNO, CONVIENE PRESENTARSI CON L'ELMETTO DOMANI MATTINA...

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)