soros

ORA GLI STRARICCHI HANNO PAURA - RAMPINI: ‘’LA NOTIZIA PIÙ CLAMOROSA NON È CHE UN GRUPPO DI MILIARDARI AMERICANI CHIEDANO DI ESSERE COLPITI DA UNA PATRIMONIALE. NO, STUPISCE ANCORA DI PIÙ L'AMPIA MAGGIORANZA DI ELETTORI ANCHE REPUBBLICANI CHE SONO D'ACCORDO SU QUESTA IDEA "SOCIALISTA". PERCHÉ LA STAGNAZIONE FA PIÙ PAURA’’ – LE COLPE DI BLAIR, CLINTON E OBAMA, I LIBERAL CHE HANNO SPOSATO IL CAPITALISMO

Federico Rampini per “Affari & Finanza - la Repubblica”

 

GEORGE SOROS EMMA BONINO

La notizia più clamorosa non è che un gruppo di miliardari americani chiedano di essere colpiti da una patrimoniale. O che a suo tempo (vent' anni fa) Donald Trump avesse lanciato un appello analogo. No, a me stupisce ancora di più l' ampia maggioranza di elettori anche repubblicani che sono d' accordo su questa idea "socialista". Non mi aspettavo il dato emerso dal sondaggio dell' istituto demoscopico Hill-HarrisX: il 74% degli elettori americani è favorevole a una patrimoniale, e tra i soli repubblicani la percentuale dei sì è dell' ordine dei due terzi.

 

OBAMA E PENNY PRITZKER jpeg

La lettera aperta dei miliardari include le firme dei "soliti" magnati di idee progressiste come George Soros, ma anche personaggi meno noti e meno impegnati come il co-fondatore di Facebook Chris Hughes o un erede della dinastia Pritzker. Si dichiarano favorevoli a una "moderata" tassazione patrimoniale dei loro immensi portafogli finanziari, il cui gettito dovrebbe servire a ridurre le diseguaglianze investendo nell' accesso all' istruzione e altri servizi sociali.

 

jeff bezos warren buffett jp morgan

La base imponibile sono loro: quello 0,1% della società americana che oggi possiede tanto quanto il 90% "inferiore" della piramide sociale. Il tema ovviamente torna di attualità perché in questa campagna elettorale almeno due dei più popolari candidati alla nomination democratica - Bernie Sanders ed Elizabeth Warren - propongono una patrimoniale sugli straricchi. Ma è un tema di cui scrissi già mesi addietro, nella conclusione del mio libro "La notte della sinistra".

elizabeth warren in senato

 

Perché la dilatazione patologica delle diseguaglianze è un tratto distintivo di tutto l' Occidente. America in testa. Perché questa esasperazione degli squilibri è la vera minaccia per la democrazia, su cui le sinistre di governo sono state passive o impotenti a dir poco. (Sì, la galoppata delle diseguaglianze inizia ai tempi del neoliberismo di Ronald Reagan, ma continua durante i governi della Terza Via di Clinton e Blair, poi negli otto anni di Obama).

 

massimo d'alema cocn gerhard schroeder, tony blair e bill clinton

La Warren già mesi fa presentò una formula molto dettagliata, perché la senatrice del Massachusetts sta impostando la sua campagna sulla precisione e articolazione delle sue proposte di governo. Lei tasserebbe del 2% l' anno i patrimoni sopra i 50 milioni, di che generare 2.750 miliardi di dollari di gettito in dieci anni. Una parte dei quali servirebbero a cancellare prestiti studenteschi che oggi sono una palla al piede per una generazione di giovani. Senza un vero accesso allo studio il Sogno Americano è diventato una caricatura feroce. Altre riforme riguarderebbero l' accesso alle cure mediche.

 

BILL GATES BILL CLINTON

Si tratterebbe non tanto di costruire il "socialismo", quanto di tornare all' America più equa e solidale che fu quella governata da Roosevelt e da Kennedy. Dagli anni Trenta agli anni Sessanta. Da notare che sotto Kennedy avevamo aliquote "svedesi" sugli straricchi, ma l' economia cresceva più di oggi. C' è un nesso implacabile tra società oligarchica e stagnazione.

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