di maio reddito di cittadinanza

A OCSE E CROCE – IL REDDITO DI CITTADINANZA È TROPPO ALTO RISPETTO AI SALARI MEDI: L’OCSE RANDELLA L’ITALIA E IL PROVVEDIMENTO BANDIERA DEI 5 STELLE – IL RAPPORTO DELL’ISTITUTO SUL MERCATO DEL LAVORO ITALIANO COLPISCE ANCHE IL SISTEMA FORMATIVO CHE NON È ATTREZZATO PER LE SFIDE FUTURE – IL RISCHIO TRAPPOLA DEL SUSSIDIO: PER LE PERSONE POTREBBE ESSERE PIÙ CONVENIENTE NON LAVORARE E PRENDERSI IL REDDITO…

Dario Di Vico per www.corriere.it

 

LUIGI DI MAIO REDDITO DI CITTADINANZA BY LUGHINO

Il sistema formativo italiano non è attrezzato per le sfide future: solo il 21% degli adulti partecipa a programmi di aggiornamento professionale. E il livello del sussidio erogato con il Reddito di cittadinanza è troppo elevato rispetto ai salari medi. Sono questi i due giudizi più pepati contenuti nell’annuale Employment Outlook dell’Ocse, pubblicato ieri e dedicato al futuro del lavoro.

 

Ma veniamo subito alle critiche avanzate al provvedimento-bandiera dei Cinque Stelle. L’Ocse plaude — e rivendica di averlo suggerito in passato — alla novità di un sussidio rivolto alle persone in povertà ma trova i 780 euro squilibrati rispetto ai redditi mediani, specie nel Sud. In più è stato disegnato per favorire i single rispetto alle famiglie mentre avrebbe dovuto essere il contrario. Infine la transizione tra reddito garantito e lavoro non è stata concepita con l’attenzione necessaria al punto che si rischia una sorta di trappola del sussidio, si potrebbe rifiutare il lavoro perché comporta — a differenza dell’assistenza — maggiori costi per trasporti e cura dei bambini.

reddito di cittadinanza

 

Il tema centrale del Rapporto alla cui stesura hanno largamente contribuito due economisti italiani, il direttore del dipartimento Stefano Scarpetta e Andrea Garnero, è però quello dell’impatto dell’automazione. L’Ocse critica gli scenari catastrofisti circolati finora in materia di distruzione dei posti di lavoro a causa del combinato disposto tra robot e globalizzazione. «Non sono realistici», sostiene, perché le persone vivono e lavorano più a lungo e i tassi di occupazione sono in crescita.

reddito di cittadinanza alle poste 3

 

Tuttavia, i lavoratori devono affrontare cambiamenti profondi, con transizioni da un lavoro all’altro e un rischio più elevato di obsolescenza delle competenze. Ergo è decisiva la formazione in quantità e qualità. Il rapporto fornisce una stima specifica per l’Italia: nei lavori ad alta probabilità di automazione i posti a rischio-scomparsa sono il 15,2% (media Ocse 14%), per quelli dove si verificheranno «cambiamenti sostanziali» — ovvero posti salvi ma mansioni molto diverse — la percentuale sale al 35,5 (media Ocse 31,1).

 

DI MAIO E LA CARD PER IL REDDITO DI CITTADINANZA BY LUGHINO

Scacciati gli scenari più foschi l’outlook però mette in guardia: la transizione dal vecchio al nuovo non sarà indolore e il conto da pagare crescerà se i sistemi-Paesi sottovaluteranno le contraddizioni esistenti e non predisporranno policy che accompagnino il cambiamento. Leggendo queste parole e pensando all’Italia non si fa peccato. Anche perché da noi la quota di lavoro temporaneo è più alta della media Ocse ed è cresciuta molto nell’ultimo decennio.

 

Inoltre i sotto occupati sono più che raddoppiati dal 2006 tanto da svettare tra i paesi avanzati. Messo da parte il rischio-scomparsa l’attenzione si sposta però sulla drastica polarizzazione delle mansioni. Con due sottolineature: a) diminuiscono le occupazioni intermedie e non garantiscono più status e sicurezze del passato; b) ai lavoratori ad alta qualificazione non si spalanca più automaticamente l’accesso alla fascia alta di reddito.

 

reddito di cittadinanza caf

Tutte queste considerazioni riportano doverosamente alla centralità della formazione, nostro buco nero. I soldi ci sono ma vengono sprecati e solo il 60% delle imprese italiane con almeno 10 addetti offre formazione continua ai dipendenti (media Ocse 75%). Inoltre vi è un abisso — 38 punti — nell’accesso alla formazione professionale tra lavoratori ad alta e bassa qualifica, con l’unica eccezione del contratto metalmeccanici che prevede formazione per tutti.

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