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OGNI GIORNO TAJANI SI SVEGLIA E SA CHE DOVRÀ METTERE I BASTONI TRA LE RUOTE A SALVINI PER DIMOSTRARE DI ESISTERE: “PRIMA SI FANNO I LIVELLI ESSENZIALI DELLE PRESTAZIONI, IN TUTTE LE REGIONI, POI SI FA L’AUTONOMIA” – IL FRENO ALLA RIFORMA CARA ALLA LEGA ARRIVA DOPO GIORNI DI DISTINGUO SULLO IUS SCHOLAE, A CUI FORZA ITALIA È FAVOREVOLE MENTRE IL SALVINI VANNACCIZZATO SI OPPONE STRENUAMENTE: “LE NOSTRE PRIORITÀ SONO STIPENDI E PENSIONI, ANDIAMO AVANTI CON LE NOSTRE IDEE, NON CON QUELLE DEGLI ALTRI…”

 

 

IUS WE CAN - MEME BY EMILIANO CARLI PER IL GIORNALONE - LA STAMPA

TAJANI, 'PRIMA SI FANNO I LEP, POI L'AUTONOMIA'

(ANSA) - "Nessuno ha mai detto che vogliamo un referendum abrogativo, ma vigileremo sull'applicazione dell'autonomia differenziata. Il che non significa certo che non la vogliamo. Noi di Forza Italia abbiamo detto che prima si fanno i Lep, i Livelli essenziali delle prestazioni, in tutte le regioni, poi si fa l'autonomia". Lo afferma Antonio Tajani, in una intervista a L'Arena.

 

"Poi - aggiunge il segretario di Fi - su materie come il commercio internazionale bisogna vigilare, per non fare danni alle imprese. L'abbiamo votata in Cdm e in Parlamento la legge sull'autonomia. Noi siamo sempre coerenti, col diritto di esprimere le nostre idee".

 

MATTEO SALVINI CON IL VISORE AL MEETING DI RIMINI

TAJANI,IUS SCHOLAE NOSTRA IDEA SOCIETÀ, NON PRIORITÀ GOVERNO

(ANSA) - "Il tema dello Ius scholae è una nostra visione della società e dell'Italia, non una priorità del Governo. Diciamo quello che pensiamo su questo argomento". Lo dice il leader di Forza Italia e ministro degli Esteri Antoni Tajani, intervistato a "L'Arena" di Verona. "Noi siamo leali, ma - aggiunge - dobbiamo anche guardare a un'Italia che cambia e, come centrodestra, non dobbiamo lasciare certi argomenti alla sinistra".

 

IUS SCHOLAE, SCHIAFFO DI SALVINI "MEGLIO PENSARE AGLI STIPENDI" E IL PD PROVA A STANARE TAJANI

Estratto dell’articolo di Niccolò Carratelli per “La Stampa”

 

ANTONIO TAJANI AL MEETING DI RIMINI PRENDE IN BRACCIO UNA BAMBINA AFRICANA

Matteo Salvini trova ogni giorno un modo diverso per avvertire Antonio Tajani: «Le nostre priorità sono stipendi e pensioni, andiamo avanti con le nostre idee, non con quelle degli altri», avverte il vicepremier leghista, con un appello che sembra indirizzato al collega di Forza Italia e alla sua battaglia d'agosto sullo ius scholae.

 

I leghisti non fanno nulla per dissimulare il fastidio di fronte alle uscite di diversi esponenti azzurri, circa la possibilità di «arricchire» il programma di centrodestra con un intervento sulla cittadinanza. «Litigare su questo è inutile», dice Salvini, tanto più se si ricevono i «complimenti di Bonaccini».

 

Battuta tagliente, perché a indisporre lui e Meloni sono gli ammiccamenti sul tema con i dem. Nel Pd nessuno ha particolare fretta di andare a vedere le carte di Tajani sullo ius scholae. Al Nazareno più d'uno sospetta che quello del leader di Forza Italia sia solo un bluff, una mossa propagandistica estiva, che non avrà un concreto seguito parlamentare.

MATTEO SALVINI E LO IUS SCHOLAE - VIGNETTA BY LELE CORVI IL GIORNALONE - LA STAMPA

 

Ma sull'opportunità di andare subito a stanare gli azzurri alla Camera o al Senato, con un voto su una specifica mozione (comunque già pronta) che li costringa a passare dalle parole ai fatti, c'è qualche dubbio. Perché c'è il rischio che, a quel punto, Tajani decida di non strappare platealmente con Fratelli d'Italia e Lega. O, più probabilmente, che Giorgia Meloni riesca a ricompattare la maggioranza, magari con una contro mozione, concedendo qualcosa alla sensibilità di Forza Italia sul tema, ma poi rinviando tutto al 2025, a data da destinarsi.

 

[…] Contatti diretti con i berlusconiani per esplorare la questione, assicurano fonti dem, finora non ce ne sono stati. Ma non è detto che non si trovi l'occasione alla ripresa dell'attività parlamentare.

 

antonio tajani elly schlein

Approcci che gli alleati di centrodestra vogliono stroncare sul nascere. Maurizio Lupi, che pure vede con favore la discussione, lo dice in modo soft: «Prima è necessario trovare una posizione condivisa all'interno della maggioranza, solo dopo si può aprire un confronto con le opposizioni». Mentre per Salvini è inutile farsi illusioni: «Il nostro obiettivo non è lo ius soli. ma aumentare gli stipendi, cancellare la legge Fornero e dare la possibilità di uscire a chi ha lavorato per 41 anni», spiega il ministro delle Infrastrutture, che si premura di far sapere di essersi scambiato alcuni messaggi con la premier Meloni, concordando la linea: «Avanti con le nostre idee. Per me ogni polemica è chiusa e il governo va avanti fino al 2027».

 

ANTONIO TAJANI - MATTEO SALVINI - MEME BY VUKIC

A rafforzare il concetto arrivano le parole di Nicola Procaccini, uomo di punta di Fratelli d'Italia a Bruxelles: «Una legge sulla cittadinanza c'è già, non credo sia un tema prioritario – dice –. Penso che il Parlamento sia impegnato nella realizzazione di un programma elettorale approvato dai cittadini. Lavoro, economia, abbattimento del cuneo fiscale, natalità sono le priorità chieste dagli italiani». […]

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