viktor orban matteo salvini giorgia meloni

AVVISO A MELONI E SALVINI: FARETE LA FINE DI ORBAN! LA NOTIZIA DEL GIORNO E' CHE LA COMMISSIONE EUROPEA VUOLE TOGLIERE IL PNRR AL LEADER UNGHERESE - QUESTO E' UN CAMPANELLO D'ALLARME PER "DONNA GIORGIA" E SALVINI CHE NON HANNO PRESO LE DISTANZE DA ORBAN - IL RISCHIO CON I SOVRANISTI DE' NOANTRI A PALAZZO CHIGI E' CHE CI TOLGANO COMPLETAMENTE IL PNRR. E SENZA I 209 MILIARDI DEL PIANO FINIAMO COL CULO A TERRA. ALTRO CHE IL CARO-BOLLETTE...

Francesca Basso per www.corriere.it

 

ORBAN VON DER LEYEN

Non sono bastate le promesse del governo di Viktor Orbán dell’ultimo mese per scongiurare la perdita dei soldi europei. Per proteggere il bilancio dell’Ue messo in pericolo da irregolarità sistemiche nelle procedure di appalto, insufficienti inchieste contro il conflitto d’interessi e in generale dalla debolezza nell’intervento contro la corruzione in Ungheria, la Commissione europea ha proposto al Consiglio di sospendere a Budapest il 65% dei fondi Ue per tre programmi operativi nell’ambito della politica di coesione: si tratta di circa 7,5 miliardi di euro (su 21 miliardi), pari a un terzo dei fondi di coesione di Budapest nel periodo 2021-2027. I fondi di coesione sono usati per ridurre il divario economico e sociale fra le diverse regioni europee, quindi hanno un impatto rilevante sullo sviluppo economico ungherese.

VIKTOR ORBAN MATTEO SALVINI

 

La decisione se effettivamente congelare i fondi dovrà essere presa dal Consiglio (gli Stati membri), che voterà a maggioranza qualificata, entro un mese dalla proposta della Commissione. Ma in circostanze eccezionali il periodo può essere prolungato fino a un massimo di ulteriori due mesi per analizzare il dossier.

 

E poiché il governo ungherese si è impegnato a introdurre alcune modifiche nel suo ordinamento, ci sarà l’estensione. Il commissario Ue per il Bilancio Johannes Hahn ha spiegato che, nonostante le misure proposte dall’Ungheria per affrontare le carenze, la Commissione Ue raccomanda la sospensione dei fondi perché «in questa fase permane un rischio per il bilancio, quindi non possiamo concludere che il bilancio dell’Ue sia sufficientemente protetto».

 

ORBAN 1

Negli ultimi mesi c’è stato un dialogo intenso tra la Commissione e le autorità ungheresi, che ha portato Budapest a proporre una serie di misure correttive per affrontare le preoccupazioni individuate dall’esecutivo comunitario quando il processo è stato formalmente avviato il 27 aprile di quest’anno». Secondo Bruxelles considerare le misure «adeguate», è necessario poter concludere che porranno fine alle violazioni dei principi dello Stato di diritto.

 

giorgia meloni con viktor orban

L’Ungheria ha proposto 17 misure correttive tra cui la creazione di una Integrity Authority indipendente con ampi poteri, una task force per combattere la corruzione, una riforma degli appalti e di modificare il codice penale per consentire il controllo giudiziario delle decisioni dei pubblici ministeri, e si è impegnata a informare la Commissione in merito alla loro attuazione entro il 19 novembre. Il governo ungherese ha detto di sperare di chiudere la vertenza con la Ue entro novembre. «Difendiamo i valori dello Stato di diritto e proteggiamo il bilancio comune europeo. Le autorità ungheresi sono chiamate a rispondere con misure correttive concrete», ha twittato il commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni.

 

Il Collegio dei Commissari si è riunito domenica mattina e ha approvato all’unanimità la proposta. La decisione arriva a pochi giorni di distanza dalla relazione del Parlamento Ue, il 15 settembre scorso, che ha definito l’Ungheria di Viktor Orbán un «regime ibrido di autocrazia elettorale» e ha denunciato gli «sforzi deliberati e sistematici del governo ungherese» contro i valori dell’Ue.

 

VIKTOR ORBAN GIORGIA MELONI

Non c’è però un legame tra le due cose. La proposta della Commissione applica infatti per la prima volta il meccanismo sulla condizionalità dello Stato di diritto entrato in vigore il primo gennaio 2021 ma diventato operativo di fatto solo in primavera dopo che la Corte di Giustizia dell’Ue si è espressa a favore dello strumento.

 

La Commissione ha avviato la procedura il 27 aprile scorso mandando una notifica scritta a Ungheria e Polonia. La Commissione non ha ancora dato il via libera al Pnrr dell’Ungheria a causa di irregolarità legate al rispetto dello Stato di diritto nella gestione dei fondi. Se non ottiene semaforo verde entro fine anno, Budapest perderà i fondi di Next Generation Eu.

 

giorgia meloni e viktor orban

Se il Consiglio vota a favore della proposta della Commissione, l’Ungheria vedrà congelati anche una parte dei fondi di coesione e «si tratta quasi della somma che l’Ungheria ha chiesto con il suo Piano nazionale di ripresa e resilienza», ha spiegato il commissario Hahn. Budapest tuttavia si è impegnata ad attuare una parte delle misure correttive richieste con una road map concordata con Bruxelles che dovrà rispettare se non vuole perdere i soldi. Resta l’incognita del voto in Consiglio.

 

Viktor Orban, primo ministro Ungheria

La maggioranza qualificata richiedo almeno 15 Stati membri rappresentanti il 65% della popolazione Ue e per la minoranza di blocco servono almeno 4 Paesi Ue che rappresentino il 35% della popolazione. La partita è aperta. Per le simpatie dimostrate da Giorgia Meloni e Matteo Salvini nei confronti di Orbán. Perché la Polonia potrebbe a sua volta finire sotto procedura. Perché ci sono diversi Paesi di piccole dimensioni fredde sullo Stato di diritto come ad esempio la Romania. Il punto su cui insisterà la Commissione è che in pericolo ci sono i soldi dei cittadini europei.

ORBAN VON DER LEYENviktor orban incontra matteo salvini a roma viktor orban incontra matteo salvini a roma viktor orban incontra matteo salvini a roma

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi mps

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! LA VITTORIA DI CALTAGIRONE AL PALIO BANCARIO DI SIENA NON APPARE SCONTATA: LA LISTA ALTERNATIVA DI TORTORA-LOVAGLIO RIAPRE I GIOCHI – TUTTO GIRA INTORNO ALLA DECISIONE DELLA HOLDING DELFIN, PRIMO SOCIO DI MPS COL 17,5%: VOTERÀ LA LISTA DEL CDA IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE O SI ASTERRÀ? – MA ANCHE L’ASTENSIONE DEL GRUPPO GUIDATO DA UN FRANCESCO MILLERI SEMPRE PIU' TERRORIZZATO DALL’INCHIESTA GIUDIZIARIA DI MILANO E DALLA LITIGIOSITÀ DEGLI OTTO EREDI DEL VECCHIO, POTREBBE GIOCARE A FAVORE DI LOVAGLIO - COME MAI IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI, SUGGERITO DA MILLERI, SI SAREBBE MOSSO A FAVORE DI LOVAGLIO? - COSA FARANNO GLI INVESTITORI ISTITUZIONALI CHE HANNO QUASI IL 60% DEL CAPITALE MPS? - CON LA QUOTA DEL 4,8%, IL MEF DI GIORGETTI E UN GOVERNO AZZOPPATO DALLA DISFATTA DEL REFERENDUM SI MUOVERANNO DIETRO LE QUINTE PER SOSTENERE UNO DEI CONTENDENTI O MANTERRANNO UNA RIGIDA NEUTRALITÀ? AH, SAPERLO…

maurizio gasparri antonio tajani paolo barelli forza italia fabrizio corona massimo giletti marina berlusconi

DAGOREPORT - QUANTE PROBABILITÀ HA MAURIZIO GASPARRI DI RESTARE NELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA RAI? POCHE, POCHISSIME, QUASI ZERO - DI PIU': PER LA FELICITÀ DI GIANNI LETTA, L'EX CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA AL SENATO NON SARÀ PIÙ IL “PLENIPOTENZIARIO” DI TAJANI A VIALE MAZZINI. E COSI' NON POTRÀ PIÙ “SABOTARE” SIMONA AGNES - COME È ALTRETTANTO CERTO CHE SCOMPARIRANNO DALLE TRASMISSIONI RAI LE INNUMEREVOLI INTERVISTE DELL’EX COLONELLO AN DI FINI. COME NON ASSISTEREMO PIÙ ALLE OSPITATE "A TUTTO GAS" DI FABRIZIO CORONA IN CHIAVE ANTI MARINA E PIER SILVIO, DI CUI NE PAGA IL PREZZO L’INCAUTO MASSIMO GILETTI - SI SALVA (PER ORA) DALL’EPURAZIONE IL CAPOGRUPPO ALLA CAMERA DI FORZA ITALIA, PAOLO BARELLI. E UN GRAZIE LO DEVE RIVOLGERE AL FIGLIOLO GIANPAOLO SPOSATO CON FLAMINIA TAJANI - VIDEO: IL "FAR WEST" DI SALVO SOTTILE CON GASPARRI CHE SI SCAGLIA CONTRO "REPORT" DI RANUCCI

daniela santanche giorgia meloni giorgio mottola

DAGOREPORT - COME MAI LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” HA DECISO LA “DESANTANCHEIZZAZIONE” DEL GOVERNO SOLO ADESSO, PUR AVENDO AVUTO A DISPOSIZIONE PIÙ DI TRE ANNI DI CASINI GIUDIZIARI PER METTERLA ALLA PORTA? - NON È CHE ALL’INDOMANI DELLA DISFATTA, MAGARI LEGGENDO UN POST SU FACEBOOK DI “REPORT” (‘’I SOLDI DELLA SOCIETA’ INDAGATA PER MAFIA A DANIELA SANTANCHE’ E LE OMBRE SUI “SALVATORI” DI VISIBILIA’’), LA PREMIER E IL SUO ENTOURAGE DI PALAZZO CHIGI HANNO SENTITO ODOR DI BRUCIATO E PRESO LA PALLA AL BALZO PER BUTTARE FUORI L’INSOSTENIBILE MINISTRO DEL TURISMO? GIÀ IL GIORNO DELLA SCONFITTA, IL RICHELIEU DI PALAZZO CHIGI, FAZZOLARI, AVEVA MESSO IN CONTO LA POSSIBILE REAZIONE DI UNA MAGISTRATURA RINGALLUZZITA DALLA VITTORIA, PREANNUNCIANDO CHE “L’AZIONE (DELLE TOGHE) POTREBBE DIVENTARE PIÙ INVASIVA" - E OGGI, LA PROCURA DI ROMA HA RICICCIATO IL CASO SOGEI CON PERQUISIZIONI AL MINISTERO DELLA DIFESA E IN UNA SERIE DI SOCIETÀ PUBBLICHE TRA CUI TERNA, RETE FERROVIARIA ITALIANA, POLO STRATEGICO NAZIONALE... - VIDEO DI GIORGIO MOTTOLA

radio deejay theodore kyriakou linus albertino

FLASH – THEO KYRIAKOU NON HA SCELTO A CASO DI ANDARE A MILANO PER IL DEBUTTO DA EDITORE DI “REPUBBLICA”: NEGLI STORICI STUDI DI VIA MASSENA C’È LA SEDE OPERATIVA DELLE RADIO DEL GRUPPO GEDI, CHE SONO L’UNICO ASSET CHE INTERESSA AL MAGNATE GRECO – QUEL VOLPONE DI KYRIAKOU, PIÙ FURBO DI ELKANN, HA DATO UNO ZUCCHERINO ALLA REDAZIONE DI “REP”, INCONTRANDO I GIORNALISTI E PROMETTENDO INVESTIMENTI. MA IL SUO VERO OBIETTIVO ERA IL FACCIA A FACCIA CON LINUS (DIRETTORE EDITORIALE DEL POLO RADIOFONICO): LA PRIORITÀ È METTERE A PUNTO UN PIANO PER DARE UNA RINFRESCATA A RADIO CAPITAL E RENDERE PIÙ COMMERCIALE LA DISCOTECARA “M2O”, DI CUI È DIRETTORE ARTISTICO ALBERTINO (FRATELLO DI LINUS)

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...