matteo salvini enrico letta migranti

OGNI SCUSA È BUONA PER LITIGARE: ANCHE L’AFGHANISTAN! - ENRICO LETTA CHIEDE UNA “GRANDE MOBILITAZIONE NAZIONALE” PER ACCOGLIERE I RIFUGIATI AFGANI, E SALVINI SUBITO METTE LE MANI AVANTI: “LA SICUREZZA DI CHI STA SCAPPANDO È UN DOVERE, MA SUGLI ARRIVI DEI MIGRANTI ABBIAMO GIÀ SUPERATO IL RECORD EUROPEO” - L’OBIETTIVO DI ENRICHETTO È SPINGERE SU TEMI IDENTITARI IN OTTICA ELEZIONI. LO STESSO DEL LEADER DELLA LEGA, CHE HA MESSO NEL MIRINO IL MINISTRO LAMORGESE

 

Alessandro Barbera per “la Stampa”

 

MATTEO SALVINI CON IL LIBRO DI ENRICO LETTA

Matteo Salvini mette le mani avanti: ieri ha parlato al telefono con l'ambasciatore afghano a Roma, e conta di farlo presto con quello pakistano. La prima vittima politica della Caporetto di Kabul rischia di essere proprio lui, stretto fra la fedeltà al governo Draghi e la linea dura sui migranti.

 

«Mentre in Afghanistan riportano in vigore la sharia in Italia stanno per sbarcare rispettivamente 166 e 322 clandestini da due navi di ong battenti bandiera tedesca e norvegese».

 

ENRICO LETTA MATTEO SALVINI

Le conseguenze della tragedia umanitaria di Kabul si vedranno nel giro di poche settimane, perché a dispetto degli auspici la possibilità di gestire ordinatamente corridoi umanitari per gli afghani deve fare i conti coi taleban e la chiusura dei confini. In questo momento è difficile persino gestire i ponti aerei per le famiglie afghane che Draghi vuole salvare dalle ritorsioni degli integralisti. Il leader Pd Enrico Letta considera tutto questo una priorità.

 

TALEBANI IN AFGHANISTAN

Chiede «una grande mobilitazione nazionale» per l'accoglienza, e ha convocato stamattina una riunione della segreteria del partito. Insomma, se finora Draghi è riuscito a non far esplodere la maggioranza sulla questione nordafricana, ora dovrà evitare il peggio con la fuga degli afghani.

 

«La sicurezza di chi sta scappando è un dovere, ma sugli arrivi dei migranti abbiamo già superato il record europeo, triplicando gli arrivi del 2019. Non possiamo permetterci di accogliere decine di migliaia di persone». Il ministero dell'Interno ha una lista di 400 nomi, molti dei quali non riescono nemmeno a raggiungere l'aeroporto di Kabul.

 

la ministra luciana lamorgese

Che accadrà quando a presentarsi lungo i confini saranno gli afghani in fuga via terra? Fra i sindaci è già partita la gara di solidarietà: il milanese Beppe Sala, Dario Nardella (Firenze) e Leoluca Orlando (Palermo) si sono messi a disposizione del governo. Niente di meglio per infiammare la campagna elettorale nelle città in cui si vota il 3 ottobre, niente di peggio per il governo delle larghe intese, che di qui a febbraio deve fare i conti anche con le difficoltà del semestre bianco, i mesi che precedono l'elezione del capo dello Stato e in cui il premier non può nemmeno minacciare il voto politico anticipato.

 

afghani scappano prima che i talebani arrivino a kabul

Salvini, i cui candidati partono svantaggiati in molti Comuni, dovrebbe avere tutto l'interesse a cavalcare l'onda. Eppure anche in questa occasione i ruoli sono invertiti. Da che è segretario, Letta preme sui temi identitari della sinistra, sul disegno di legge Zan e la difesa del lavoro delle ong in mare.

 

In mezzo ai due fuochi - Lega e Pd - c'è solo imbarazzo: quello dei Cinque Stelle, storicamente doppi sui temi migratori, e quello di Forza Italia. Berlusconi, il più fedele alleato di Draghi, propone di affidarsi alla diplomazia e «al soccorso umanitario verso chi vuol lasciare quel Paese martoriato».

TALEBANI IN AFGHANISTAN

 

La verità è che Draghi rischia di trovarsi presto con due emergenze. Se da un lato rischia Salvini, dall'altro c'è la ministra Lamorgese, la più esposta dei ministri di Draghi perché lontana tanto dai partiti quanto dalla cerchia dei tecnici indicati dal premier. Per comprendere la situazione basta mettere in fila la cronaca degli sbarchi di ieri.

 

Il primo dei due gruppi di migranti citati da Salvini è arrivato al porto di Augusta, in Sicilia, sulla nave della ResQ, su cui lavora fra gli altri la figlia di Gino Strada, Cecilia. L'altra nave, la Geo Barents di Medici senza frontiere, è in mare a Est di Lampedusa. Solo nell'isola siciliana hanno attraccato autonomamente altre sette barche più piccole con a bordo 120 persone: a sera l'hotspot contava seicento persone da sistemare.

 

ENRICO LETTA E MATTEO SALVINI

Altre 136 migranti sono arrivati a Roccella Ionica, intercettati su un barcone avvistato dalla Guardia di Finanza e accompagnato fino al porto. Infine c'è la contabilità degli invisibili, quelli che la costa italiana la vorrebbero raggiungere e non ci riescono. Nella cosiddetta zona Sar maltese di ricerca e soccorso c'è un'imbarcazione alla deriva con 12 persone. Altre 396 sono state intercettate su diverse navi della guardia costiera tunisina e costrette a tornare indietro.

TALEBANI IN AFGHANISTAN AFGHANISTAN NEL 1979luciana lamorgeseAFGHANISTAN - LANCIO DI SCARPE E SASSI CONTRO L ESERCITOAFGHANISTAN - TALEBANI SULLE AUTO SCONTRO

Ultimi Dagoreport

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- LA DUCETTA È NEI GUAI. VANNACCI STA RISVEGLIANDO L'ANIMA FASCISTA DI UN PEZZO D'ITALIA, A PARTIRE DAGLI ELETTORI DI FRATELLI D’ITALIA CHE SI SENTONO TRADITI DAL CENTRISMO DELLA MELONI PREMIER - CON LA LEGA AL 5% E FORZA ITALIA AL 7%, NEI PALAZZI ROMANI SONO TANTI CHE DANNO PER CERTO, O QUASI PROBABILE, CHE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE FINIRÀ NEL CESTINO - MELONI NON HA PERÒ ALTRA SCELTA CHE INTESTARDIRSI PER FAR PASSARE LO “STABILICUM”: CON IL SISTEMA ELETTORALE VIGENTE, LA BATOSTA SAREBBE NON PROBABILE MA CERTA - CHE FARE: PORTE APERTE ALLA “VERA DESTRA” DI VANNACCI PER NON PERDERE LA CUCCAGNA DI PALAZZO CHIGI? - INTANTO, UN INGRESSO NELLA MAGGIORANZA DI FUTURO NAZIONALE NON CONVIENE AL GENERALE. MA IL PIÙ GROSSO OSTACOLO PER MELONI SI CHIAMA…

riccardo chiaberge luciano canfora donald trump

AVANTI POPOLO, ALLA RISCOSSA! – RICCARDO CHIABERGE: “HA RAGIONE TRUMP, LO SPETTRO DEL COMUNISMO TORNA AD AGGIRARSI IN TUTTO IL MONDO. È A BARI CHE SI RINTANA IL GRANDE VECCHIO, LA GUIDA SUPREMA DI QUESTA BIECA CONSORTERIA IDEOLOGICA: IL PROFESSOR LUCIANO CANFORA. NEL SUO NUOVO LIBRO, ‘COMUNISMO. UN’ALTRA STORIA’, L’INSIGNE FILOLOGO ASSICURA CHE IL MOVIMENTO FONDATO DA MARX E LENIN È PIÙ VIVO CHE MAI, E STA RINASCENDO SU SCALA MONDIALE COME REAZIONE ALL’IMPERIALISMO. SI CAPISCE L’ALLARME DI DONALD: URGE ORDINANZA RESTRITTIVA CONTRO IL PROFESSORE. UN NUOVO FRONTE CHE TROVA NEL COMPAGNO PUTIN IL SUO LEADER NATURALE….“

giorgia meloni donald trump

DAGOREPORT - CON QUALE FACCIA GIORGIA MELONI SI PRESENTERÀ AL SUMMIT NATO DI ANKARA? CHE FARÀ AL COSPETTO DEL TRUMPONE CHE L’HA SBERTUCCIATA CON UN TERRIBILE “MEME”, CHE È IL LIVELLO PIÙ BASSO DI PERCULAMENTO SOCIAL, COSA MAI SUCCESSA PRIMA CON ALTRI LEADER DI GOVERNO EUROPEI? - UN “MEME” CHE VUOLE DIRE “STAI LONTANO DA ME”, “NON SEI PIÙ UNA MIA FAN”, QUINDI NON CI PROVARE AD AVVICINARTI PER UNA FOTO ACCANTO AL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI - SE NEL BREVE LO SCAZZO CON IL CALIGOLA POTREBBE ANCHE AIUTARLA NEI SONDAGGI, SULL’ALTRO PIATTO DELLA BILANCIA, L’ITALIA BASTONATA DA TRUMP VIENE PERCEPITA IN MANIERA COSÌ IRRILEVANTE CHE CI SI PUÒ ANCHE PERMETTERE QUESTO BULLISMO SOCIAL, CON MELONI TRASFORMATA IN PUNCHING-BALL DA PALESTRA - DAL MOMENTO CHE TRUMP TRADUCE IL RAPPORTO DI AMICIZIA IN “TU FAI QUELLO CHE TI DICO IO”, DA QUI AL VOTO, L'EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" PUÒ PERMETTERSI MESI DI INSULTI E POLEMICHE CON IL PRESIDENTE DEGLI USA?