matteo salvini italia mappa sondaggio lega centro

PALLA AL CENTRO – C’ERA UNA VOLTA IL CENTRO: QUELLO POLITICO RAPPRESENTATO DALLA DEMOCRAZIA CRISTIANA E QUELLO GEOGRAFICO DELLE REGIONI ROSSE – E ORA? LO SPAZIO SI È RISTRETTO AL 10% SCARSO. E I BASTIONI DELLA TOSCANA, DELL’UMBRIA DELL’EMILIA ROMAGNA, STANNO CADENDO UNO A UNO – LA MAPPA DI ILVO DIAMANTI

Ilvo Diamanti per “la Repubblica”

 

DEMOCRAZIA CRISTIANA SCUDO CROCIATO

L'Italia sta perdendo il Centro. Sul piano politico e geopolitico. Sul piano politico è già avvenuto da tempo. Insieme alla Prima Repubblica. Allora, davvero, il Centro coincideva con l' area di governo. Interpretato dalla Democrazia Cristiana. Insieme ai suoi alleati, con i quali ha guidato il Paese per circa 40 anni. Il Pri, il Pli, il Psdi Anche se la Dc era un "centro" molto grande e articolato, che si allargava a Destra e Sinistra. Proprio per questo poteva scegliere con chi allearsi. A partire dal Psi, che, a sua volta, si avvicinò al Centro, fino a costruire l' asse dei governi di Centro-Sinistra.

 

In seguito, dopo la caduta del muro - e della Dc - , il Centro si orientò soprattutto a Destra. Presidiato da Berlusconi che, insieme al "suo" partito, Forza Italia, sdoganò gli eredi del Msi. Post- fascista. Il Polo "escluso" (come lo definì Piero Ignazi). "Incluso", anzitutto, dall' azione di Gianfranco Fini, che lo trasformò in Alleanza Nazionale, rompendo apertamente con il passato.

BERLUSCONI BOSSI BUTTIGLIONE CASINI FINI FITTO

 

Nell' ultimo decennio, tuttavia, dopo il declino di Berlusconi e di Forza Italia, lo spazio di Centro si è definitivamente ridotto: al 10%. O poco meno. Mentre gli spazi contigui e complementari hanno mantenuto il loro rilievo. Centro-Destra e Centro-Sinistra: oggi attraggono ancora il 15-19% degli elettori, ciascuno. Infine, appare stabile, e ampia (circa il 30%; quasi un terzo degli elettori) l' area esterna allo spazio - politico. Dove si collocano coloro che rifiutano questa etichetta.

 

ilvo diamanti

E si chiamano "Fuori" dall' alternativa Destra-Sinistra (definita in modo magistrale da Norberto Bobbio, in un saggio pubblicato da Donzelli nel 1994). Quindi: dal Centro. Tuttavia, è evidente come, negli ultimi 10 anni, si sia ridotto soprattutto lo spazio a Sinistra del Centro. Riassumeva il 35% degli elettori, nel 2013. Oggi: 7 punti in meno. Si è ridotta, in particolare, la componente di Sinistra.

 

IL CENTRO NON E' PIU' ROSSO - LA MAPPA DI ILVO DIAMANTI

Mentre è cresciuta l' area de-finita dalla Destra e dal Centro-Destra. Insieme coprono oltre il 33% degli elettori. Se osserviamo la distribuzione degli elettori nello spazio politico in base alla scelta di voto, la debolezza del Centro è ancora più evidente. E ciò spiega la difficoltà di "confronto" fra partiti, in questa fase. Perché se il "Centro" è la piazza, dove ci si incontra, si dialoga, ebbene: questa piazza è troppo piccola. Così, peraltro, si spiega anche il ruolo "centrale" assunto dal M5s, che appare ancora il partito più trasversale, rispetto allo spazio politico. La sua posizione anti-politica gli ha permesso, fino ad oggi, di saltare da una parte all' altra. Imitato da altri partiti. Sempre più anti-politici Seppure oggi il M5s stia pagando questa collocazione fluida.

MATTEO RENZI A FIRENZE

 

Ma il Centro si sta restringendo e, anzi, è quasi scomparso anche - soprattutto - sul piano geo-politico. Uno sguardo che permette di "rappresentare" in modo efficace il rapporto - e il legame - dei partiti con il Paese. Perché il territorio riassume la società, la partecipazione, ma anche la storia. Le identità. Di Destra, di Sinistra.

 

E di Centro. In Italia, per circa 50 anni, si è osservata una grande continuità geopolitica. Nonostante i profondi cambiamenti avvenuti. Nella società, nell' economia. Nei partiti. Principale elemento di continuità: l' anti-comunismo. Infatti, le zone dove era più forte la Sinistra sono rimaste le stesse. "Concentrate nel Centro" dell' Italia. Dove il Partito Comunista e i suoi eredi avevano costituito le basi organizzative, istituzionali, associative.

Mentre le zone di forza della Dc e dei partiti di orientamento anti-comunista si collocavano, soprattutto, nel Nord Est.

 

matteo salvini a eurochocolate a perugia 3

È la Terza Italia, come l' ha definita Arnaldo Bagnasco. Caratterizzata da tratti economici e sociali comuni; e da culture politiche (sub-culture, secondo la formula di Carlo Trigilia) alternative. Aree di "piccole imprese" e "grandi partiti". Dc e Pci, appunto. Che disponevano di reti associative e di servizi diffusi. Promossi dal mondo cattolico, nelle aree bianche. Dal partito e dalle istituzioni locali, nelle aree rosse.

 

Le "zone bianche", però, si sono sparse e sperse negli anni Novanta. E anche prima. Logorate dal declino del mondo cattolico ma, ancor prima, dalla crisi della Dc. Alla quale è subentrata la Lega. Prima ancora, la Liga, insieme alle leghe regionaliste. Il Nord Est: è divenuto Verde. Poi, Verde- Azzurro. Forza-leghista. Solo la "zona rossa" ha continuato a fornire significato alla distinzione fra Destra, Sinistra. E Centro. Fino agli ultimi anni. Quando è stata rapidamente "occupata" da altri soggetti politici. Interpreti dell' insoddisfazione "antisistema". Dove il sistema era ed è rappresentato dalla "Sinistra", al governo da sempre.

 

luigi di maio

Così oggi il Centro dell' Italia ha perduto il suo colore. Le sue radici. Più in generale, però, è l' Italia politica che ha perduto il suo Centro. Perché il Centro geo-politico forniva radici al sentimento politico. Di Sinistra. E, quindi, dava senso anche alle "altre" identità. Nel Centro politico, oggi, si riconosce meno del 10% degli elettori. Mentre oltre il 60% si colloca nelle aree più estreme. Oppure "fuori".

 

matteo salvini sul lago trasimeno 2

Ma anche nello spazio politico-territoriale il Centro si è sbiadito. Era Rosso, ieri è divenuto Giallo, ora è Verde. Domani non si sa. E il voto in Umbria lascia presagire che il suo colore, la sua identità storica e politica, cambieranno ancora. Le prossime elezioni in Emilia-Romagna saranno determinanti per verificarlo.

matteo salvini hamburger

 

Certo, lo spazio politico e geo-politico, l' identità e il territorio, disegnano piani diversi. Che, tuttavia, si incrociano. Perché il territorio ha, storicamente, costituito il luogo dell' identità e della partecipazione - e della comunicazione - politica. Anche per questo è difficile trovare orizzonti politici stabili. Soprattutto quando la comunicazione diventa im-personale.

Lontana dal territorio. Digitale, ancor più che televisiva. Così, tutto risulta più "diretto". Anzi "im-mediato". Senza mediazioni né mediatori. Mentre la mediazione e la moderazione vengono spinte ai margini di un Paese spaesato che sta perdendo i Centri.

Ultimi Dagoreport

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - UNA VOLTA DIVENTATA “INAFFIDABILE”, AGLI OCCHI DI TRUMP A COSA PUÒ SERVIRE GIORGIA MELONI? A NIENTE, QUINDI PUÒ TORNARE A LEGGERE TOLKIEN AI GIARDINETTI DI COLLE OPPIO – PAOLINO MIELI A “OTTO E MEZZO” LANCIA LA BOMBA DOPO LO SCAZZO ROMA-WASHINGTON: “C’È UNA CERTEZZA DI VENDETTA. È QUALCOSA DI ANALOGO DEL SIGONELLA DI CRAXI. TRUMP SE LA LEGHERÀ AL DITO. A CRAXI LA FECERO PAGARE IN MANIERA DEFINITIVA. A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” – COSA E QUANTO RISCHIA DAVVERO LA  SORA GIORGIA? PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO, BEGONA, A CUI È STATO RITIRATO ANCHE IL PASSAPORTO…

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…