mccarrick

NON SONO UN PEDOFILO, FIDATI DI ME - IL CARDINALE MCCARRICK HA INTORTATO PAPA GIOVANNI PAOLO II NONOSTANTE FOSSE GIÀ ACCUSATO DI ABUSI SUI MINORI, FACENDOSI NOMINARE PRIMA ARCIVESCOVO DI WASHINGTON E POI CARDINALE. A SUA DIFESA HA USATO LE DICHIARAZIONI (FALSE) DI VESCOVI CHE GLI COPRIVANO LE SPALLE. FINCHÉ NON È ARRIVATO PRIMA LO SCHIAFFO DI RATZINGER E POI LA CACCIATA CLAMOROSA DI BERGOGLIO

Domenico Agasso jr. per www.lastampa.it

 

Theodore McCarrick

A luglio del 2018 Theodore McCarrick è ancora un’eminenza cardinalizia, arcivescovo emerito di Washington, tra le personalità più influenti degli Stati Uniti; sette mesi dopo, nel febbraio 2019, neanche più prete. Una parabola senza precedenti per un «principe della Chiesa», terminata con uno schianto che ha scosso molte Sacre Stanze, in Vaticano e negli Stati Uniti, con la comunità cattolica sconcertata per la scalata riuscita dall’ex cardinale nelle gerarchie ecclesiastiche.

 

McCarrick è giudicato colpevole di fatti gravi. Innanzitutto di avere violentato un adolescente 46 anni fa quando era sacerdote a New York. La denuncia è stata resa nota il 20 giugno 2018. Poi, si è aggiunta un’altra segnalazione, quella di James Grein, un uomo della Virginia che ha dichiarato di essere stato molestato da McCarrick negli anni Settanta durante una confessione avvenuta non in un confessionale ma in una stanza.

GIOVANNI PAOLO II

 

A tutto questo si aggiungono le voci sulla cattiva condotta sessuale dell’ex porporato, che si sentono dagli anni Novanta, quando era arcivescovo di Metuchen e di Newark, nel New Jersey. Le vittime erano anche componenti di famiglie che il prelato frequentava abitualmente, tanto da essere chiamato confidenzialmente lo «zio Ted». Eppure, McCarrick, erogatore ogni anno di generose donazioni alla Santa Sede, ottiene la prestigiosa e influente sede di Washington, dove Giovanni Paolo II lo assegna nel 2000, creandolo poi cardinale.

 

Theodore McCarrick

La spinosa questione degli occultamenti da parte delle alte gerarchie ecclesiastiche che sarebbero state a conoscenza dei comportamenti scorretti di McCarrick restava dunque ancora aperta. Fino a oggi, 10 novembre 2020, giorno della pubblicazione del «Rapporto sulla conoscenza istituzionale e il processo decisionale della Santa Sede riguardante l’ex Cardinale Theodore Edgar McCarrick (dal 1930 al 2017)».

 

L’indagine è durata due anni. È iniziata dopo l’estate 2018, durante le settimane di «fuoco» dell’invettiva di Carlo Maria Viganò: l’ex nunzio apostolico negli Stati Uniti (ruolo ricoperto dal 2011 al 2016) e capofila dell’opposizione più dura al pontificato di Francesco, a cominciare dal 26 agosto 2018 invoca, attraverso un’operazione mediatica internazionale, le dimissioni di Bergoglio per presunte coperture a favore di McCarrick.

 

I contesti delle decisioni prese e non prese

JOSEPH RATZINGER CON THEODORE MCCARRICK

Dalle 400 e oltre pagine di report emerge che al momento della nomina a Washington, nel 2000, la Santa Sede agisce basandosi su informazioni parziali e incomplete, causate e aggravate da omissioni e sottovalutazioni. È necessaria una precisazione: fino al 2017 nessuna accusa circostanziata ha mai riguardato abusi o molestie ai danni di minori. Non appena è arrivata «la prima denuncia di una vittima minorenne all’epoca dei fatti, Papa Francesco ha agito in modo rapido e deciso nei confronti dell’anziano cardinale già ritirato dalla guida della diocesi dal 2006, prima togliendogli la porpora e poi dimettendolo dallo stato clericale», scrive in un’analisi su Vatican News il direttore editoriale dei Media vaticani Andrea Tornielli.

 

Le lettere anonime degli anni ’90

Negli anni Novanta alcune lettere anonime giungono a porporati e alla nunziatura di Washington. Accennano ad abusi, ma senza fornire indizi, nomi, dettagli, contesti. Vengono ritenute non credibili. La prima accusa circostanziata che coinvolga minori è quella di tre anni fa.

 

Nessuna informazione negativa

Nel Rapporto si legge che nel momento della prima candidatura all’episcopato, nel 1977, come anche al tempo delle nomine a Metuchen, 1981, e poi a Newark, 1986, nessuna delle persone consultate per ottenere informazioni fornisce indicazioni negative su McCarrick. Una prima verifica, di carattere informale, su alcune accuse riguardanti gli atteggiamenti dell’allora arcivescovo di Newark nei confronti di seminaristi e preti della sua diocesi viene realizzata a metà degli anni Novanta, prima del viaggio di papa san Giovanni Paolo II nella città statunitense. La compie il cardinale arcivescovo di New York, John O’Connor: domanda informazioni ad altri vescovi americani e poi conclude che non ci sono «impedimenti» alla visita papale nella città di cui McCarrick è, in quel momento, il pastore.

donald wuerl theodore mccarrick

 

Il rischio scandalo

Ma poi iniziano a circolare indiscrezioni su una possibile nomina ad arcivescovo di Washington, diocesi tradizionalmente cardinalizia. Ci sono autorevoli pareri positivi, ma si registra quello negativo di O’Connor. Non ha notizie certe né dirette, ma in una lettera del 28 ottobre 1999 indirizzata al nunzio apostolico scrive di ritenere un errore la nomina di McCarrick. Mette in guardia dal rischio di uno scandalo, parlando di condotte inopportune dell’arcivescovo, che avrebbe in passato condiviso il letto con giovani adulti in canonica, e con seminaristi in una casa al mare.

 

Papa Wojtyla allora chiede al nunzio di indagare. Ma l’inchiesta scritta, anche questa volta, non porta ad alcuna prova concreta: tre dei quattro presuli del New Jersey consultati forniscono informazioni definite nel Rapporto «non accurate e incomplete». Giovanni Paolo II, che conosce McCarrick dal 1976, accoglie la proposta dell’allora nunzio apostolico negli Usa Gabriel Montalvo, e dell’allora prefetto della Congregazione per i Vescovi Giovanni Battista Re, di lasciar cadere la candidatura. McCarrick sembra destinato a rimanere a Newark. Sembra. 

farrell mccarrick cupich tobin bersagliati sui siti conservatori

 

Il giuramento di innocenza cambia tutto

Ma viene a conoscenza delle riserve sul suo conto, e il 6 agosto 2000 scrive all’allora segretario particolare del Pontefice polacco, Stanislaw Dziwisz. Nella missiva si proclama innocente e giura di non avere «mai avuto rapporti sessuali con alcuna persona, maschio o femmina, giovane o vecchio, chierico o laico». Dziwisz consegna la lettera a Giovanni Paolo II. Il Pontefice polacco crede a McCarrick. Così, con precise indicazioni impartite all’allora segretario di Stato Angelo Sodano, stabilisce che McCarrick rientri nella rosa dei candidati. E poi lo sceglierà per la sede di Washington. Secondo alcune testimonianze, può aiutare a comprendere la situazione anche l’esperienza personale vissuta dall’allora arcivescovo Wojtyla in Polonia, dove per anni ha assistito all’uso strumentale di «false accuse» da parte del regime per screditare preti e vescovi.

 

L’intervento di Benedetto XVI

theodore mccarrick tra george w bush e il giudice della corte suprema john roberts

Nulla viene segnalato durante l’episcopato di McCarrick a Washington. Quando nel 2005 riemergono echi di molestie e abusi nei confronti di adulti, il nuovo pontefice, Benedetto XVI, pretende la rinuncia del cardinale statunitense. McCarrick lascia nel 2006, diventando un arcivescovo emerito. Nel Rapporto si legge che in questo periodo Viganò, da delegato per le rappresentanze pontificie, segnala ai superiori in Segreteria di Stato le informazioni provenienti dalla nunziatura, rimarcandone la gravità. «Ma, mentre lanciava l’allarme, anche lui comprendeva di non trovarsi di fronte ad accuse provate», afferma Tornielli. Il cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone presenta la questione a Papa Ratzinger. In assenza di vittime minorenni, e trattandosi di un prelato ormai dimesso, si sceglie di non aprire un processo canonico.

theodore mccarrick con il giovane james che lo accusa di abusi quando era minorenne

 

Le raccomandazioni (non «sanzioni»)

La Congregazione per i Vescovi chiede a McCarrick di condurre una vita più riservata, di rinunciare ai frequenti appuntamenti pubblici. Inutilmente. Il porporato americano continua a viaggiare da una parte all’altra del mondo. «Questi spostamenti erano in genere conosciuti e almeno tacitamente approvati dal nunzio». Dai documenti e dalle testimonianze del Rapporto appare infatti evidente che le «restrizioni» richieste a McCarrick non sono «sanzioni». Sono raccomandazioni, comunicate oralmente nel 2006 e per iscritto nel 2008, senza che sia «esplicitamente menzionato l’imprimatur della volontà papale». 

 

Poi sopraggiunge una nuova denuncia contro McCarrick, di cui si ha notizia nel 2012. Viganò, diventato nunzio negli Stati Uniti, riceve l’incarico di indagare dal Prefetto della Congregazione dei Vescovi. Da quanto emerge dal report, il Nunzio «però non compie tutti gli accertamenti che gli erano stati richiesti. Inoltre, continuando a seguire lo stesso approccio usato fino a quel momento, non compie passi significativi per limitare le attività e i viaggi nazionali e internazionali di McCarrick».

 

Cacciato da papa Francesco

il cardinale theodore mccarrick

McCarrick è già ultraottantenne e quindi escluso dal Conclave che elegge papa Francesco. Continua a viaggiare, e al nuovo Pontefice «non vengono consegnati documenti o testimonianze che lo mettano al corrente della gravità delle accuse, ancora solo in relazione ad adulti, rivolte contro l’ex arcivescovo di Washington». A Bergoglio vengono citati «comportamenti immorali con adulti» prima della nomina di McCarrick a Washington.

 

Francesco considera però che le accuse sono state analizzate e respinte da Giovanni Paolo II, e, appurando che McCarrick è rimasto operativo durante il pontificato di Benedetto XVI, non ritiene necessario modificare «quanto stabilito dai suoi predecessori»: dunque «non corrisponde al vero affermare che abbia tolto o alleggerito sanzioni o restrizioni all’arcivescovo emerito». Fino alla conoscenza della prima accusa di abuso su un minore: a quel punto il Papa argentino stabilisce immediatamente un provvedimento gravissimo e senza precedenti: la dimissione dallo stato clericale, a conclusione di un veloce processo canonico.

george bush e theodore mccarrick

 

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