polizia contro i manifestanti no green pass

ORA BASTA "CONTENIMENTO": IL VIMINALE SGUAINA IL MANGANELLO - LAMORGESE FISSA LA STRATEGIA PER CONTRASTARE "IL SALTO DI QUALITÀ" DELLE FRANGE ESTREMISTE INFILTRATE IN PIAZZA: BISOGNA METTERE IN CONTO CONTRAPPOSIZIONI PIÙ DURE CON I VIOLENTI - IL MINISTERO DELL'INTERNO E SERVIZI SEGRETI FARANNO PIU' CONTROLLI SU CHAT E SOCIAL MEDIA...

Grazia Longo per "La Stampa"

 

luciana lamorgese foto di bacco (2)

Viminale e servizi segreti stanno mettendo a punto una strategia comune per monitorare e prevenire episodi di violenza in piazza come quelli che si sono verificati a Roma l'altro ieri. Per poter meglio intervenire in casi di particolare criticità come quelli degli attacchi da parte di frange neofasciste, sotto la regia di Forza nuova, saranno innanzitutto intensificati i controlli online di chat e social media che rappresentano il principale canale di comunicazione.

 

manifestazione no green pass a roma 8

Due i livelli di attenzione da parte del ministero degli Interni e della nostra intelligence interna. A cominciare da quello sul "salto di qualità" che riguarderebbe le frange più estreme che sabato hanno infiltrato la protesta e che è stato chiarissimo nel momento in cui un gruppo di militanti di Forza nuova ha puntato sulla sede della Cgil.

 

manifestazione no green pass a roma 78

Il secondo nasce, invece, dalla certezza che non sarà più possibile, come è stato nei mesi di emergenza Covid, adottare la sola strategia di «contenimento» delle piazze, il che significa mettere in conto contrapposizioni più dure con i manifestanti.

 

manifestazione no green pass a roma 72

Va bene il principio dell'elasticità, della flessibilità nella gestione delle piazze, ma senza trascurare il rischio di guerriglie urbane. In materia di dispositivi per l'ordine pubblico, quindi, si lavorerà per impedire le partenze e per monitorare con più incisività gli ambienti più a rischio.

 

manifestazione no green pass a roma 71

Questi temi verranno affrontati dopodomani nel Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica convocato dalla ministra dell'Interno Luciana Lamorgese. L'incontro - già in programma con al centro l'organizzazione, dal punto di vista della sicurezza, del vertice del G20 che si terrà a fine mese a Roma e sul quale c'è già un'attenzione altissima - servirà anche a delineare la macchina operativa per le prossime settimane visto che l'onda di rabbia non si è certo esaurita.

 

manifestazione no green pass a roma 7

L'entrata in vigore dell'obbligo del Green Pass venerdì in tutti i luoghi di lavoro potrebbe accendere focolai di protesta ovunque, dai ministeri alle fabbriche fino ai trasporti pubblici.

 

manifestazione no green pass a roma 68

Nel frattempo il prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, in merito all'invasione alla sede della Cgil, precisa che «ha avuto durata limitata, con le forze dell'ordine che successivamente riuscivano a liberare l'immobile prima che i danni si aggravassero ulteriormente, ma è stata in ogni caso sufficiente per evocare di per sé i momenti più bui della vita del nostro Paese e restituire plasticamente la carica eversiva ed antidemocratica che si annida nelle deprecabili azioni di questi delinquenti».

 

manifestazione no green pass a roma 69

Secondo Piantedosi, inoltre, «il tentativo dei membri di Forza Nuova di innalzare il livello dello scontro potrebbe collegarsi anche ad un'azione di forte contrasto di cui nell'ultimo anno gli stessi sono stati destinatari, articolatasi sia con interventi specifici da parte delle forze di polizia nei confronti di alcuni loro leader sia per mezzo dello sgombero che abbiamo effettuato di due immobili che avevano abusivamente adibito a loro sedi. E questo tipo di attività proseguiranno senza sosta anche nell'immediato futuro».

 

manifestazione no green pass a roma 23manifestazione no green pass a roma 26manifestazione no green pass a roma 21manifestazione no green pass a roma 20manifestazione no green pass a roma 22manifestazione no green pass a roma 41manifestazione no green pass a roma 24manifestazione no green pass a roma 67manifestazione no green pass a roma 28manifestazione no green pass a roma 3manifestazione no green pass a roma 29manifestazione no green pass a roma 30manifestazione no green pass a roma 33manifestazione no green pass a roma 32manifestazione no green pass a roma 4manifestazione no green pass a roma 40manifestazione no green pass a roma 65manifestazione no green pass a roma 45manifestazione no green pass a roma 44manifestazione no green pass a roma 5manifestazione no green pass a roma 59manifestazione no green pass a roma 61manifestazione no green pass a roma 62manifestazione no green pass a roma 77

Ultimi Dagoreport

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?