cameriera

IL PARADOSSO INGLESE: SERVONO DISPERATAMENTE LAVORATORI MA LA DISOCCUPAZIONE È AL MASSIMO! - A LONDRA SI CERCA MANODOPERA, MANCANO CUOCHI, BARISTI E CAMERIERI: A LUGLIO I SENZA LAVORO HANNO TOCCATO IL 4,8%. L'ITALIA STAPPEREBBE CHAMPAGNE PER UN DATO DEL GENERE, MA PER IL REGNO UNITO, CHE PRIMA DEL COVID ERA IN PIENA OCCUPAZIONE, È UN DRAMMA - ENTRARE NEL PAESE ORMAI È MOLTO DIFFICILE, ANCHE PER GLI ITALIANI: IL VISTO È CONCESSO SOLO A LAVORATORI ALTAMENTE QUALIFICATI E CON UN SALARIO DI ALMENO 30 MILA EURO...

Simone Filippetti per “Il Sole 24 Ore

 

thunderbird fried chicken 1

Vicino alla stazione della metropolitana di Earl's Court di Londra, zona centrale e un tempo super turistica, per anni c'è stato un ristorante con l'insegna «Byron», catena di burger e patatine ma di fascia alta. Ha abbassato la saracinesca durante la prima quarantena da Covid a primavera dell'anno scorso. E non ha più riaperto.

 

thunderbird fried chicken 2

Al suo posto, però, da qualche mese ha aperto un'altra catena, il Thunderbird Fried Chicken, pollo fritto in stile KFC. Se Byron ha chiuso per mancanza di clienti, bloccati in casa dalla pandemia, il nuovo inquilino ha il problema opposto: i clienti ci sarebbero anche, manca invece il personale. Sulla vetrina, svetta un avviso: «Staff Wanted», cercasi addetti.

 

Boris Johnson Brexit

Quello di Thunderbird, nome improponibile per un fast-food, è solo uno delle centinaia di cartelli che si vedono in giro. Per le strade di Londra è un'esplosione di avvisi sulle vetrine di negozi, ristoranti, pizzerie, pub: tutti cercano disperatamente lavoratori. Nel suo piccolo, la staffetta di insegne Byron-Thunderbird racchiude il dilemma del Regno Unito.

 

Il Covid ha costretto molti ristoranti e negozi a chiudere, ma man mano che le nubi della pandemia si dissolvono una perturbazione ben peggiore si staglia all'orizzonte: gli effetti, a lungo termine e permanenti, della Brexit.

 

Boris Johnson

Schizofrenia macroeconomica

La Gran Bretagna dell'estate del 2021, quella inaugurata dal premier Boris Johnson con il Freedom Day, il "liberi tutti" dal Covid, è nel mezzo di una schizofrenia macroeconomica: c'è estremo bisogno di lavoratori, ma la disoccupazione è ai massimi.

 

Serve manodopera, mancano persone che facciano lavori manuali e umili. A luglio i senza lavoro hanno toccato il 4,8%, percentuale per cui l'Italia stapperebbe champagne, ma per il Regno Unito, che prima del Covid era in piena occupazione, è un dramma.

 

brompton 2

Sempre a luglio, però, il numero delle job vacancies, ossia delle posizioni di lavoro aperte, è salito alla cifra record di un milione: la fame di lavoratori non è mai stata così alta. La ricerca di assunzioni a tempo indeterminato è salita del 43%, quella di stagionali addirittura del 53%.

 

Da una parte non c'è occupazione, ma dall'altra si cercano lavoratori. Molte aziende, anche marchi noti, rischiano la chiusura: il sito internet di Brompton, la famosa casa delle bici pieghevoli, sbandiera sulla sua home page la consegna gratuita a casa di qualsiasi bici: una buona mossa per incrementare le vendite dirette online. Peccato, però, che non ci sia niente da comprare: ieri sera sul sito, tutti i modelli risultavano "Out of stock", non disponibili. Manca chi le costruisce.

 

brompton 1

Sull'apparente schizofrenia di un Paese di disoccupati che ha bisogno di lavoratori aleggia anche lo spettro dell'Italia. Per anni Londra è stato il più grosso datore di lavoro per i giovani italiani. Il console generale d'Italia Marco Villani ha censito 350mila italiani, ma le stime ufficiose dello stesso consolato parlano di 700mila, che lavorano nel Regno Unito.

 

camerieri 2

La maggior parte sono baristi, camerieri, portieri d'albergo, cuochi, pizzaioli tutti mestieri dove gli italiani sono bravi. Negli ultimi dieci anni l'Italia, accanto alla Polonia, è stato il più grosso serbatoio di manodopera di Londra. La cosa faceva comodo a tutti: il Regno Unito si riforniva di lavoratori a basso costo, l'Italia esportava giovani senza lavoro e riduceva la sua disoccupazione cronica.

 

camerieri 1

Molti di questi expat se ne sono scappati in Italia per il Covid. Nel frattempo, però, si è alzato il ponte levatoio della Brexit: entrare nel Paese è molto difficile e la manodopera scarseggia. Nella Camera di Commercio Italia-Regno Unito, il presidente Alessandro Belluzzo, osserva che «molti nostri associati stanno registrando carenza di personale, qualificato e non». Il ministro dell'Industria Kwasi Karteng è sotto pressione da molte lobby per allentare i cordoni dei visti per i lavoratori Ue.

 

Tra pandemia e Brexit

cameriera

Oggi le regole post Brexit sono severe: il visto è concesso solo a lavoratori altamente qualificati e con un salario di almeno 30mila euro. Difficilmente camerieri o camionisti arrivano a quelle cifre, né sono considerati lavori ad alto valore aggiunto per il Paese.

 

Per servire un frappuccino da Starbucks va bene anche un disoccupato inglese, è la tesi dei Brexiters duri e puri: l'ala più intransigente dei Tory vuole che il Governo tenga duro e non ceda alle richieste delle aziende.

 

starbucks

Chi vincerà non si sa, ma di certo l'addio alla Ue segna la fine dell'era della manodopera a basso costo dal continente per la Gran Bretagna: il buco di un milione di posti di lavoro innesca una dinamica di incremento dei salari. I datori di lavoro dovranno aumentare gli stipendi per invogliare le persone. Una buona notizia per chi cerca lavoro, ma non per l'economia in generale. Salari in rialzo significano inflazione.

 

E già oggi, il rialzo dei prezzi è un problema nel Regno Unito. Gli intransigenti della Brexit guardano al medio termine: meglio avere difficoltà nell'immediato, perché la minor facilità a reperire personale obbligherà l'industria a spostarsi sulla parte alta della catena dove c'è maggior valore. È probabile che, a causa dell'addio alla Ue, il Regno Unito si ritrovi a produrre ancora di meno (già oggi il paese è fortemente de-industrializzato) per la scarsa manodopera, e a dover importare di più da Paesi dove i salari sono storicamente più bassi.

 

pizzaiolo

«Non c'è nulla di male. Ha più senso portare il lavoro dove sono le persone, che far spostare le persone verso il lavoro» osserva l'economista e scrittore Matthew Lynn autore del libro "La Lunga Depressione".

 

Sovranismo occupazionale

A torto o ragione, la frittata Brexit ormai è fatta. La soluzione? Il sovranismo professionale: «Serve formazione di residenti in UK, cittadini o stranieri arrivati prima della Brexit, e immigrazione qualificata» chiosa Belluzzo. È quello che sta già facendo il genovese Roberto Costa, il "re" dei ristoranti indipendenti a Londra.

 

camerieri 3

Per avere camerieri nei suoi otto locali a ottobre lancerà una Accademia dell'ospitalità, per riconvertire giovani rimasti disoccupati nel mondo dello spettacolo. Gli inglesi dovranno imparare a fare quei lavori che per decenni hanno fatto gli italiani. Ma per insegnare un mestiere, specialmente se non c'è alle spalle una tradizione, ci vuole tempo.

 

milkshakes di mc donalds

E nel frattempo che si fa? Il rischio è di finire come Nando's, altra catena di ristoranti. Il marchio di cibo messicano è stato costretto a chiudere numerosi suoi locali perché non si trovano camionisti che riforniscano di pollo le sue cucine.

 

piatti di nandos

Senza pollo, addio al Piri Piri, il piatto più famoso. Nando's non è il solo a pagare per i disagi da Brexit: ieri la multinazionale McDonald's, il numero uno al mondo dei fast-food, ha tolto dai menù di tutta la Gran Bretagna i Milkskes: non arriva il latte per fare i frappè.

 

Siamo in pieno agosto, con gli inglesi a rosolarsi nelle spiagge di Maiorca e dell'Algarve. Ma c'è già chi grida che il Natale è a rischio: sulle tavole dei sudditi di Sua Maestà forse non arriverà nemmeno l'amato tacchino. Il sovranismo ha un suo prezzo. Ma, parafrasando Maria Antonietta, se il popolo non ha i tacchini, allora dategli hamburger vegani.

Ultimi Dagoreport

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…