andrea orlando

ORLANDO CONTRO IL CIELO (E CONTRO CONFINDUSTRIA) – IL MINISTRO SUL BLOCCO DEI LICENZIAMENTI RIPARLA DI PROROGHE RISPETTO AD ALCUNI SETTORI IN CRISI COME IL TESSILE E LA MODA. MA RESTA LO SCOGLIO DI CONFINDUSTRIA - PD E 5S IN PRESSING SUL PREMIER DRAGHI. DUECENTOMILA PERSONE (MA C'E' CHI PARLA DI 2 MILIONI) RISCHIANO DI FINIRE PER STRADA, IL MINISTRO DELL’ECONOMIA FRANCO PROVA A RASSICURARE: "NON CI SARÀ UNA VALANGA DI LICENZIAMENTI, MA..."

Carlo Bertini per "la Stampa"

 

bonomi orlando

Nel grande salone del Nazareno, dove da un' ora è in corso l' incontro dei vertici dem con i segretari di Cgil-Cisl e Uil, sta parlando Beppe Provenzano, quando Maurizio Landini gela tutti leggendo un whatsapp che gli conferma la notizia della scomparsa di Guglielmo Epifani. Letta è attonito, lo stesso Landini sbianca, in sala alcuni piangono e la coincidenza di questa tragica notizia - di un ex segretario della Cgil e del Pd che viene a mancare proprio in questa giornata - lascia tutti di sasso. E la riunione viene sospesa. La giornata sindacale termina in questo clima luttuoso.

MARIO DRAGHI ANDREA ORLANDO

 

E anche sulle prospettive l' aria è plumbea, malgrado il governo, Orlando in testa, stia provando a mantenere il blocco dei licenziamenti che assilla i sindacati, per le filiere in sofferenza, come il tessile; e di lasciare la scadenza del 30 giugno per il manifatturiero, la grande industria.

 

andrea orlando e giancarlo giorgetti

Ma se non ce la farà, si fa strada l' ipotesi di aumentare la dotazione per le imprese. Non a caso il ministro dell' Economia, Daniele Franco, annuncia alla Camera, che «il conguaglio estivo è al momento finanziato con 4 miliardi, che verrebbero distribuiti al termine dell' estate sulla base dei risultati di esercizio. Ma potrebbero aumentare». Ovvero, «è possibile vi sia una cifra che vada oltre quella stanziata per estendere l' intervento per le partite Iva sulla base del risultato d' esercizio dai 10 ai 15 milioni di fatturato». Detto questo, la stima di rialzo del Pil è più alta del previsto, oltre il 4,5%. Quindi buone notizie, malgrado tutto. E sui licenziamenti il ministro è ottimista.

 

«Non ne prevedo una valanga, ma il governo monitora la situazione e per qualunque situazione di tensione, il governo è pronto a intervenire».

 

DANIELE FRANCO MARIO DRAGHI ANDREA ORLANDO

Pressing di Pd e 5stelle Nell' ora di riunione prima dello choc per Epifani, Enrico Letta ha già detto la sua, schierandosi a fianco dei lavoratori e i sindacati hanno spiegato le loro preoccupazioni, legate al fattore tempo: il decreto Sostegni bis con le norme sul blocco dei licenziamenti plana in Parlamento a metà luglio e il rischio è di avere un doppio regime, spiega il segretario della Uil, Bombardieri: perché dal 1° luglio scatta comunque il blocco. Quindi la strada degli emendamenti per il blocco è preclusa, malgrado il pressing di Pd e 5stelle, che promettono emendamenti in Parlamento. Ecco il problema. «Pensare che dai primi di luglio in pandemia ancora aperta si possa tranquillamente andare a licenziare è un errore grave», si infervora Landini. Tanto da chiedere a Draghi una convocazione urgente.

LUIGI DI MAIO ANDREA ORLANDO

 

L' intervento del governo Quindi è corsa contro il tempo. Andrea Orlando ne è ben consapevole: «Si sta facendo strada un ragionamento sulla selettività delle misure rispetto ad alcune filiere, ma se dobbiamo intervenire dobbiamo farlo subito, i tempi sono stretti», avverte. Ma la strada è in salita, visto quanto confermato da Matteo Salvini uscendo dall' incontro con Draghi. «Sui licenziamenti, la sintonia con il premier è assoluta. I settori che corrono e che hanno bisogno di assumere, non di licenziare, industria ed edilizia, devono tornare a essere liberi di agire sul mercato, mentre i settori che hanno sofferto di più, penso al commercio, ai servizi, al turismo, avranno tempo fino a ottobre per organizzarsi». Quindi va bene così, pare dire Salvini. Per questo nel Pd si punta piuttosto ad aumentare la dotazione per le imprese in crisi e alla riforma degli ammortizzatori. «La riforma - annuncia Orlando - sarà pronta per la fine di questo mese».

MARIO DRAGHI A FIORANO

 

Confindustria alza il muro E come Franco, anche Confindustria vede rosa e sferza i sindacati, ripetendo il no alla proroga del blocco. «La mediazione di Draghi è saggia», dice Carlo Bonomi. «Due milioni di licenziamenti? Al massimo saranno 100 mila. Continuare a denunciare una possibile "macelleria sociale" o minacciare di scatenare la piazza in caso di mancato blocco è fare terrore». Anche perché «prevedo un miracolo economico, sfonderemo il 5%».

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)